20:20 15 Dicembre 2018
Combattente dell'opposizione siriana

Armeni in Siria: tra passato e guerra attuale

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Jean Sebastien
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Da più di quattro anni che il legittimo governo siriano di Assad resiste contro quel terrorismo creato ad hoc fuori dai confini nazionali e per capire anche le alleanze tra i vari paesi dell'area medio orientale, alleati ed ostili a Damasco, è importate analizzare un aspetto non secondario circa la secolare presenza armena in Siria.

Fattore chiave per capire il gioco delle alleanze (atlantiche e non) nella guerra in Siria, ricordando inoltre anche l'antica amicizia tra Russia e Armenia. Il professor Baykar Sivazliyan, Presidente dell'Unione Armeni d'Italia e docente di lingua armena presso l'Università degli studi di Milano, ha rilasciato in merito una testimonianza.

"Gli armeni siriani prima della guerra civile erano più di centomila persone. Oggi ne rimangono solo sedicimila, concentrati per lo più ad Aleppo, a Damasco e in Latachia, nella zona del villaggio di Kessab, più volte caduta nelle mani del Califfato e liberato dalle forze siriane. 

Gli armeni erano molto integrati nella società siriana, in quanto abitanti del paese prima della sua formazione come stato indipendente. La stragrande maggioranza è costituita da sopravvissuti al Genocidio e loro discendenti. L'ultima fermata infatti delle deportazioni era il deserto siriano tanto che a Deir al-Zor vi è la chiesa armena che fungeva da memoriale del genocidio armeno prima che Jabhat al-Nusra la facesse esplodere con le reliquie delle vittime del 1915. Professionisti, commercianti ed artigiani  costituivano sicuramente la maggioranza della minoranza armena in Siria.

Il rapporto degli armeni con tutte le chiese cristiane e con il clero islamico è stato sempre eccellente. Il motivo è da ricercare nel fatto che la popolazione armena, essendo una realtà locale, aveva relazioni con le altre chiese da secoli, addirittura prima che numerose etnie locali diventassero islamiche.

Il rapporto con la famiglia Assad è stato sempre ottimo, in quanto appartengono a una minoranza, gli alauiti, che tanti armeni ancora oggi  considerano lontani figli dei crociati. Nonostante quello in Siria sia un regime, bisogna riconoscere che il Presidente Bassar al-Assad in questi 20 anni è riuscito a garantire la pace interconfessionale ed interetnica.

Come ogni onesto cittadino siriano anche quelli di origine armena hanno sempre e regolarmente prestato servizio militare nell'esercito siriano e continuano a farlo anche oggi. Ci sono state numerose vittime anche fra la popolazione armena, sia militari che civili, nella stessa percentuale della media del paese. Oggi ci sono circa 17 mila armeni siriani in Armenia profughi dalle loro case che per fortuna nella Madre Patria hanno trovato ospitalità e protezione.

Desideriamo sottolineare che in Siria una delle pochissime rappresentanze diplomatiche ancora attive è il consolato armeno di Aleppo che garantisce assistenza ai civili non solo armeni e l'arrivo di notizie sullo stato della guerra siriana.

Da discendenti del genocidio, gli armeni hanno il dovere di agire per prevenire azioni genocidarie nei confronti di minoranze etniche e religiose che l'IS mira a cancellare dalla Siria".

In base a questa preziosa testimonianza, si capisce ulteriormente che la Siria è uno dei pochi Paesi del Medio Oriente ad essere accogliente e tollerante verso le minoranze non musulmane, questo a dispetto di chi dice oltreoceano che Assad brutalizzerebbe la popolazione.

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crisi in Siria, Siria, Armenia
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