17:22 22 Settembre 2020
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La France est en guerre. Gli attentati parigini ridimensionano gli equilibri strategici della crisi siriana. Hollande, in guerra contro l’Isis, chiede aiuto all’Europa, l’unico vero alleato che trova però è Putin.

Mentre si delinea questa curiosa alleanza tra russi e francesi, "l'Europa intera continua ad essere un giocatore che non esiste, a restare in panchina", ritiene Gianandrea Gaiani, analista militare e direttore di "Analisi Difesa". Gli Stati Uniti osservano da lontano e praticamente in silenzio lo sviluppo dello scenario siriano, dando alla Russia così un ruolo sempre più importante nel conflitto.

In Italia in vista del Giubileo l'allerta terrorismo è alta, ma se diamo uno sguardo agli ultimi mesi la politica italiana non si è mai rivelata ostile nei confronti dell'ISIS, che è a soli 400 chilometri dalle coste italiane.

Mentre l'Onu approva la risoluzione anti-ISIS della Francia e invoca a raddoppiare gli sforzi e a coordinarsi nella lotta allo Stato islamico, l'Europa e l'Italia che cosa faranno? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione sulla crisi siriana Gianandrea Gaiani.

— Dopo gli attentati e i colloqui al G20, secondo te nascerà una coalizione congiunta con la Russia contro l'Isis?

Gianandrea Gaiani
© Foto : fornita da Gianandrea Gaiani
Gianandrea Gaiani

— Io credo che ci sarà un tentativo di far convergere più Paesi possibili sulla necessità di colpire in maniera devastante lo Stato Islamico. Gli attentati a Parigi hanno determinato una curiosa situazione strategica: la Francia, che è un grande alleato storico dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi, del Qatar, cioè gli sponsor dell'insurrezione sunnita e anche dell'Isis, sembra destinata a cambiare schieramento. Questo perché la Francia è stata colpita al cuore dall'Isis. Hollande ha parlato chiaramente di guerra senza pietà chiedendo aiuto all'Europa, ma si è ritrovato un'Europa che non ha nessuna intenzione di esporsi, perché teme rappresaglie da parte dell'Isis. La Francia ha trovato un unico alleato pronto a definirsi tale, cioè la Russia.

Un'alleanza tra russi e francesi che già si sta configurando, perché oramai le operazioni aeree e navali vengono fatte in sinergia e coordinamento. La Francia in una sola settimana è cambiata da paladino delle monarchie sunnite ad alleato della Russia e quindi, di fatto, un alleato anche dell'asse sciita, che comprende l'Iraq, la Siria e l'Iran.

— Secondo te l'Italia affiancherà mai la Francia in questa guerra o aspetta di essere colpita per reagire?

— L'Europa intera continua ad essere un giocatore che non esiste, a restare in panchina. È paradossale che l'Europa non riesca ad avere un ruolo, neanche da comparsa, perché tutti i drammi della crisi siriana si ripercuotono sull'Europa, parlo dell'immigrazione, il terrorismo, eventuali problemi energetici ed economici. La guerra siriana devasta l'Europa e l'Europa non è in grado di muoversi e mostrare un solo segno di reazione. L'Europa ha deciso di dare il suo sostegno alla Francia, ma ha lasciato tutto in mano ad accordi bilaterali.

Vittime della strage del 13 novembre a Parigi.
© REUTERS / Christian Hartmann
Vittime della strage del 13 novembre a Parigi.

L'Italia ha sempre avuto un ruolo blando anche dentro la coalizione, i nostri 4 bombardieri schierati in Kuwait sono gli unici della coalizione e non sono autorizzati a sganciare bombe, ma fanno solo ricognizione. Renzi aveva già criticato la decisione francese di bombardare la Siria e ha ribadito che non parteciperà ad operazioni belliche. L'Italia continuerà ad avere questo ruolo anche nella speranza di non essere colpita dai terroristi.

— L'allerta terrorismo in Italia è alta ad ogni modo. Com'è il livello della sicurezza e dei controlli in Italia secondo te?

— L'Italia si è mobilitata per i controlli che sono scrupolosi, a volte basta un pacco appoggiato in metropolitana per far scattare l'allarme. Sono cose fastidiose, ma è meglio così invece di avere decine di morti perché nessuno ha dato il peso giusto a quel pacco appoggiato. I livelli di sicurezza sono preparati per aumentare la protezione ai cosiddetti obiettivi sensibili, che possono essere basi militari, centrali elettriche, ponti, infrastrutture. Quando il nemico comincia a sparare con i kalashnikov in mezzo ai tavolini di un bar, non ci sono più obiettivi sensibili, chiunque è un obiettivo. La sicurezza totale contro questo rischio non c'è mai. Spero poi di non essere smentito, ma io penso che attaccare il giubileo sarebbe un autogol per lo Stato Islamico.

— L'Isis minaccia spesso però di colpire Roma, centro della cristianità.

— Se noi guardiamo bene, la popolazione europea cristiana non si è mai mobilitata per la solidarietà ai cristiani che vengono massacrati o che subiscono violenze in tante parti del mondo musulmano. I cristiani e il cristianesimo non si mobilitano contro l'Islam violento.

L'anno scorso abbiamo fatto sbarcare in Italia 170 mila clandestini, quasi tutti musulmani, migliaia tra loro non avevano documenti e non hanno lasciato impronte digitali. L'Italia è un'utile testa di ponte alla penetrazione islamica. Abbiamo fatto tutto quello che loro speravano facessimo. La politica italiana non si è mai rivelata ostile all'Islam, neppure allo Stato Islamico, infatti c'è una base dell'Isis a Sirte a 400 chilometri dalle coste italiane e non abbiamo mai pensato neanche lontanamente di andarla a bombardare.

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I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
lotta contro il terrorismo, Sicurezza, ISIS, Italia, Francia
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