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    La Regione Lombardia supera le sanzioni contro la Russia

    © flickr.com/ Niki-Photography
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    Marco Fontana
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    La Lombardia è da sempre un punto di riferimento della crescita economica italiana. Produce il 25% del PIL, ospita il 16% delle imprese italiane e il 60% di quelle estere, è il laboratorio ideale per nuove politiche di sviluppo del tessuto produttivo nazionale.

    È naturale che proprio la Lombardia sia tra gli interlocutori istituzionali che si muovono per ovviare ai danni causati dalle sanzioni europee contro la Russia. E' chiaro che chi non si accontenta di sedersi nei palazzi di Strasburgo, ma vuole fare il bene del territorio, cerchi soluzioni per proseguire i rapporti con un mercato importante e attento come quello russo. E così la Regione Lombardia ha firmato un'Intesa col Governo della Oblast' di Novosibirsk per promuovere la collaborazione economico-commerciale e tecnico-scientifica. Il 18 gennaio durante una missione diplomatica di 4 giorni Fabrizio Sala, vicepresidente e assessore alla casa, Housing Sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle imprese della Regione Lombardia, ha sottoscritto il protocollo con il governatore Vladimir Gorodetsky.

    Fabrizio Sala ha gentilmente rilasciato l`intervista a Sputnik Italia.

    — Qual è il conto pagato dalla Lombardia a causa delle sanzioni? 

    Fabrizio Sala
    © Foto:
    Fabrizio Sala

    — Un conto elevato. La flessione rispetto al 2014 è di 620 milioni, l'import è sceso del —33,8% e l'export del —7,6%. Colpiti soprattutto i territori a vocazione agricola, come il cremonese. Dati che dobbiamo considerare alla luce dell'interscambio lombardo complessivo con la Russia, che oggi è il sesto complessivo tra una regione italiana e un Paese estero.

    — Da dove nasce la Sua convinzione che le Regioni possano superare i problemi politici?

    — Dal lavoro fatto in altre occasioni dalla nostra Regione, che ha una propria politica estera che guarda al benessere del territorio. E' nata proprio ieri la macroregione alpina Eusalp, di cui facciamo parte. Abbiamo un ruolo anche nelle reti europee di regioni, che ci vedono coinvolti in progetti specifici, come la rete europea delle regioni per il settore aerospaziale, Nereus, o quella per il settore chimico, Ecrn, di cui sono Vicepresidente. Superiamo così eventuali vincoli nella collaborazione tra governi nazionali, operando strategie comuni di sviluppo.

    — Perchè il Governo italiano ha dato il benestare al protocollo e invece a livello europeo non ha bloccato la reiterazione delle sanzioni?  

     La squadra dell'Ambasciata italiana a Mosca ha dimostrato di voler collaborare con noi tenendo un atteggiamento molto aperto, cosa che mi ha favorevolmente impressionato. A livello governativo forse si è creduto poco nei tentativi fatti con l'Europa, ma scontiamo anche l'irrilevanza internazionale dell'attuale esecutivo, che poi ci penalizza grandemente sui tavoli più importanti.

    — In che cosa consiste il protocollo? Chi avete incontrato durante la missione?

    — E' una collaborazione nello scambio d`informazioni su diversi settori: industriale e commerciale, culturale e formativo. I nostri principali interlocutori sono stati Vladimir Gorodetsky, governatore dell'Oblast di Novosibirsk, e i membri del suo gabinetto: persone eccezionali che ci hanno accolto in maniera impeccabile. Abbiamo incontrato diverse personalità anche a Mosca, sia del Comune che della Regione, oltre al governo del Bashkortostan. Abbiamo avviato in queste zone delle relazioni che dovremo approfondire, come fatto con Novosibirsk.

    Vladimir Gorodetsky, governatore dell’Oblast di Novosibirsk
    © Foto:
    Vladimir Gorodetsky, governatore dell’Oblast di Novosibirsk

    — Nell'immaginario collettivo quando si parla di startup si pensa a Usa e Israele: con quale idea è tornato dopo aver visitato un Parco Tecnologico russo? 

     Farà solo un esempio: nel Parco Tecnologico di Novosibirsk si trova un incubatore d'impresa che consente a una startup, selezionata da un'apposita commissione, di trovare uffici completi di strumentazione informatica e strumenti per la produzione industriale a costi davvero irrisori, per una durata di 3 anni, al termine dei quali se l'impresa ha preso il volo prosegue da sola, altrimenti lascerà il posto ad altre iniziative a elevato potenziale. Tutto è finanziato attraverso una partnership tra pubblico e privato, patrocinata dal Governo federale. E' un sistema all'avanguardia, a cui potremmo ispirarci ad esempio per l'area Expo

    — Ha visitato a Novosibirsk numerosi posti centrali per la cultura e l'impresa. Che cosa l'ha colpita di più? 

    — Nella capitale siberiana direi il Parco Tecnologico, il Centro di Formazione scientifico e l'Università per la Pubblica Amministrazione con patronato presidenziale. Mosca invece mi ha colpito per lo splendore e l'eleganza e per aver conservato nella modernità i simboli del suo passato.

    — Ha tenuto una lectio magistralis all'Università di Pubblica Amministrazione ed Economia Nazionale di Novosibirsk. Quali sono stati i punti centrali del suo intervento come ambasciatore del Made in Italy?

    — Abbiamo parlato soprattutto delle opportunità di internazionalizzazione nate grazie all'Esposizione universale. La Regione Lombardia — e qui mi ricollego al discorso della crescita economica — ha fin da subito ha visto Expo come fondamentale momento di apertura e internazionalizzazione del nostro territorio. Abbiamo investito oltre un miliardo e mezzo di euro in vista dell'Esposizione Universale di Milano: di questa cifra circa 800 milioni sono stati destinati al comparto infrastrutturale. Abbiamo inoltre destinato 90 milioni per lo sviluppo della ricettività e del turismo, 50 per la sanità, 40 per la banda larga, 220 per la prevenzione del rischio idrogeologico.

    In definitiva, volevamo che con l'Expo la Lombardia ottenesse dei benefici duraturi. E ci siamo riusciti. I numeri parlano in modo chiaro e si riflettono anche nella crescita delle esportazioni; negli ultimi 4 trimestri le vendite estere delle Pmi hanno raggiunto 113,8 miliardi, cifra equivalente al 7,1% del PIL, con un aumento di 4,2 punti percentuali rispetto all'anno prima. Nei primi 6 mesi del 2015 le esportazioni di prodotti realizzati dalle Pmi ammontano a 57,1 miliardi, in crescita di 2,6 miliardi (+4,9%) rispetto ai primi 6 mesi del 2014.

    Il progetto del nuovo stadio della Dynamo Mosca, VTB arena.
    © Foto: "Russia-2018/2022" bid committee

    — E l'Expo come ha aiutato le relazioni tra Italia e Russia?                                      

    — Nell'ultimo semestre il nostro intescambio supera i 2 miliardi di euro: 1,2 di import, principalmente idrocarburi, e quasi 1 di export, in special modo macchinari e abbigliamento. È con la Federazione Russa che sussistono le più voluminose relazioni commerciali per il nostro territorio.

    — Perchè un'impresa russa dovrebbe investire in Lombardia nonostante le sanzioni? 

    — La Lombardia è la regione con il miglior capitale umano disponibile, motivo che la rende luogo ideale per le sedi di molte multinazionali. E poi c'è la nostra capacità di realizzare qualità, grazie alla nostra lunga tradizione. Milano è la prima città al mondo per numero di corpi consolari, siamo il secondo polo fieristico europeo e produciamo il 25% del Pil nazionale. Sono numeri che vanno al di là di ogni ostacolo.

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    Tags:
    Sanzioni, Cooperazione con la Russia, commercio, Italia
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