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    Yuri Gagarin e German Titov

    “Andiamo!” Gagarin, l’uomo che cambiò il mondo

    © Sputnik. RIA Novosti
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    Tatiana Santi
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    “La terra è blu, è meravigliosa”, sono le parole pronunciate dal cosmonauta sovietico Yuri Gagarin durante il primo volo umano nello spazio. Il 12 aprile del 1961 Gagarin diventò l’uomo più famoso del mondo e con la sua impresa cambiò la storia.

    Gagarin fu il primo uomo a vedere la Terra dallo spazio: "da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini". Dalla sua famosissima parola prima del lancio "pojehali" (andiamo) il mondo non era più lo stesso, un ragazzo di 27 anni donò all'umanità intera emozioni uniche, lo spazio non era più un sogno irraggiungibile.

    Lo spazio dalla competizione durante la guerra fredda, si è trasformato poi in un territorio senza confini in tutti i sensi, dove la cooperazione internazionale è fondamentale, la stessa Stazione Spaziale Internazionale ne è un esempio.

    Quali sono i frutti dell'intensa collaborazione fra Italia e Russia nel settore spaziale? Quali sono le mete da conquistare oggi e lo spazio sarà mai accessibile anche ai turisti? Sputnik Italia ne ha parlato con Roberto Battiston, presidente dall'Agenzia Spaziale Italiana.

    — Il 12 aprile di 55 anni fa Gagarin fece il primo volo umano nello spazio della storia. A partire da quel giorno il cosmo non era più fantascienza, ma realtà. Quanto è stato importante quel 12 aprile per tutti noi?

    Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana
    © Foto: fornita da Roberto Battiston
    Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana

    — Tantissimo e al di là delle aspettative. Il significato dell'impresa di Gagarin ha superato lo stesso Gagarin e i simboli di quel momento storico, dove la corsa allo spazio faceva parte della Guerra Fredda, ed era il teatro d'avanguardia della proiezione politica di USA e URSS.  Una delle conseguenze positive e — certamente — non volute che abbiamo ereditato, è che da molti anni la stessa piattaforma da dove partì Gagarin lancia astronauti di tutte le nazioni, americani compresi. Quindi, la corsa allo spazio, iniziata con fini politici e militari, è diventata un viaggio di uomini che cooperano insieme per studiare lo spazio e ciò che esso può dare all'umanità.

    — Possiamo dire che lo spazio, a differenza della terra dove oggi ci sono fin troppi conflitti, è un luogo simbolo di pace e cooperazione internazionale?

    — Aggiungerei che c'è una consolidata tradizione di diplomazia dello spazio. L'esempio più lampante è la Stazione Spaziale Internazionale, l'avamposto dell'uomo nello spazio, che da 15 anni è la casa di astronauti provenienti da diverse nazioni, che sulla Terra sono spesso in competizione se non addirittura in una situazione di confronto. Ma a 400 chilometri dalla terra, ad una velocità di circa 28mila chilometri all'ora, la collaborazione non può mai mancare. Tutti, dagli americani ai russi, dagli europei ai cinesi, hanno capito che l'esplorazione spaziale, robotica e umana, non è affare che si possa trattare con risorse esclusivamente nazionali, pena il fallimento o, nella migliore delle ipotesi, costi insostenibili.

    — Quali sono i risultati e l'importanza della collaborazione fra Italia e Russia nel settore spaziale?

    Busto di Jurij Gagarin, Museo dell’Aeronautica  di Trento
    © Foto: Eliseo Bertolasi

    — Italia e Russia hanno una lunghissima tradizione di collaborazione industriale e tecnologica che si è sviluppata in diversi settori e in diverse epoche storiche. Ma visto l'anniversario che celebriamo, vorrei ricordare anche l'importanza della collaborazione politica che ha caratterizzato i rapporti tra i nostri paesi anche nei periodi più difficili della Guerra Fredda.

    Nel settore spaziale negli ultimi anni abbiamo sviluppato molti progetti congiunti: la propulsione missilistica a combustibile ossigeno-metano nell'ambito del progetto Lira; attività di ricerca in condizioni di microgravità con capsule spaziali russe tipo "Foton" e "Bion"; il progetto Millimetron, che verrà lanciato nel 2025 verso il punto L2 a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra e si compone di un telescopio criogenico con un'antenna di 10 metri di diametro protetta da una più ampia struttura ad ombrello. Sono certo che possiamo aggiungere altri dossier alla nostra collaborazione.

    — Exomars è il frutto della collaborazione fra Europa e Russia. Un esempio perfetto di come l'Europa e la Russia siano indispensabili l'uno per l'altro?

    — La partecipazione russa è fondamentale per ExoMars. Ancora una volta, in occasione del lancio di questa storica missione, ho potuto constatare l'altissimo livello degli amici di Roscosmos.

    Ma direi di più: sono certo che la Russia sarà presente e rilevante  anche nei programmi di esplorazione umana di Marte e nei programmi per la realizzazione di basi orbitali del Pianeta Rosso e della Luna. Sarà un'ulteriore occasione per collaborazioni scientifiche e tecnologiche.

    — Come ha affermato il direttore della Roscosmos Komarov, fra 10-15 anni la ISS potrà essere dotata di segmenti per turisti. Professor Battiston, lei che cosa ne pensa? Lo spazio sarà accessibile in futuro anche ai turisti e non più solo agli astronauti?

    — È questione di tempo. L'accelerazione della Space Economy che stiamo vedendo in questo momento sarà tale da coinvolgere risorse finanziarie, scientifiche e tecnologiche che vanno oltre il tradizionale settore dello spazio. Se c'è una lezione che abbiamo imparato dalla corsa allo spazio, e che gli effetti delle grandi sfide dell'umanità vanno molto al di là di quello che inizialmente s'immagina. Oggi parlare di turismo spaziale, non è più soltanto un modo facile di fare marketing, è qualcosa che rispecchia l'ambizione di ampliare al massimo la fruizione dello spazio. Inoltre il progetto di trasformare la ISS in una sorta di resort del tutto eccezionale, non è altro che la trasformazione o evoluzione del più grande investimento ed esperimento scientifico creato dall'uomo. Ed una soluzione intelligente, una volta che i nostri astronauti andranno a fare sperimentazioni in nuove stazioni spaziali, in orbite lunari o marziane.

    Amici, siete pronti? Pojehali!

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

     

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    Tags:
    Cooperazione con la Russia, spazio, ExoMars, Yuri Gagarin, Italia, Russia
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