05:46 18 Novembre 2019
Manifestazione contro l'accordo di scambio TTIP

Società civile italiana dice no al trattato di libero scambio USA-Ue

© REUTERS / Kai Pfaffenbach
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Sabato scorso a Roma si è svolta la grande manifestazione contro il Trattato transatlantico per la liberalizzazione degli scambi e gli investimenti fra Usa e Europa.

La manifestazione è stata indetta da Cgil, Fiom, Greenpeace, Movimenti Acqua, Legambiente e altri comitati contrari all'approvazione del trattato. Secondo gli organizzatori,  40 mila persone da tutte le regioni italiane sono scese in piazza a Roma per dire Stop Ttip e per chiedere al governo italiano di aprire un dibattito pubblico sui tutti gli aspetti critici dei negoziati.

Alberto Zoratti, Presidente dell'Ong Fairwatch, uno degli organizzatori della manifestazione ha parlato a Sputnik Italia dei motivi che hanno spinto miglia di persone di esprimersi contro questo accordo contraddittorio.

— Abbiamo deciso di scendere in piazza perché crediamo che sia venuto il momento per la società civile di prendere parola su un trattato di liberalizzazione che è stato troppo tenuto nascosto dai governi e della Commissione Europea e che avrà i pesantissimi impatti dal punto di vista sociale e ambientale.

— La Commissione Europea dice che il TTIP dovrebbe far crescere l'economia europea di 120 miliardi di euro, poterà alla crescita del PIL totale europeo e del reddito pro capitale, all'espansione del mercato del lavoro. Perché voi siete invece cosi scettici e sostenete che gli effetti dell'accordo, che interessa quasi un miliardo di persone nell'Unione Europea e negli USA, saranno esclusivamente negativi?

— Questa è la classica retorica della Commissione Europea. Se andiamo a leggere solo le stesse stime dell'impatto che questa istituzione ha commissionato, in questo momento il PIL sarebbe in realtà del 0,48 per cento dal 2017 e sarebbe anche medio. Il fatto che sia medio vuol dire che questo trattato avrà comunque dei "vincitori" e dei "vinti". Quello che noi cerchiamo di fare è dare voce ai "vinti" o comunque ai quelli che potrebbero subire gli effetti di questo accordo. Per esempio, ci sarebbe perdita per gli scambi commerciali intereuropei a favore di quelli transatlantici. Inoltre le piccole e medie imprese sarebbero le prime vittime sacrificale insieme ai lavoratori.

— L'Italia è un è paese che non produce quantità ma qualità. Questo accordo può danneggiare anche il famoso marchio "Made in Italy"?

— Questa è la seconda retorica della Commissione Europea e soprattutto del governo italiano. Loro credono che attraverso la tutela del "Made in Italy" e delle indicazioni geografiche, questo trattato sia conveniente per l'Italia. Il problema è che anche se riuscisse ad aggiungere una tutela delle indicazioni geografiche, l'impatto sul tutto settore agroalimentare sarebbe devastante. Si parla del meno 0,9 per cento di prodotto interno lordo dell'agricoltura europea.

— La Francia ha recentemente fatto una marchia indietro dicendo "no" al TTIP. A Suo avviso, il governo italiano ha abbastanza coraggio di seguire il suo esempio?

— Io non so se il governo italiano avrà coraggio, io credo che il governo italiano non potrà più ignorare questo movimento. Noi da due anni che stiamo lavorando come la compagnia Stop-TTIP Italia insieme alle compagnie europee, credo che questa manifestazione dimostri e quello che è uscito sul TTIP-leaks (redattore: fuga di notizie orchestrata da Greenpeace Olanda che ha rivelato i testi segreti del trattato) che quello che dicevamo era vero. Quindi io non solo se il governo avrà coraggio in questo senso ma sicuramente dovrà averlo di ascoltare i propri cittadini.

François Hollande
© AFP 2019 / PHILIPPE WOJAZER

 —I proponenti di questo accordo sostengono che il TTIP contribuirà a difendere la dominazione politica ed economica dell'Occidente (USA e UE) ed i suoi valori democratici nel XXI secolo nonostante la crescita della Cina e della regione Asia-Pacifico ed il suo modello di capitalismo autoritario. Proprio per questo motivo Hilary Clinton definito questo accordo come "Una Nato Economica".  E voi cosa ne pensate a questo proposito?

— Posso soltanto dire che i valori democratici non si consolidano attraverso il mercato. Si consolidano attraverso lo sviluppo e la tutela dei diritti. Come ha dimostrato l'Unione Europea, l'integrazione del mercato se si basa solo sui mercati e non garantisce i diritti dei cittadini, e quindi non garantisce la democrazia.

— Del TTIP si discute da parecchio tempo. Le prime trattative sono cominciate in luglio 2013 però il trattato non è stato firmato fino ad oggi? Quali sono gli ostacoli principali?

— Ci sono reciproche posizioni degli Stati Uniti e dell'Ue che non si incontrano. Pensiamo all'impatto delle indicazioni geografiche, agli appalti pubblici negli Stati Uniti, la questiona agricola in generale.

Ci sono tanti aspetti su cui le due parti non hanno ancora trovato un accordo. Il fatto che la società civile europea e statunitense sempre più sta prendendo parola contro questo trattato, credo che aiuti nel ritardarlo e nel bloccarlo. Noi stiamo proponendo di bloccarlo. 

— Lo scandalo TTIP-leaks potrebbe aiutare voi a raggiungere il vostro obiettivo?

— Per noi questa fuga di notizie sarebbe sicuramente una conseguenza positiva. È già successo una volta quando alla fine degli anni 90 è l'accordo multilaterale sugli investimenti viene bloccato da un leak dei documenti…    

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Unione Europea, Economia, commercio, societa civile, Accordo TTIP, USA, Italia
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