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    Andrey con i suoi collaboratori

    Donbass: Andrey, sconosciuto "eroe del nostro tempo"

    © Foto: fornita da Andrey Prutskikh
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    Eliseo Bertolasi
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    Nel Donbass, tra i tanti che hanno deciso di difendere la propria terra e il proprio popolo, non tutti hanno abbracciato il Kalashnikov per recarsi al fronte, c’è anche chi ha deciso di dare il proprio contributo nella sfera umanitaria.

    Nel Donbass, tra le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, tra i tanti che hanno deciso di difendere la propria terra e il proprio popolo, non tutti hanno abbracciato il Kalashnikov per recarsi al fronte, c'è anche chi, con abnegazione, ha deciso di dare il proprio contributo nella sfera umanitaria, nell'aiuto, nel sostegno alla popolazione civile colpita dalla sofferenza. In modo particolare, di dedicarsi ai più deboli, ai tanti bambini, non solo orfani, ma anche feriti, vittime innocenti di una guerra brutale, che sembra aver posto la sofferenza ai civili come una delle sue priorità.

    Ho avuto il piacere di conoscere un personaggio straordinario, uno dei tanti "sconosciuti" eroi del nostro tempo, il medico Andrey Prutskikh, il quale sta portando avanti un programma d'informazione tra i vari istituti scolastici, finalizzato all'insegnamento su come comportarsi qualora si venga incautamente a contatto con ordigni inesplosi e mine. Purtroppo, dopo oltre un anno di guerra e di bombardamenti, su Donetsk e città limitrofe, di tali ordigni in giro ce ne sono tanti. 

    Andrey, ha raccontato a Sputnik Italia della sua missione.

    — Andrej Vladimirovich di cosa si occupa?

    Andrey Prutskikh, medico
    © Foto: di Eliseo Bertolasi
    Andrey Prutskikh, medico

    — Opero nell'organizzazione internazionale "Spravedlivaya Pomosch'" (Giusto aiuto). Il direttore esecutivo dell'organizzazione è Elizaveta Petrovna Glinka, più comunemente nota come "dottor Lisa". Io sono medico, insieme abbiamo fornito assistenza umanitaria nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk. Semplicemente aiutiamo le persone che necessitano di cure mediche, cure e che per vari motivi non possono ricevere nel territorio delle due Repubbliche. Ho incontrato Elizaveta Glinka all'inizio di giugno del 2014 quando cominciarono le ostilità nel Donbass, comprese le operazioni militari a Slavyansk. Da subito abbiamo iniziato a lavorare in modo efficace.

    — Com'era la situazione sanitaria?

    — C'erano molti bambini che avevano bisogno di urgenti cure mediche, per il peggioramento delle condizioni sanitarie nei territori di Donetsk e di Lugansk a causa del "blocco" da parte di Kiev. La situazione era drammatica, il "blocco" iniziò nel mese di luglio del 2014, con la cessazione di ogni fornitura di prodotti medici sui territori delle due Repubbliche. Gli ospedali rimasero privi di tutto: dai medicinali, al cibo per i pazienti, fino alla mancanza di stipendi per il personale dipendente. Come conseguenza, il numero dei bambini bisognosi di aiuto medico aumentò drammaticamente. Abbiamo anche cercato d'inviare i bambini più ammalati verso l'Ucraina, ma, da subito, da parte ucraina emerse tutta una serie di difficoltà soprattutto nel passaggio dei checkpoint e della frontiera.

    — È per questo motivo che ora vi appoggiate alla Federazione Russa?

    Una bambina a Gorlovka
    © Foto: Eliseo Bertolasi

    — Dopo queste esperienze Elizaveta si rivolse a me con la preghiera di trasportare i bambini bisognosi di cure mediche immediate verso la Russia. Nel frattempo Elizaveta aveva già preso accordi per eseguire ricoveri d'urgenza negli ospedali russi. Da parte nostra ci attivammo immediatamente per preparare gruppi di bambini della Repubblica Popolare di Donetsk e di Lugansk da inviare in Russia.

    A oggi, la Federazione Russa ha accolto nelle proprie strutture sanitarie per trattamenti terapeutici 205 bambini, che fino al momento del ricovero risiedevano nei territori delle due Repubbliche.

    Oltre a lavorare sul territorio delle due Repubbliche, aiutiamo anche i nostri cittadini che sono stati costretti a lasciare la propria terra e che oggi, in qualità di rifugiati, risiedono temporaneamente sul territorio della Federazione Russa. Forniamo loro assistenza e collegamento con le loro famiglie rimaste nel Donbass.

    — Come si svolge la vostra azione sul posto? 

    — Siccome la maggior parte dei nostri medici non se sono andati, in primo luogo, cerchiamo d'indirizzare i cittadini a medici locali. Il secondo problema che possiamo risolvere, è il trasferimento di assistenza medico-umanitaria e di attrezzature, su richiesta delle strutture mediche locali. Tali richieste vengono da prima indirizzate alla dottoressa Elizaveta, la quale, a sua volta, grazie al Consiglio del Presidente per i diritti umani della Federazione russa, cerca poi di soddisfare. Il suo lavoro è preziosissimo. È stata lei, nell'agosto del 2014 a indurre la delibera da parte del governo della Federazione russa, per accordare ulteriori mezzi dal bilancio per la cura dei bambini delle regioni di Donetsk e di Lugansk presenti nella Federazione Russa. In sostanza nel budget della Federazione Russa è stato inserito un atto umanitario di altissimo livello; gli aiuti umanitari che vengono predisposti, fanno riferimento a fondi del bilancio statale. Sono soldi che i russi, pagano attraverso le tasse.

    • Dottor Lisa con Andrey
      Dottor Lisa con Andrey
      © Foto: fornita da Andrey Prutskikh
    • Eliseo Bertolasi con Andrey Prutskikh
      Eliseo Bertolasi con Andrey Prutskikh
      © Foto: fornita da Eliseo Bertolasi
    • Bambini feriti
      Bambini feriti
      © Foto: fornita da Andrey Prutskikh
    • Campagna d'informazione nelle scuole contro le mine
      Campagna d'informazione nelle scuole contro le mine
      © Foto: di Eliseo Bertolasi
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    © Foto: fornita da Andrey Prutskikh
    Dottor Lisa con Andrey

    — Parliamo quindi di un lodevole sostegno umanitario da parte della Russia!

    — Anche il supporto dei medici russi è molto forte. Prima di tutto, aiutiamo i bambini che sono stati feriti nei combattimenti. Ne abbiamo un'ottantina. Abbiamo un accordo con Leonid Mikhajlovich Rochal', direttore dell'Istituto di Chirurgia d'Urgenza Pediatrica e Traumatologia della città di Mosca. Ha accolto tutti i nostri bambini feriti, sia per le immediate terapie d'urgenza, che per le successive fasi di riabilitazione. Non molto tempo fa gli abbiamo inviato un bambino gravemente ferito. Aveva una grave frattura dell'anca, grazie all'intervento di Elizaveta e di Leonid Rochal', ora il bimbo si trova in clinica a Mosca ed è già in fase di riabilitazione.

    Una considerevole assistenza ci viene fornita anche dagli istituti oftalmici della Federazione Russa, in particolare l'Istituto Gel'mgol'tza e l'Istituto Fedorov, che si trovano a gestire un gran numero di ricoveri. In sostanza c'è una forte collaborazione col Ministero della Sanità della Federazione Russa.

    — L'Ucraina che continua a ritenere le due repubbliche separatiste parte integrante del proprio territorio, vi aiuta? Fa qualcosa per agevolarvi a salvare la vita di questi bambini sofferenti?

    — Molte volte ci siamo trovati nella necessità di cambiare il percorso d'evacuazione, sempre a causa dei comportamenti dell'Ucraina. Fino a che la stazione di Donetsk era in funzione, riuscivamo a mandare i nostri piccoli pazienti direttamente in treno da Donetsk a Mosca.

    Poi, dopo che l'Ucraina tagliò questo collegamento diretto, fummo costretti a spostare i nostri bambini su percorsi alternativi più pericolosi e difficili.

    Da Donetsk mandammo i bambini nella città di Konstantinovka, che attualmente si trova sul territorio dell'Ucraina. Partirono poi in treno, con la dottoressa Elizaveta, da Konstantinovka con destinazione Mosca, dove una volta giunti furono immediatamente accolti e smistati nelle adeguate strutture sanitarie.

    L'ennesima complicazione è arrivata nel dicembre scorso, quando le autorità ucraine hanno imposto alla dottoressa Elizaveta l'obbligo di ottenere un'autorizzazione, da parte di Kiev, per poter entrare nel territorio delle Repubbliche di Donetsk e di Lugansk, un documento da attendere un mese intero!

    Il fatto che la dottoressa si recasse solo il tempo necessario per caricare dei bambini gravemente feriti da trasportare in Russia, per le autorità ucraine, non aveva nessun valore. Secondo punto: non a tutti i bambini e a tutti gli accompagnatori sarebbe stata concessa l'autorizzazione di transito. Non penso sia umanamente possibile abbandonare dei bambini gravemente ammalati con i loro genitori in un campo e poi ripartire. Alla luce di queste "complicazioni", il Ministero della Sanità della Federazione Russa, subito dal gennaio 2015, ci ha accordato il permesso di evacuare i nostri bambini con il supporto dei nostri volontari, attraverso il confine russo in direzione di  Rostov-sul-Don.

    Sempre su sollecitazione della dottoressa Lisa il Ministero delle Situazioni d'Emergenza della Federazione Russa addirittura ci mette a disposizione dei voli speciali da Rostov a Mosca per i casi più urgenti, con adeguate squadre di pronto intervento sanitario già predisposte in aeroporto in attesa dei nostri piccoli feriti.  

    Grazie Andrey per il suo straordinario impegno.

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    Tags:
    medicina, Crisi in Ucraina, Aiuti, Donbass
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