19:37 20 Ottobre 2020
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Martedì, 18 maggio alle ore 14.30 italiane il Consiglio regionale del Veneto voterà per il riconoscimento della Crimea come parte della Federazione Russa e per l'abolizione del regime sanzionatorio contro Mosca.

Nel caso di approvazione, alla quale credono i sostenitori del documento, Veneto potrebbe diventare la prima regione europea che riconosce l'autonomia della Crimea. 

L'autore di questa iniziativa consigliere Stefano Valdegamberi ha spiegato a Sputnik-Italia le ragioni che gli hanno spinto di promuovere questa risoluzione. 

— La gente e soprattutto tanti operatori economici mi hanno chiesto di approfondire la questione di queste assurde sanzioni. I cittadini del Veneto non capiscono tutte queste vicende della comunità internazionale. Inoltre, conosco anche tanti esportatori che lavoravano con la Federazione Russa e che oggi si trovano in difficoltà. A mio avviso, non ci sono ragioni fondate perché l'Europa applichi queste sanzioni. Sono stato personalmente in Crimea e ho potuto venir in chiaro del fatto che la Crimea ha il diritto ad esprimersi e ha il diritto all'autodeterminazione visto che il parlamento ha voltato a stragrande maggioranza sulla repubblica indipendente che fa parte della Federazione Russa, e il popolo con il referendum ha rafforzato questa decisione.

Non capisco perché l'Europa si ostini e prende le posizioni del tutto sbagliate. In quanto in altre situazioni, ad esempio quello di Kosovo, ha avuto una linea ben diversa. Quindi noi non troviamo i motivi per i quali ci devono essere delle sanzioni finanziarie contro la Federazione Russa e in conseguenza anche l'embargo verso i nostri prodotti. Ritengo che l'Ue fa un grave errore strategico perché la Russia deve fare parte dell'Europa. 

— Avete tutti i numeri necessari nel Consiglio regionale per ottenere l'approvazione della vostra risoluzione?

— Questa risoluzione ha subito visto la firma di tutti i partiti di maggioranza — Lega Nord, Lista Zaia, Forza Italia e tanti altri. In questo momento ci sostengono 25 consiglieri regionali. Comunque, sono certo che avremo le adesioni anche da una buona parte della opposizione. Quindi, sono molto ottimista per questa votazione perché la vuole vedere approvata la gente del Veneto ed era ora che qualcuno rompesse questo silenzio che c'è oggi in Italia. Noi stiamo subendo i gravi danni. Solo in un anno abbiamo la regione del Veneto che ha perso più di 600 milioni di euro a causa del calo delle esportazioni verso la Russia. Inoltre abbiamo oggi il crollo del prezzo del latte e dei formaggi, della frutta che deriva dall'embargo.

— Quali saranno i vostri prossimi passi nel caso del voto sia favorevole a mercoledì?

— Vogliamo partire dal basso, dal livello regionale, per poi passare a quello nazionale ed europeo. Mi auguro quindi che il nostro voto faccia l'eco e aiuti al governo nazionale a rivedere il prossimo giugno la politica delle sanzioni, tenendo in considerazione che il nostro voto manifesta la protesta di un territorio contro le scelte sbagliate dell'Ue. Questa votazione avrà non solo valore simbolico ma molto forte perché da qui partirà insieme con le associazioni Italia-Russia una raccolta di firme dei rappresentati del mondo economico, culturale e della società civile che non sostengono le sanzioni antirusse. Dopodiché vogliamo creare un comitato attraverso il quale cerchiamo di cancellare queste decisioni assurde.

Il testo della risoluzione è disponibile sul sito del Consiglio regionale del Veneto

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.   

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Referendum, Consiglio regionale, Crimea, Russia, Italia
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