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    Airbus A321 luogo dello schianto in Egitto

    Sciagura dell’Airbus russo sul Sinai, l’Isis ne approfitta

    © Sputnik . Maxim Grigoryev
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    Tatiana Santi
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    Quale sia stata la causa della tragedia dell’Airbus russo A321 in Egitto non è chiaro al momento, le indagini infatti sono ancora in corso e sono diverse le ipotesi in esame.

    La tragedia dell'aereo russo sul Sinai che ha fatto 224 vittime e l'incidente del volo malese nei cieli ucraini colpito da un missile terra-aria fanno riflettere sul tema della sicurezza dei voli civili.

    Perché gli aerei civili sorvolano zone pericolose, zone di guerra? Cambierà qualcosa nell'aviazione civile dopo queste stragi? Diverse compagnie aeree hanno sospeso i propri voli sulla penisola del Sinai, teatro della catastrofe dell'Airbus russo. Attendendo l'evolversi delle indagini sulla sciagura, Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Andrea Cucco, direttore della rivista Difesa online.

    — Diverse compagnie come Lufthansa, Air France ed Emirates hanno deciso di sospendere i voli sulla regione dove si è schiantato l'aereo russo. Perché gli aerei civili volano su zone pericolose? L'abbiamo visto anche con il volo malese nei cieli ucraini.

    Andrea Cucco
    © Foto : ffoto fornita da Andrea Cucco
    Andrea Cucco

    — I voli civili volano per rotte a quote che di norma non dovrebbero essere pericolose. Già la quota dell'Airbus russo, che è precipitato, era una quota di sicurezza, perché oltre i 9.000 metri non c'è il rischio di essere colpiti da missili spalleggiabili, da armi che non siano in dotazione alle forze armate.

    Si può aggirare un Paese, ma non si potrà mai evitare dei percorsi obbligati. L'Egitto non dovrebbe essere una destinazione pericolosa, come traiettoria di volo. Sicuramente è un Paese delicato a terra, in quanto c'è una situazione civile ancora piuttosto tesa. Per quanto sia cambiato il governo da poco tempo, ci sono ancora strascichi delle forti lotte civili. Non è stato indolore il passaggio di potere in Egitto.

    Il danno che viene fatto con le sospensioni di volo di tante compagnie è importante per il Paese, perché una delle principali voci d'entrata dell'Egitto è il turismo. L'aereo partiva da Sharm el-Sheikh, una delle mete turistiche principali del Paese.

    — L'esempio del volo malese in Ucraina è più lampante, in quelle zone era in corso una guerra vera e propria. Dopo questa strage e la tragedia dell'airbus russo cambierà qualcosa secondo te nell'aviazione civile? Come rendere più sicuri questi voli?

    — Di norma le rotte sono il più possibile lontane dai rischi. Anche nel conflitto ucraino era difficile immaginare che potessero partire missili terra-aria con la capacità di raggiungere tali quote. Se guardiamo la mappa con i conflitti nel mondo, è impensabile che si possano escludere rotte civili dai territori in conflitto, ne rimarrebbero poche di libere. Si aggireranno territori in crisi, ovviamente nel caso della Siria ci saranno pochissimi aerei civili che sorvolano il suo territorio, o forse proprio nessun aereo.

    I rottami dell'Airbus-321
    © REUTERS / Mohamed Abd El Ghany
    I rottami dell'Airbus-321

    — L'Isis ha rivendicato il fatto della tragedia dell'airbus russo precipitato sul Sinai. Però ci sono state diverse smentite sul video dello Stato Islamico presumibilmente falso. Secondo te la versione terroristica sarebbe da escludere oppure no?

    — Questa è una delle versioni ancora in ballo. Dai primi accertamenti sono due le ipotesi più realistiche: il cedimento strutturale dell'aereo o un'esplosione, quindi un attentato terroristico. L'Isis ovviamente come tutte le organizzazioni terroristiche ne approfitta. A volte ci vogliono anni per arrivare a capo di un incidente.

    L'effetto della rivendicazione dell'Isis è quella di rispondere indirettamente all'intervento russo in Siria. Poi d'altra parte l'effetto è quello di colpire l'Egitto, che principalmente vive di turismo. Spesso arrivano anche più di una rivendicazione, varie organizzazioni terroristiche approfittano di queste situazioni e lanciano la propria rivendicazione. Ora spetterà alle indagini verificare quanto è attendibile la mossa dell'Isis.

    Non dovrebbe essere difficile capire se si è trattato di un'esplosione o meno, perché i resti dell'esplosivo dovrebbero essere facilmente rilevabili. Che sia stato veramente o no l'Isis è stato questo comunque il primo pensiero che è venuto quasi a tutti, quindi la loro rivendicazione ha avuto la sua efficacia.

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    Tags:
    Schianto aereo russo, ISIS, Egitto
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