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00:06 19 Luglio 2019
La bandiera turca

“Turchia si sta comportando da una mina che potrebbe far esplodere l’equilibrio mondiale”

CC BY-SA 2.0 / KLMircea / Bosphorus Bridge and Turkish Flag
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Marina Tantushyan
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Alla luce degli ultimi avvenimenti i rapporti tra la Unione Europea e la Turchia stanno vivendo un periodo particolare.

Da un lato Bruxelles ha raggiunto l'intesa con la Turchia: 3 miliardi per controllare le frontiere e frenare il flusso di siriani verso l'Europa. Dall'altro dal 2005 l'Ue si sta rimandando i negoziati per la piena ammissone della Turchia, già membro della NATO, al contesto europeo.

Prof. Eugenio Di Rienzo - storico, professore ordinario dell'Università di Sapienza ha raccontato a Sputnik-Italia come secondo lui si svilupperanno i rapporti tra la Turchia e l'Occidente nel futuro prossimo.

— Perché a Suo avviso, la Turchia fino ad oggi non è diventata il membro dell'Unione Europea?

— Negoziati per far entrare la Turchia sono in corso ormai da una decina di anni. C'è stato un veto da parte della Francia e della Germania dopodiché la Turchia non ha più insistito troppo per entrare nell'Unione Europea. Questo veto si basava sia al sistema interno turco, sia per il processo di reislamizzazione che ha avuto la Turchia — un paese islamico ma un paese fortemente laico. Sembrava che la Turchia non potesse dare garanzie sufficienti di essere un paese tale da voler entrare nell'Ue.

— La Turchia si trova in una posizione molto vantaggiato: è parte della NATO e nel Medio Oriente pare che abbia la luce verde di fare quello che vuole. Come incideranno le sue ambizioni sull'equilibrio mondiale?

Eugenio Di Rienzo, professore all'Università Sapienza, autore del libro Conflitto russo ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale”
fornita da Eugenio Di Rienzo
Eugenio Di Rienzo, professore all'Università Sapienza, autore del libro "Conflitto russo ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale”

— La Turchia si sta comportando come una specie di mina che potrebbe far esplodere quel poco che resta dall'equilibrio mondiale. Noi siamo nel momento di un grosso disordine geopolitico. Perché la Turchia si comporta in questa maniera? Perché la Turchia e ritornata ad avere il vecchio sogno di Impero Ottomano. Cioè di riconquistare se non territorialmente ma almeno come l'egemonia tutti i territori che appartenevano all'Impero Ottomano. La filosofia politica di Erdogan si tratta al ritorno ad un controllo del Medio Oriente territorialmente avvalendosi una parte della Siria e una parte dell'Iraq e facendo fuori una possibilità di un Kurdistan indipendente. E così la Turchia vuole diventare nel Medio Oriente la grande potenza sunnita per poi naturalmente entrare in rotta di collisione con l'Iran sciita. Purtroppo questo sogno folle di ritornare a questo impero — sembra un sogno di Grande Dittatore del film di Chaplin — trova la complicità con gli Stati Uniti. Evidentemente gli Stati Uniti hanno sempre puntato per il controllo del Medio Oriente sulle potenze sunnite, l'Arabia Saudita e gli Emirati e da questo punto di vista anche sulla Turchia.

Se non ci fosse questo appoggio effettivo, non si spieggerebbe neanche il battimento del jet russo che è stato fatto contro tutte le regole d'ingaggio della NATO. Anche ammettendo il fatto che il jet russo avesse sconfinato per 16 secondi (cosa in cui non siamo certi al momento), le regole della NATO prevedono solamente l'accompagnamento dell'aereo fuori dello spazio territoriale. Questo non dico io ma dicono gli ufficiali dell'esercito italiano che hanno avuto posti di responsabilità dell'organizzazione della NATO.

— L'Ue darà alla Turchia 3 miliardi di euro per tenere chiuse le sue confini e prevenire che i rifugiati si inondassero di nuovo gli stati europei. Non è un rischio per l'Europa? Può diventare un ostaggio politico?

— Sicuramente sì. Si è detto che noi continuiamo a carezzare il regime di Gheddafi solamente perché lui ha da farsi che non ci sia il flusso di immigrazione dalle coste della Africa Settentrionale all'Europa Meridionale. Adesso stiamo facendo lo stesso con la Turchia. Facciamo esattamente la stessa cosa con i rischi maggiori — se questi immigranti rimangano in Turchia possono diventare preda di un reclutamento terrorista. Vorrei escludere questa ipotesi. Però e` il problema che la Turchia sta nella NATO, e` un socio importante dell'Alianza Atlantica. La Turchia e` storicamente la sentinella sul mar Nero contro la Russia. Però la Turchia non può fare una politica imperialista stando dentro la NATO.  Mettiamo il caso che dovesse scoppiare un`altro incidente, la NATO come si dovrebbe comportare? Devo dire che dopo l'incidente con il jet russo, quando la Turchia ha chiesto la solidarietà della NATO, l'Alianza non gliel'ha data o gliel'ha data a mezza bocca.

La cosa grave che gliel'abbiano data gli Stati Uniti decidendo subito che la Turchia ha il diritto di difendersi senza neanche sapere esattamente se il jet era sconfinato nello spazio aereo turco. Gli Stati Uniti sanno bene le regole di ingaggio che anche in questo caso non prevedono l'abbattimento del jet russo.

— Quali conseguenze possono avere le tensioni fra la Russia e la Turchia per i rapporti già peggiorati fra la Russia e la NATO?

— La Turchia e la Russia hanno sempre avuto conflitti secolarmente. Ho contato ben 12 guerre russo-turche dal 1564 alla prima guerra mondiale. Io vorrei essere ancora fiducioso nel pensare che la NATO possa isolare la Turchia per  questo comportamento folle. Il problema  e`che la NATO è una organizzazione militare strettamente controllata dagli Stati Uniti. Quindi questa domanda bisogna rivolgerla non a Bruxelles ma a Washington. Cosa intendono di fare gli Stati Uniti con la Turchia? Fino a questo punto mi sembra che Washington sia stata molto troppo indulgente con Ankara. Quello e` il grave problema, perché la NATO non ha nessuna autonomia rispetto agi Stati Uniti, ne autonomia politica, ne quella operativa".    

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Tags:
geopolitica, Russia, Turchia
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