05:47 24 Ottobre 2018
L'Italia ha eccellenze assolute. Il sistema andava cambiato. cosi afferma il ministro Franceschini

SOS patrimonio artistico, vero tesoro d’Italia

© Sputnik . Сергей Пятаков
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
541

La bellezza salverà il mondo. Si sente pronunciare spesso la famosissima frase di Dostoevskij, ma ci siamo mai chiesti chi salverà la bellezza? Il patrimonio artistico italiano è immenso e invidiato dal mondo intero, ma tanti, troppi beni culturali sono abbandonati o soffrono uno stato di degrado.

L'orribile gesto dei tagliagole dell'Isis che hanno distrutto opere d'arte antichissime a Palmyra ha girato il mondo, oltre al terrorismo però ci sono altri modi di uccidere la cultura, per esempio con l'indifferenza. Perché lo Stato italiano non investe di più in opere e siti artistici sparsi in tutto il Paese, visto che potrebbero rappresentare una fonte di guadagno? I semplici cittadini potrebbero prendersi cura del patrimonio artistico dei propri territori? Sputnik Italia ne ha parlato con Luca Nannipieri, storico dell'arte, conduttore della rubrica "SOS patrimonio artistico" del programma televisivo Il caffè di Raiuno, autore di numerosi saggi tra cui "Arte e terrorismo", "L'Italia da salvare".

— Potremmo quantificare secondo lei i beni culturali italiani abbandonati o in stato di degrado, esiste un elenco?

Luca Nannipieri, storico dell’arte
© Foto : fornita da Luca Nannipieri
Luca Nannipieri, storico dell’arte

— No, perché non esiste neanche un elenco completo dei beni culturali esistenti in Italia. Un numero non lo sa neanche il Ministero né la soprintendenza, si va per sommatorie indicative. È chiaro che su quasi 100 mila luoghi sotto tutela in Italia, i beni che hanno bisogno di una cura ordinaria sono quasi tutti. Ogni luogo ha bisogno di cure e premure quotidiane.

Poi ci sono dei luoghi che hanno urgente bisogno di preservazione e restauro, si tratta ormai di decine di migliaia di casi, da luoghi incredibili come le Terme del Corallo a Livorno che sono in preda ai criminali, spacciatori e soggetti che vandalizzano uno straordinario esempio di liberty. Ci sono altri posti che soffrono di uno stato pessimo, come la Villa di Nerone ad Anzio. Vorrei anche citare lo straordinario borgo di Ginosa vicino a Matera, che vive in uno stato di alterazione fisiologica e paesaggistica molto forte. Su Pompei per esempio si fa una grande grancassa mediatica, ma spesso le cose più urgenti non sono a Pompei.

— Perché secondo lei lo Stato italiano, vista anche la crisi, non investe in queste opere culturali, che potrebbero rappresentare un grande guadagno? Come mai non si valorizza il patrimonio più invidiato dal mondo intero?

— Ci sono molte ragioni. Innanzitutto perché la cultura non ha un vantaggio dopodomani, bensì nel medio lungo termine. Se investi in un restauro o in promozione turistica, i guadagni non arriveranno da un giorno all'altro. Se invece costruisci un albergo o apri una pizzeria, dopo qualche mese hai già dei risultati. Abbiamo uno Stato che pensa di poter preservare da solo tutti i beni culturali, invece non ci riesce. Questi beni si dovrebbero affidare alle libere insorgenze di persone, che sono centinaia di comunità sul territorio, le quali potrebbero fare un lavoro incredibile.

— Se lo Stato non si occupa di determinati siti e beni culturali, i cittadini come potrebbero preservare quest'immenso patrimonio artistico?

— Ci sono associazioni e fondazioni in tutta Italia che possono prendersi cura dei loro luoghi. Ad oggi abbiamo una legislazione purtroppo che impedisce e non incentiva la partecipazione dei cittadini nella tutela dei beni culturali. Se in una villa storica devi spostare un candelabro devi prima avere l'autorizzazione del soprintendente, che si prende 6 mesi per dirti se puoi spostare o meno questo candelabro.

Nonostante questo credo che il futuro sarà quello di lasciare questi luoghi alla libera determinazione dei cittadini, che piano piano potrebbero prendersene cura e gestirli. Se io e lei ci occupiamo di un sito archeologico, perché lo amiamo e abbiamo studiato per questo, noi faremmo di tutto per dargli un futuro, avere più turisti possibile, ovviamente il tutto nel rispetto della legge. Un sito archeologico non lo puoi trasformare in un cinema a luci rosse.

— Lei ha scritto un libro sul terrorismo e l'arte. Possiamo dire che ci sono però diversi modi di uccidere l'arte, anche con l'indifferenza e l'immobilismo?

— Più che di immobilismo, parlerei di passività. Non è che il Ministero dei beni culturali o i cittadini siano immobili, sono passivi. Rispetto a un patrimonio enorme, si potrebbe farlo fiorire, germogliare e innalzare al massimo. Noi invece lo accettiamo così in una sorta di sonnolenza.

Parliamo però di una passività colpevole. Decine di migliaia di giovani potrebbero trovare lavoro e non scappare all'estero come fanno ora. Per colpa di questa passività non si genera forza lavoro su un settore strategico come il rilancio della cultura e del patrimonio storico artistico italiano.

— Per salvare alcune opere o siti culturali lei è favorevole all'ipotesi di venderli o darli in gestione agli stranieri, disposti ad investire?

— Proprio questi giorni è stato venduto uno dei quadri più importanti di Modigliani che si trovava in Italia. I siti archeologici ovviamente non si possono spostare, ma la gestione può essere affidata benissimo anche a stranieri, preservando ovviamente la garanzia di rispetto per rapporto alle condizioni del bene culturale e del paese dove questo si trova. Ercolano, sito archeologico magnifico, è per esempio sotto la gestione del magnate americano Packard, che ha deciso di investirci una frana di soldi. Sono favorevole se un inglese, un americano o un russo prendesse la gestione di luoghi culturali. Accade già oggi, molte ville storiche sono di proprietà di stranieri.

— Lei è ottimista, si riuscirà a preservare e salvare l'immenso patrimonio artistico italiano?

— Diciamo, che è l'ottimismo nella disperazione. L'Italia non può non rilanciarsi attraverso il patrimonio storico artistico, non ha molte altre alternative. Nel produrre auto non siamo primi al mondo, nel produrre computer e estrarre petrolio stessa situazione. L'Italia ha la forza di un patrimonio culturale straordinario. Parlo di quasi 4.000 musei, quasi 13.400 biblioteche, decine di migliaia di chiese e palazzi. La situazione attuale però è la passività, spero però che la geografia dell'Italia sommersa sarà il volano del rilancio del nostro Paese.

Correlati:

Opposizione armata anti-Assad danneggia patrimonio culturale della Siria come ISIS
Yemen, Sauditi come Isis. Bombardato Qassimi, patrimonio Unesco
Tags:
Difesa del patrimonio artistico e culturale, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik