15:59 16 Ottobre 2018
Il Festival di pizza a Mosca.  2007

I pizzaioli italiani chiedono alla Russia il riconoscimento della pizza

© Sputnik . Илья Питалев
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Marina Tantushyan
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La pizza è patrimonio di tutti. Fa parte del patrimonio dell’umanità ed è stata anche candidata per il riconoscimento da parte dell’UNESCO.

Secondo l'Associazione Maestri d'Arte Ristoratori Pizzaioli, sarebbe un grave errore limitarla nell'area geografica di Napoli perché è indicata come luogo di nascita della pizza italiana. Per salvaguardare primo prodotto italiano conosciuto in tutto il mondo l'Associazione invita la Russia a diventare la nuova patria della pizza.

Enzo Prete, Presidente dell'Associazione Maestri d'Arte Ristoratori Pizzaioli ha spiegato a Sputnik-Italia perché i pizzaioli italiani stanno cercando di ottenere il sostegno della Federazione Russa e non quello del governo italiano:

 Abbiamo fatto appello a diversi paesi affinché venga esaminato il nostro progetto, considerando che la nostra proposta di legge al parlamento Italiano è da ben 10 anni, solo nel 2015 sono state inviate ai nostri parlamentari più di 2000 mail per sollecitare il ddl presente in Commissione 10° Senato. Abbiamo sollecitato diverse volte, se, entro marzo 2016 non ci fosse pervenuta nessuna risposta concreta, noi avremmo spostato il disegno di legge all'Estero. Tutti gli stati sono candidati alla nostra proposta.

— Di che cosa esattamente si tratta la vostra proposta alla Federazione Russa? Come pensate di convincere i russi di accettarla?

— Noi come associazione di categoria pizzaioli, stiamo lanciando questa proposta alla Federazione Russa, visto che in gran parte ci sono molti italiani in Russia, questo ci fa piacere allargare nel territorio Russo anche la pizza, ricordiamo che la pizza è patrimonio di tutto il mondo.

Per quanto riguarda il convincimento, non dobbiamo convincere nessuno stato, questo deve essere un interesse culturale, visto che il prodotto pizza viene consumato in larga maggioranza in tutto il mondo. I vantaggi per chi accetta la proposta è di prendere lo status di riconoscimento e della titolarità del prodotto".

— La pizza italiana è fatta esclusivamente con i prodotti italiani alcuni di quali oggi sono sotto l'embargo in Russia. Secondo lei, questo aspetto potrà in qualche modo ostacolare la realizzazione della vostra iniziativa in Russia?

Il politico russo Vladimir Zhirinovskij sta cucinando di stragrande pizza Mosca
© Sputnik . Екатерина Чеснокова

— I prodotti italiani restano nella terra di origine, anche se per questo problema non sta a noi risolverlo, ci deve pensare la diplomazia delle ambasciate fra Italia e Russia. Questa cosa non va al primo posto, penso che in Russia ci sono pizzerie   italiane che lavorano tranquillamente, come nel resto del mondo ci sono pizzerie, questo non potrà cambiare il nostro progetto.

— Avete già contattato qualche esponente russo per presentare la vostra proposta ufficialmente?

— Abbiamo diverse nazioni che potrebbero candidarsi, anche perché ci stiamo basando su ex nazioni della vecchia Unione Sovietica che ci danno il supporto a questa iniziativa. Riteniamo che a breve possiamo parlare di identità di una nazione che potrà sposare il nostro progetto, noi lo stiamo proponendo in diversi stati, il primo che sarà sensibile a questa iniziativa potremmo parlare di titolarità della pizza internazionale, e non della pizza Italiana.

Ricordiamo fino adesso nessuno ha mai detenuto il titolo, perciò chiunque stato potrebbe assumerlo.

— Quali saranno i vostri prossimi passi?

 —Abbiamo avuto dei segnali dal governo italiano, se entro giugno non succede nulla, siamo pronti alla realizzazione del progetto all'estero, per cui ogni stato è possibile candidato per ottenere il riconoscimento, oltre la titolarità.    

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Prodotti alimentari, Alimentare, pizza
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