00:28 21 Agosto 2018
Jens Stoltenberg e Igor Luksic

L’adesione del Montenegro alla NATO e i rapporti tra la Russia e l’Occidente

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Marina Tantushyan
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La NATO torna ad aprire le sue porte invitando il Montenegro ad aderire all’Alleanza Atlantica. Dopo la Croazia e l’Albania, entrate nel 2009, il Montenegro sarà dunque il terzo stato dei Balcani Occidentali a diventare il ventinovesimo membro della NATO.

L'ingresso del Montenegro ha scatenato una forte reazione emotiva da parte della Russia, che percepisce l'allargamento della Nato come un atto ostile.

Prof. Roberto Virzo, docente di Organizzazioni internazionali presso la LUISS Guido Carli di Roma ha parlato delle conseguenze che avrebbe questa decisione sui rapporti tra la Russia e l'Occidente.

— Prof. Virzo, a Suo avviso, che cosa guadagnerebbe la NATO dalla partecipazione del Montenegro?

— Da punto di vista strategico tutto il mar Adriatico sarà controllato dalla NATO se il Montenegro diventa il membro dell'Alleanza Atlantica. Però l'articolo 82 della Costituzione del Montenegro prevede che sia il parlamento a ratificare i trattati. Il governo montenegrino l'ha firmato ma adesso deve passare per il decisione del parlamento. Se il parlamento del Montenegro ratifica questo trattato con l'eccezione di Bosnia e Erzegovina, che attualmente non è membro dell'Alleanza Atlantica, tutti gli altri paesi dell'Adriatico sono dell'aria NATO — Italia, Slovenia, Croazia, Albania, Montenegro.

— Il primo ministro del Montenegro Milo Djukanovic ha definito questa decisione una "giornata storica" e "il giorno più importante per il Montenegro dopo il referendum del 2006 per l'indipendenza". Quali dividendi pratici invece potrebbe avere Montenegro dall'adesione all'Alleanza Atlantica?

 — Per rispondere a questa domanda bisogna capire bene le dinamiche interne del Montenegro. Sicuramente il Montenegro vuole un po'affrancarsi dalla Serbia. Dopo il suo passato, dopo la guerra con la NATO nel 1999 per il 

Kosovo
© Sputnik . Natalya Grebenyuk
Kosovo
 questa adesione è anche un segno della pacificazione con i paesi occidentali. È chiaro che però da questo punto di vista il Montenegro indebolisce i suoi rapporti politici con la Federazione Russa.  

— Sembra che comunque non tutti in Montenegro sono cosi ottimisti come il premier. Secondo il presidente del Partito popolare socialista Srdjan Milic, "la maggioranza dei cittadini si oppone all'adesione, l'adesione rappresenta un atto di aggressione diretta alla pace, alla stabilità e alla sicurezza dei cittadini". A Suo avviso, l'adesione del Montenegro potrebbe causare tensioni nel paese?

— Non so molto bene quali sono le dinamiche politiche nel Montenegro ma da punto di vista giuridico, come dicevo prima l'articolo 82 della Costituzione del Montenegro, essendo una repubblica parlamentaria, prevede che i trattati debbano essere ratificati dal parlamento. Quindi non basta la volontà del governo, necessario che durante il voto il governo abbia una maggioranza solida nel parlamento, altrimenti non sarà validata questa adesione del Montenegro nella NATO.

— Russia per ovvie ragioni era sempre contraria all'allargamento della NATO e considera l'espansione dell'organizzazione a Est come una "provocazione". Adesso, quando Mosca si conquista un posto da interlocutore indispensabile su diversi dossier internazionali importanti, come si svilupperanno i rapporti tra la Russia e l'Occidente in generale e la Russia e la NATO in particolare dopo l'ingresso del Montenegro?

— In realtà i rapporti tra la Federazione Russa e i paesi-membri della NATO sono i rapporti molto problematici su molti fronti — c'è fronte Turchia, fronte Ucraina e adesso c'è fronte meno drammatico, quello di Montenegro. La Russia non fa più parte del G7 però fa parte di G20 e dopo degli attentati del 13 novembre proprio nel vertice turco del G20 c'è stato l'incontro con Obama e Putin grazie alle quale il 20 novembre il Consiglio della Sicurezza ha adottato una risoluzione che riguarda la Siria e il Daesh. Questo significa che in realtà i rapporti tra la Federazione Russa e i paesi della NATO vanno su più fronti, e quindi non si può fare un giudizio universale. Ci sono dei fronti in cui manca la cooperazione e dei fronti in cui la cooperazione invece c'è.

Adesso pare che la Russia e gli Stati Uniti appoggeranno una nuova risoluzione per boicottare il traffico di petrolio e quindi contrattare il finanziamento al Daesh. Questo vuol dire che se verrà approvata questa risoluzione, i cinque membri del Consiglio della Sicurezza (Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Cina e Russia) hanno trovato un accordo. Lo stesso Putin ha ricordato che malgrado divergenze sul destino di Damasco, importante essere uniti contro il Daesh.

— Sembra che la NATO ha di nuovo lanciato la "politica della porta aperta". Che strategia realizzerà nei prossimi anni l'Alianza, dove, come sappiamo, dominano gli Stati Uniti? Chi sarà il prossimo membro della NATO?

— Ci sono dei negoziati anche con la Bosnia, comunque non farei una previsione sicura. Comunque, il documento strategico della NATO del 2010 prevede che l'Alleanza vuole allargarsi ai paesi balcanici. Il Montenegro un po' rientra in questa previsione normativa. Però vorrei sottolineare che sono cambiati i tempi e ora molti di questi paesi sono diventati membri dell'Ue (la Croazia e la Slovenia). Quindi, l'Europa è diversa rispetto a quella della guerra fredda e secondo me, non bisogna neanche dare un peso eccessivo a questa partecipazione del Montenegro nella NATO.    

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rapporti con la Russia, geopolitica, NATO, Occidente, Russia, Montenegro
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