04:46 26 Settembre 2018
Valery Spiridonov

Il chirurgo italiano che fa girare la testa

© Sputnik . Kirill Kallinikov
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Tatiana Santi
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Un’operazione che segnerebbe una svolta nella storia della scienza e che fa letteralemente girare la testa. Il progetto del chirurgo italiano Sergio Canavero, il trapianto di testa (o di corpo che dir si voglia), va avanti e fa parlare di sé in tutto il mondo.

Le ricerche proseguono e il professore Canavero ha fornito i risultati degli ultimissimi esperimenti eseguiti su dei ratti in Corea del Sud, che dimostrano la fattibilità della riconnessione del midollo spinale.

Sergio Canavero, chirurgo
Sergio Canavero, chirurgo

A scrivere per primo al chirurgo Canavero come volontario per il trapianto di testa della storia è stato un ragazzo russo, Valerij Spiridonov, affetto da distrofia muscolare spinale. L'unica chance per Valerij è di essere operato in Russia, ma l'ostacolo è la mancanza di fondi. Sergio Canavero lancia così un appello ai miliardari, tra cui anche il fondatore di Facebook Zuckerberg per finanziare quest'operazione epocale. Tra i Paesi interressati all'intervento figurano la Russia, la Cina, il Vietnam. Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto direttamente il chirurgo Sergio Canavero.

— Che novità ci sono nel progetto?

— Come ti ricordi, l'ostacolo numero uno per questo intervento era considerata l'impossibilità di riconnettere un midollo spinale tagliato anche in maniera molto traumatica. Abbiamo fatto degli esperimenti in questi mesi in Corea del Sud e in Cina, in cui abbiamo sezionato il midollo di ratti e abbiamo utilizzato una parte della tecnologia che verrà usata nell'uomo. I ratti, come tutti possono vedere sul video che abbiamo dato al New Scientist, hanno riacquisito la capacità di muoversi. Abbiamo così dimostrato che i critici avevano torto e noi avevamo ragione.

La cosa fondamentale è che un midollo tagliato e riaccostato, come ho detto io, funziona. Questa è la grande notizia che poi apre gli scenari per varie cure. Per quello che riguarda il nostro trapianto di testa abbiamo dimostrato che l'ostacolo numero uno non sussisteva in realtà.

Un perito medico in laboratorio
© REUTERS / Sirpa - Gendarmerie Nationale/F. Balsamo

È stato poi rifatto un esperimento su una scimmia con una variazione tecnica come aveva fatto White 50 anni fa. La scimmia non ha riportato alcun danno neurologico. L'esperimento l'ha fatto il mio amico Xiaoping Ren, che invece di lasciare la testa senza sangue, semplicemente ha riconnesso il sistema circolatorio di una scimmia rispetto all'altra: in nessun momento c'è stata una mancanza di ossigeno portato dal sangue. La scimmia, che non è mai stata svegliata per motivi etici, è stata tenuta in vita per 20 ore. L'istologia ha dimostrato che non c'era nessun danno. Ora abbiamo un'ulteriore tecnica che neuroproteggerà l'uomo o la donna che si sottoporranno a questa chirurgia.

Un'altra notizia riguarda proprio il Vietnam, che si è spontaneamente prestato a ospitarci per fare il trapianto. Questa è una bella notizia, perché significa che in giro per il mondo c'è molta gente che ha capito di cosa stiamo parlando.

— Ricordiamoci che il primo a scriverti proponendosi per l'intervento fu Valerij. Che notizie ci sono per quanto riguarda la Russia nel progetto?

— Ho già parlato con diversi chirurghi e accademici russi. Sono tutti molto interessati, non conoscevano la tecnologia che c'era dietro tutto questo. I chirurghi russi sono ben disposti a fare l'intervento, ma mancano i soldi. Ho fatto un annuncio, chiedendo a diversi migliardari di darci questi fondi per Valerij. La Cina segue il suo programma in questo momento con il dottore Xiaoping Ren, che ha detto su skype a Valerij di essere pronto con me ad assistere l'equipe russa per fare questo trapianto. La Russia verrebbe aggiunta come un programma parallelo, ma potrebbe essere anche la prima ad effettuare l'intervento se troviamo i soldi.

Se trovassimo i fondi la struttura potrebbe già esserci. Devo dire che i colleghi con cui ho parlato erano molto attenti e mi hanno fatto un'ottima impressione.

— Il volontario russo Valerij non può essere operato in Cina. L'unica chance per Valerij è se si investe nel progetto russo, giusto?

— Sì, esatto. Ecco perché sto insistendo come un matto. Ho fatto l'annuncio proprio per questo, per scuotere un po'il mondo. Abbiamo portato le prove provate del perché si può fare. In America non si farà mai quest'intervento. Mi hanno spiegato tutto loro stessi: a loro piacerebbe molto partecipare al progetto, ma in America ci sono troppi avvocati. La PETA, l'associazione per gli animalisti americani, ha scritto una lettera di minacce a Michael Sarr, editor dell'American medical journal Surgery. Il dottor White 50 anni fa ricevette delle minacce e aveva anche le guardie del corpo! Negli Stati Uniti c'è un sistema legale che ormai ha strozzato tutti. Un mio amico neurochirurgo in America paga 300 mila dollari di assicurazione medica all'anno per proteggersi della cause. Lì non esiste il terreno adatto per questo intervento.

— Dov'è più favorevole il terreno, nei Paesi più ad est?

— Assolutamente sì. L'Asia ha questa voglia di dimostrare all'Occidente, inclusi i russi, che loro sono più bravi, intelligenti ecc. I cinesi ce l'hanno con noi mica da poco. Sono convinti di essere gran lunga più superiori a noi e vogliono dimostrarlo.

— Se prendiamo la Russia e l'Italia, dov'è che si investe e si crede di più nella scienza?

— Sia l'Italia sia la Russia sono messe male tutte e due dal punto di vista dell'investimento scientifico. La Russia ai tempi dell'Unione Sovietica è stata una grandissima super potenza scientifica e tecnologica. I russi hanno scoperto tantissime cose che purtroppo pubblicavano in russo. Quando è caduta la cortina di ferro ci si è resi conto di questo, perché molti russi sono andati a lavorare all'estero. La Russia ha un più che l'Italia non ha: i russi sono di gran lunga più acculturati degli italiani, leggono di più, si sono più laureati. È un popolo sicuramente più intelligente mediamente di quello italiano. Non lo dico io, basta vedere le classifiche, il numero di libri letti. Quello che mi piace dei russi con cui ho parlato è che non erano arroganti, hanno ascoltato, hanno fatto domande intelligenti. La Russia promette bene.

— Secondo te quando arriverà il giorno X?

— Se tutto procede con questi ritmi, confermiamo per la fine del 2017 per la Cina. Quello che dovevamo dimostrare l'abbiamo dimostrato. Le critiche ad ovest iniziano a smontarsi sempre più, adesso sono sull'etica.

— Ad ogni modo è un progetto che fa girare la testa un po'in tutto il mondo. Forse anche questo è il bello del progetto?

— Sì, è proprio così. Vuoi che sia sincero? Vorrei che ci fosse ancora l'Unione Sovietica e l'altro blocco, perché quella era una gara che ha portato il primo uomo nello spazio, poi la prima donna nello spazio, poi il primo uomo sulla luna. Fosse proseguita, saremmo già su Marte. Noi abbiamo bisogno di competere, fa parte della nostra natura. Se tu togli la competizione non andiamo da nessuna parte. È quello che sto cercando di fare: mettere in competizione più Paesi possibili. Se la Russia dicesse che è pronta a fare l'intervento, immagina che cosa farebbero gli Stati Uniti! Per salvare tutte queste vite, ricordo che Valerij ha le ore contate, il fatto di accelerare è importante. A me va benissimo quando dicono che sono controverso, pazzo: questo è l'unico modo per fare andare avanti il progetto.

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Trapianto di testa, medicina, Sergio Canavero, Italia
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