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    Celebrazioni della Giornata della Repubblica a Donetsk

    Un ponte tra il Veneto e Donetsk

    © Sputnik. Sergey Averin
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    Eliseo Bertolasi
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    Un ponte tra il Veneto e Donetsk.

    Сanna di un'arma
    © Foto: fornita da Andrey Morgunov
    Nello scenario politico italiano la maggior parte dei politici, davanti a situazioni dove il senso di dignità e d'umanità richiederebbe scelte e posizioni precise, non sanno, o non vogliono andare al di là delle solite scontate frasi di circostanza, già dimenticate nel momento della loro stessa enunciazione, altri, invece, in questo caso pochi, coraggiosi, non temono mettersi in gioco direttamente e di "sporcarsi le mani" sul campo.

    Parlo, in questo caso, di una delegazione di autorità politiche e istituzionali della regione Veneto, esponenti della Lega Nord, che a proprie spese, nelle giornate dal 24 al 25 novembre, si è recata a Donetsk: Palmarino Zoccatelli ed Edoardo Rubini, rispettivamente presidente e vice presidente del Comitato Veneto Indipendente, Vito Comencini, coordinatore nazionale del "Movimento Giovani Padani del Veneto", Gualtiero Mazzi vice Presidente della Provincia di Verona.

    Obiettivo principale della missione: quello di portare la più sentita solidarietà alle autorità della DNR (Repubblica Popolare di Dontesk) e agli abitanti del Donbass, che da oltre un anno vivono duramente sotto le sofferenze della guerra civile.

    Le due giornate sono state contraddistinte da un ritmo molto intenso: agli incontri ufficiali si alternavano le conferenze stampa, seguite e riprese non solo dai media locali, ma dai più importanti media russi.

    • Aleksandr Kofman,  Eliseo Bertolasi e Vito Comencini
      Aleksandr Kofman, Eliseo Bertolasi e Vito Comencini
      © Foto: fornita da Eliseo Bertolasi
    • Delegazione all'aeroporto di Dontestk
      Delegazione all'aeroporto di Dontestk
      © Foto: fornita da Eliseo Bertolasi
    • Incontro con Denis Pushilin
      Incontro con Denis Pushilin
      fornita da Eliseo Bertolasi
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    © Foto: fornita da Eliseo Bertolasi
    Aleksandr Kofman, Eliseo Bertolasi e Vito Comencini

    Nell'incontro con il ministro degli esteri Aleksandr Kofman e col sindaco di Dontesk Igor Pomarenko si è parlato di canali per l'invio di aiuti umanitari, possibili progetti futuri di collaborazione nelle future fasi di ricostruzione, anche la possibilità di creare gemellaggi tra città venete e città della DNR.

    Considerando le istanze di autonomia e d'indipendenza che la regione Veneto sta negli ultimi anni portando avanti, non si poteva non parlare di questioni cruciali come il diritto all'autodeterminazione dei popoli, il diritto per ogni popolo di poter scegliere con chi stare, e in che direzione costruire il proprio futuro.

    Una bambina a Gorlovka
    © Foto: Eliseo Bertolasi
    Nell'intenso programma non sono mancati i momenti più toccanti. Innanzi tutto la visita alla cittadina di Uglegorsk, non distante da Debalzevo, particolarmente segnata dalla guerra. Subito dopo, accompagnati dal sindaco del villaggio di Enakievo, la visita al locale sacrario della seconda guerra mondiale. In una camera tra le piccole bare accumulate, i resti mortali di tedeschi, romeni e italiani, soldati mai più tornati in patria. Ci hanno raccontato che durante la Grande Guerra Patriottica, proprio su questi territori erano stanziati reparti dell'esercito italiano. Gli anziani del posto ricordano ancora i tratti di sincera umanità degli italiani nonostante fossero nemici e invasori in una brutale guerra d'aggressione. Giovani contadini e proletari strappati dal loro Paese per essere sbattuti a migliaia di chilometri di distanza, vestiti con scarpe di cartone ad affrontare inverni a —20°, per una guerra sicuramente a loro incomprensibile.

    Un tragico destino, quello dell'Italia unitaria, che nella sua breve storia ha sempre partecipato alle guerre solo per compiacere agli alleati di turno, senza mai ricavarne nulla, se non lutti, e sofferenze.

    Davanti alle piccole bare era doveroso quindi, un breve momento di raccoglimento, una preghiera e la deposizione di un mazzo di fiori. 

    La delegazione è stata inoltre accompagnata fino in prossimità dell'aeroporto di Donetsk, che è ora un immenso cumolo di macerie, ormai diventato un'immagine simbolo di questa terribile guerra. Dopo l'aeroporto la visita è continuata nei quartieri periferici della città quelli che maggiormente hanno subito l'effetto dei bombardamenti. Quartieri ancora pressoché disabitati dove regna la distruzione totale. Chi è rimasto, soprattutto anziani, avvicinandosi hanno raccontato delle proprie angosce, pericoli nel vivere tra gli stenti, sotto la costante minaccia delle bombe.

    In entrambe le giornate, nonostante la "tregua" in atto, non è mai mancato, in lontananza il cupo rombo delle esplosioni.

    Le autorità locali ci hanno riferito che a causa delle ostilità, nonostante la tregua, mediamente, muoiono 4-5 persone al giorno. Il mese più drammatico: il gennaio di quest'anno dove solo a Donetsk sono morte 700 persone! Cifre terrificanti, pressoché taciute dai media occidentali. 

    I membri della delegazioni sono rimasti letteralmente scossi e sbalorditi da tanta, per loro "inimmaginabile", sofferenza e devastazione. Secondo le loro stesse parole: "Un'esperienza unica, di grande valore umano".    

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    Tags:
    Repubblica popolare di Donetsk, Italia
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