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    L’Italia resta una meta amata dai russi?

    © Sputnik. Михаил Климентьев
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    Tatiana Santi
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    La situazione geopolitica mondiale e la crisi del rublo non hanno favorito il flusso di turisti russi nel Belpaese, ma il 2015 ha mostrato ancora una volta un’importante integrazione tra Italia e Russia.

    Nonostante un decremento generale delle richieste di visto nel 2015, nel periodo delle vacanze invernali il Consolato italiano ha visto un numero consistente di cittadini russi che si recano in Italia. Un dato molto interessante riguarda il numero di italiani che ha scelto di vivere in Russia, registrando un 19% in più. Tra le novità del 2015 c'è anche la presa biometrica dei dati per i richiedenti del visto Schengen, che contrariamente alle aspettative non ha provocato particolari difficoltà.

     Ebbene, l'Italia resta una meta amata dai russi? Per tirare un bilancio del 2015, Sputnik Italia ha raggiunto Piergabriele Papadia de Bottini, Console Generale d'Italia in Russia.

    — Come potremmo tirare le somme del 2015 dal punto di vista dell'attività consolare e per quanto riguarda il turismo?

    Piergabriele Papadia de Bottini, Console Generale d'Italia in Russia
    © Foto: fornita dall'ufficio stampa del Consolato italiano a Mosca
    Piergabriele Papadia de Bottini, Console Generale d'Italia in Russia

    — È stato un anno molto dinamico, molto attivo, che ha risentito anche dell'andamento della situazione internazionale. Come comunità italiana in Russia c'è un costante incremento dei nostri connazionali che vengono a vivere qui. Questo è un dato molto positivo, perché questo vuol dire che anche gli italiani vedono nella Russia un Paese dove si possono realizzare, anche in un periodo non facilissimo. Abbiamo ben 3.000 connazionali nella nostra anagrafe consolare, un incremento del 19%.

    L'aspetto prevalente sono i servizi ai cittadini russi: le domande di riconoscimento, i documenti, le certificazioni, le legalizzazioni, anche dichiarazioni di valore, tra cui il riconoscimento di titoli di studio fatto in loco. Credo che rendiamo un servizio importante a molti amici russi, amanti dell'Italia. È un servizio a cui teniamo molto, perché ci da anche la misura di come i due Paesi siano sempre più integrati. Se ci fossero più accordi, come quello per il riconoscimento dei titoli, che proprio a giorni dovrebbe essere immesso nel nostro ordinamento, sarebbe una facilitazione importante per noi. Se ci fossero degli automatismi  sarebbe un passo importante, speriamo il 2016 porti dei buoni risultati.

    — Ci potrebbe fare il punto della situazione per quanto riguarda i visti per l'Italia? Che cambiamenti ci sono stati nelle pratiche?

    — Il 2015 ha visto un cambiamento importantissimo, che è stata l'introduzione della presa delle impronte digitali per i richiedenti del visto Schengen. Per i visti nazionali non è richiesta la presa dei dati biometrici. Questo significa che le persone, a differenza del passato, ora si devono recare personalmente almeno una volta ogni 5 anni presso la nostra struttura consolare. Questi primi 3 mesi di attività ci hanno dato dei risultati molto incoraggianti. Contrariamente alle aspettative, la presa dei dati biometrici risulta un passaggio che non crea problemi particolari per i richiedenti.

    È vero, quest'anno abbiamo avuto un decremento nel numero dei visti rilasciati, ma questo decremento è ben precedente all'introduzione dei dati biometrici. Anzi, negli ultimi mesi, soprattutto per le vacanze invernali vediamo dei numeri molto consistenti di persone che si recano in Italia. Sono stati aperti inoltre dei nuovi voli, con Verona e Bergamo per esempio, alcuni con delle tariffe molto interessanti.

    Le persone guardano all'Italia sempre più come a un Paese dove potersi recare per brevi periodi, fine settimana lunghi.

    — Nonostante questo periodo di crisi, possiamo dire che l'Italia resta una meta amata dai russi?

    — Sì, c'è da dire che l'Ambasciata ha lavorato molto su questo punto. Si è voluto sottolineare come l'Italia, nonostante tutto, sia comunque una destinazione amichevole e semplice per i russi. Abbiamo fatto presso l'Ambasciata poche settimane fa una bellissima presentazione del sito "La Tua Italia.ru"che sta avendo un grandissimo successo. Sul sito c'è la possibilità di compilare la domanda per il visto online, è possibile prendere appuntamento per il visto, effettuare il pagamento della percezione in rete per chi è qui a Mosca.

    Ovviamente, l'economia è quello che è. I redditi sono in diminuzione, il valore del rublo ultimamente non ha certo favorito le persone che vogliono viaggiare in Paesi, che hanno una valuta più forte in questo momento. Devo comunque dire che la formula turistica italiana è molto variegata, offre delle soluzioni di alta qualità un po'per tutti i portafogli. Bisogna saper cercare.

    — Qual è il suo auspicio per il 2016?

    — Continuiamo a lavorare in questo modo. Gli auspici sono quelli di consentire a noi come Consolato di offrire un servizio visti sempre più aperto e agevole, che favorisca i richiedenti e che faccia del visto solo un passaggio minimo che non incide sulla pianificazione di un viaggio.

    Ognuno faccia la sua parte, che gli operatori turistici sia in Italia e in Russia siano in grado di far passare al pubblico un'informazione il più possibile ampia,la quale consenta di scegliere liberamente e di poter pianificare i viaggi in termini agevoli.

    L'Italia, si sa, è un Paese così vasto che ciascuno può organizzarsi come gli pare ed avere sempre delle esperienze molto piacevoli. L'augurio che faccio per il 2016 è quello di continuare a visitare il nostro Paese, perché credo sia una miniera inesauribile di scoperte.

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    Tags:
    rapporti con la Russia, Consolato generale d'Italia, Piergabriele Papadia de Bottini, Italia
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