19:03 18 Settembre 2018
Presidente della Turchia Tayyip Erdogan

Palmira sotterra le ambizioni di Erdogan

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La sconfitta dell’ISIS a Palmira ha presupposto una dura batosta per l’ISIS, tuttavia questa vale anche per tutti quelli che avevano scommesso sulla vittoria di questo gruppo terroristico per implementare i propri piani in Siria che tendono a smembrare e controllare detto paese.

Le successive vittorie dell'esercito siriano hanno portato l'ISIS ad una posizione di estrema debolezza ed all'incertezza se l'annientamento definitivo si trova in vista entro pochi mesi, tanto in Siria come in Iraq. Il 27 di Marzo è, quindi un capitolo glorioso della storia della Siria e dell'obbrobrio e della sconfitta per i suoi nemici.
Un combattente della guardia nazionale Falchi del deserto tiene la bandiera del Daesh.
© Sputnik . Mikhail Voskresenskiy
Un combattente della guardia nazionale "Falchi del deserto" tiene la bandiera del Daesh.

La Turchia è il paese più pregiudicato dalla sconfitta. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si dimostra teso e nervoso davanti alle cattive notizie circa la sconfitta dei suoi alleati dell'ISIS ed ha affermato, in vari viaggi all'estero, che i negoziati di Ginevra sono "inutili" mentre la Russia continua ad aiutare l'Esercito siriano.

Ankara si dimostra anche irritata per il fatto che lo spiegamento russo dei missili S-400 a Latakia abbiamesso fine al progetto turco di stabilire una zona di esclusione aerea e di una zona cuscinetto nel nord della Siria, come passi preventivi alla ricostruzione dell'Impero Ottomano — che dovrebbe comprendere anche l'Iraq, la Siria fino al Magreb- che Erdogan perseguiva in collaborazione con i suoi alleati terroristi (e con il beneplacito USA).

In questo senso, i progressi dell'Esercito siriano hanno messo fine ai sogni espansionisti di Erdogan e del suo seguito provocando l'irritazione in un momento in cui lui stesso si trova sul punto di instituire una dittatura nella sua Turchia ed incrementa la persecuzione dei media critici, come dimostra la recente confisca del giornale Zaman e le minacce contro gli altri giornali dell'opposizione.

Gli attacchi russi e l'avanzata dell'Esercito siriano hanno tagliato la maggior parte delle rotte di rifornimento dei gruppi terroristici. Inoltre l'Esercito siriano sembra prepararsi adesso per la presa di Yisr al Shugur, una città strategica situata nella provincia di Idlib, nel nord della Siria, la cui cattura in Aprile dal denominato "Esercito della Conquista" fu possibile grazie all'aiuto turco.

Una base distrutta dei combattenti ISIS nella provincia di Idlib, Siria.
© AP Photo / Hadi Al-Abdallah
Una base distrutta dei combattenti ISIS nella provincia di Idlib, Siria.
La presa di Yish al Shugur sarà seguita da altre offensive destinate a recuperare la totalità della provincia di Idlib. La conquista di più zone nel nord taglierà definitivamente il cordone ombelicale che unisce i gruppi terroristici alla Turchia e diminuirà o finirà con l'influenza che questo paese esercita sugli avvenimenti sul campo di battaglia in Siria.

In questo senso, molti analisti militari ritengono che dopo la liberazione di Palmira, i feudi terroristici andranno a cedere uno per uno in rapida successione e che l‘ISIS ed il Fronte al Nusra potrebbero rimanere al bordo del loro annichilimento in pochi mesi.

La vittoria di Palmira dimostra anche la fragilità e la bancarotta della denominata "opposizione armata" in Siria, che non combatte sotto la bandiera di un progetto nazionale ma soltanto nella ricerca di denaro e degli aiuti del regime saudita, di quello turco e dei vari paesi occidentali.

Originariamente pubblicato sul sito Controinformazione.info

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
ISIS, jihad, Terrorismo, Lotta al terrorismo, Liberazione Palmira, Al Nusra, Opposizione siriana, Zaman, Esercito siriano libero, Recep Erdogan, Palmira, Siria, Russia, Turchia
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