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    Paolo Gentiloni e Sergey Lavrov

    Gentiloni a Mosca, la forza del binomio Italia – Russia

    © Sputnik. Kirill Kallinikov
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    Tatiana Santi
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    L’Italia ha bisogno della Russia e la Russia dell’Italia. La visita a Mosca del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è la conferma di un binomio Italia - Russia importante, anche sul piano internazionale.

    Durante il suo terzo viaggio a Mosca in quest'anno, il ministro Gentiloni con il suo omologo Serghej Lavrov hanno discusso dei rapporti economici fra i due Paesi, ma anche delle crisi internazionali. Inoltre la visita del capo della Farnesina prepara  il prossimo viaggio ufficiale in Russia a giugno del premier Renzi.

    L'Italia, come è noto, è contraria alla proroga automatica delle sanzioni, che hanno provocato importanti danni all'economia del Belpaese. Il viaggio di Gentiloni a Mosca, preceduto dalla visita di Kerry, parla chiaro: la Russia è un partner strategico e l'Italia è un interlocutore importante per Mosca nel Mediterraneo.

    Qual è l'importanza dei rapporti italo-russi, anche da un punto di vista internazionale? Per tirare le somme dell'incontro fra i ministri Gentiloni e Lavrov Sputnik Italia ha raggiunto Tiberio Graziani, presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista "Geopolitica".

    — Il focus durante i colloqui fra il ministro Gentiloni e il suo omologo Lavrov è sui rapporti economici e politici fra i due Paesi. Il terzo viaggio a Mosca di Gentiloni in quest'anno conferma che i rapporti bilaterali italo-russi sono molto stretti e costanti?

    — Certamente i rapporti fra Italia e Russia sono molto stretti, tuttavia devono essere continuamente consolidati tenendo conto dello scenario internazionale. Sono rapporti bilaterali che si concentrano sull'aspetto economico e commerciale principalmente. Tuttavia il rafforzamento dei rapporti fra Roma e Mosca avranno degli effetti anche sulle prassi da adottare dai rispettivi Paesi nell'ambito della questione siriana e del dossier ucraino.

    — I frequenti incontri diplomatici italo-russi hanno anche l'intento di "ricucire" gli importanti rapporti economici che vi erano prima delle sanzioni?

    — Sicuramente è per questo motivo che Gentiloni si reca già per la terza volta a Mosca. Lo scopo è quello di ricostituire i rapporti economici e commerciali che i due Paesi avevano prima delle sanzioni. Questo è uno degli obiettivi della politica estera italiana nei confronti di Mosca. Oltre a questo c'è l'aspetto fondamentale delle questioni internazionali. L'Italia è un Paese mediterraneo e quindi ha tutto l'interesse che un protagonista mondiale come la Russia possa essere determinante in un tavolo internazionale in cui ci sarebbero anche gli Stati Uniti.

    — Il ministro Lavrov durante il bilaterale con Gentiloni ha sottolineato l'interesse della Russia nei confronti della posizione italiana nel contesto della crisi in Medio Oriente e nel Nord Africa. Possiamo dire che i colloqui fra i due ministri riconfermano il ruolo dell'Italia nel Mediterraneo?

    — Certo. Si tratta di una sorta di endorsement che Lavrov fa all'Italia per ribadire il ruolo che l'Italia svolge nel Mediterraneo sia nella questione libica, ma anche nella questione siriana.

    Paolo Gentiloni e Sergey Lavrov s'incontrano a Mosca
    Paolo Gentiloni e Sergey Lavrov s'incontrano a Mosca

    — Il viaggio di Gentiloni, come anche la prossima visita di Renzi, hanno lo scopo di ribadire che l'Italia vede nella Russia un partner strategico, ma d'altra parte di confermare anche il proprio ruolo sull'arena internazionale in veste di interlocutore di Mosca?

    — L'Italia ha bisogno della Russia al fine di valorizzare la propria posizione nell'ambito internazionale e nei rapporti con gli Stati Uniti. La Russia d'altro canto ha bisogno dell'Italia, perché è un valido partner nel Mediterraneo.

    Non sappiamo quando e se le sanzioni verranno annullate, ma tutto il sistema italiano, sia il governo, ma anche altre voci autorevoli si stanno muovendo al fine di cercare di ridurre, se non eliminare, queste misure restrittive contro la Russia. Mi riferisco anche al recente viaggio in Russia dell'ex premier italiano Romano Prodi, che ha ancora un certo peso in Unione europea, il quale ha perorato la causa della fine delle sanzioni.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Incontro, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov
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