10:26 25 Novembre 2017
Roma+ 12°C
Mosca-6°C
    Valeriy Spiridonov

    Primo trapianto di testa, un progetto sempre più internazionale

    © Sputnik. Kirill Kallinikov
    Opinioni
    URL abbreviato
    Tatiana Santi
    4333082

    Il primo trapianto di testa nella storia potrebbe avvenire in Cina. È stato siglato recentemente un accordo di collaborazione italo-cinese tra il chirurgo Sergio Canavero e il professore Xiaoping Ren.

    Il progetto studiato dal chirurgo italiano diventa così sempre più internazionale, ma presenta alcune novità rispetto a quello che i giornali di tutto il mondo hanno scritto fino adesso. Il primo a scrivere a Canavero offrendosi come volontario è stato un ragazzo russo, Valeriy Spiridonov, ma non potrà essere lui il paziente per l'operazione in Cina come nessun'altro a meno che non si tratti di un cinese. Perché Valeriy, affetto da distrofia muscolare,  possa essere operato, il trapianto deve essere effettuato in Russia.

    La Russia, a proposito, come ritiene il chirurgo italiano, ha tutte le carte in regola per effettuare questi trapianti. Due scienziati russi inoltre fanno già parte della collaborazione con il dottore Canavero per il primo trapianto. "La Russia è molto avanti scientificamente, e anche da un punto di vista medico, il chirurgo Demikhov in realtà è il padre della trapiantologia", così il chirurgo italiano fa il tifo perché l'operazione si realizzi anche in Russia.

     Sergio Canavero ha rilasciato a Sputnik Italia un'intervista esclusiva sull'operazione che potrebbe cambiare il mondo della medicina e trasformare, se vogliamo, la fantascienza in scienza.

    — Dottor Canavero, ci racconti le ultime novità sul progetto.

    Sergio Canavero, chirurgo
    Sergio Canavero, chirurgo

    — Il progetto sta andando avanti in maniera decisa, il 27 agosto in Cina abbiamo siglato l'accordo di collaborazione italo-cinese con un piano molto preciso e dettagliato per arrivare ad un trapianto di testa sull'umano. Il piano cinese ha come team leader il professore Xiaoping Ren dell'Università Harbin in Cina. Io darò un'assistenza quando richiesta secondo i termini dell'accordo. La Cina ha decisamente iniziato la strada in questo senso.

    Purtroppo il problema è che la Cina, a differenza di quanto è stato scritto fino ad adesso dai giornali di tutto il mondo, non contempla di fare l'intervento sul ragazzo russo Valeriy né su altri pazienti che non siano cinesi. Quindi ho annunciato che per Valeriy l'unica possibilità è che l'operazione venga fatta in Russia. Ho pregato e riprego tutti quelli che posso aiutarci in Russia, di darci una mano. Ci sono due scienziati russi, il professor Maevsky e la professoressa Orlova, all'Itep di Mosca (Institute of Theoretical and Experimental Physics), che sono parte di questa collaborazione. Sono disposti a fornire della tecnologia che ci servirà per proteggere il cervello durante il trasferimento della testa da un corpo all'altro. Questo aiuto è molto benvenuto, ma ci servirebbe che l'intervento possa essere effettuato anche in Russia. In Russia sicuramente ci sono i fondi per supportare questo progetto, siamo sui 15 milioni di euro, i soldi con i quali viene pagato normalmente un calciatore di serie A. La Chiesa Ortodossa russa si è pronunciata contro quest'intervento, ma io ho chiesto di riconsiderare questa posizione.

    — Per aiutare Valeriy Spiridonov?

    — Valeriy ha il cervello sano e un corpo devastato. Il trapianto di corpo va visto come un trapianto multi organo, come se noi trasferissimo tutti gli organi, braccia e gambe nuovi. I problemi che sono stati discussi dalla Chiesa ortodossa possono essere ridotti o annullati dal fatto che l'anima passa attraverso la testa, quindi un altro corpo non influenzerebbe in questo senso. Si tratta di salvare almeno una vita umana.

    — Il progetto ha preso piede solo in Cina?

    — Il professor Michael Sarr, editor dell'American medical journal Surgery si è pronunciato a nostro favore. I fronti si stanno muovendo anche in altri Paesi, che seppur più lentamente della Cina, stanno cominciando a considerare la possibilità di fare questo trapianto di corpo. Perché noi lo chiamiamo trapianto di testa? In realtà è la tradizione, da sempre si è chiamato così. In realtà è un trapianto di corpo, ma non sarebbe vero neanche quello. È la testa che riceve il nuovo corpo, noi non cambiamo il cervello a nessuno. Il termine scientifico, anastomosi cefalo somatica, in realtà è neutro e non vuol dire nulla di tutto questo, significa unire un corpo ad una testa, non ha una valenza etica. Questo intervento va considerato come dare ad una persona tutti gli organi e gli arti nuovi.

    Faccio un ulteriore appello attraverso il vostro media a chiunque ci possa aiutare, un appello soprattutto all'Istituto Vishnevskiy e Burdenko di Mosca, dove ci sono i chirurghi, i talenti e le capacità per poter fare un simile intervento. Sono disponibile ad assistere e dare una mano in questo senso per salvare la vita ai pazienti russi.

    Valeriy Spiridonov
    © Foto: fornita da Valeriy Spiridonov
    Valeriy Spiridonov

    — Questo suo progetto diventa sempre più internazionale quindi?

    — Diversi Paesi si stanno muovendo non in maniera pubblica, perché ci sono ovviamente dei problemi etici. Io è già da mesi che sapevo della Cina, ma non ho detto niente, perché gli annunci devono essere fatti dai Paesi che intendono fare questo tipo di intervento. Nel caso di Valeriy per salvarlo abbiamo bisogno dei medici russi, d'altronde la Russia ha una grande tradizione in questo senso.

    — Il medico russo Demikhov fece il primo trapianto di testa, a dei cani all'epoca. Sempre un russo scrisse il particolare romanzo "La testa del professor Dowell". È stato Veleriy che per primo l'ha contattata per proporsi come volontario. Possiamo dire che la Russia storicamente è legata a questo tipo di intervento?

    — Assolutamente sì! Io faccio il tifo perché la Russia entri in campo: primo, perché i russi hanno sempre avuto una grande cultura. Se devo poi quantificare il numero di suggerimenti e opinioni, i russi con gli inglesi sono stati il popolo che più ha contribuito. In Russia questo tema è molto sentito. L'Unione Sovietica era molto avanti scientificamente e tecnologicamente, è inutile che vi ricordi lo Sputnik e Gagarin. Anche dal punto di vista medico la Russia era avanti. Demikhov in realtà è il padre della trapiantologia. La Russia ha tutte le carte in regola per fare questi trapianti. In Russia inoltre c'è il progetto "Avatar" di Itskov, che prevede di trapiantare entro il 2025 il cervello umano dentro un corpo cibernetico. Quindi secondo me la cosa migliore è che i chirurghi russi insieme ai due validissimi scienziati, Maevsky e la Orlova, partecipino a rendere possibile un trapianto di testa, magari anche il primo, più veloce che in Cina. Valeriy mi ha scritto per primo al mondo, i giornalisti russi per primi sono venuti da me in Italia. È giusto che io offra anche alla Russia tutta l'assistenza e l'aiuto possibili.

    Segue

    Correlati:

    Trapianto di testa, l’italiano Canavero potrebbe essere assistito da un cinese
    Il primo trapianto di testa sarà italo-russo
    Un russo disposto a sottoporsi al trapianto di testa
    Tags:
    medicina, Trapianto di testa, Sergio Canavero, Cina, Italia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik