22:00 21 Ottobre 2020
Opinioni
URL abbreviato
971
Seguici su

Gli obiettivi dei maggiori paesi della coalizione internazionale che sta lottando contro ISIS non di rado coincidono con gli scopi dei combattenti, pertanto di lotta vera e propria non si tratta, dice Nikita Zagladin dell’Istituto IMEMO dell’Accademia russa.

Giorni fa il ministro degli Esteri della Russia Sergej Lavrov ha dichiarato che la coalizione anti-ISIS sta pensando ai propri interessi piuttosto che alla lotta contro i terroristi.

"Talvolta ci viene il sospetto che oltre allo scopo ufficiale, quello della lotta contro lo "Stato islamico", la coalizione possa avere qualche altro obiettivo… Alcuni nostri colleghi dei paesi che partecipano alla coalizione dicono che ogni tanto gli pervengono informazioni su dove si trovino esattamente i vari reparti ISIS, ma il comando della coalizione, cioè gli USA, non dà il proprio consenso per colpirli", — ha aggiunto il capo della diplomazia russa.

Secondo il direttore del Centro di studi comparativi dell'Istituto IMEMO dell'Accademia delle scienze russa, Nikita Zagladin, i membri della coalizione non solo sono guidati dai propri interessi, ma spesso questi interessi coincidono gli scopi dello "Stato islamico".

"Ciascuno dei paesi della coalizione ha dei propri interessi. Gli USA vogliono soprattutto rovesciare il presidente Assad, come anche ISIS che sta cercando di prendere d'assalto Damasco. In questo caso i loro interessi coincidono. Quanto alle forze democratiche della Siria, sostenute dagli Stati Uniti, ormai sono poco numerose, perché hanno dovuto lottare su due fronti — contro ISIS e contro Assad. Anzi, molto oppositori si sono aggregati allo "Stato islamico", — ha osservato Nikita Zagladin in un'intervista a Sputnik.

Secondo l'esperto, anche la Turchia sta cercando di perseguire i suoi obiettivi politici ed economici.

"Nel mirino dei turchi ci sono soprattutto i curdi, perché Kurdistan è considerato da Ankara come la più grave minaccia all'integrità territoriale del paese. Da questo punto di vista anche gli interessi dei turchi coincidono con quelli di ISIS, perché i curdi stanno combattendo contro gli estremisti islamici per difendere la loro terra. Inoltre, secondo alcune informazioni, la Turchia compra da ISIS del petrolio a prezzi ridotti e quindi non è interessata alla liquidazione del partner comodo", — ha osservato il politologo.

Secondo Zagladin, in molti casi la coalizione sta solo imitando la lotta:

"Da parte della coalizione si tratta piuttosto di un'imitazione. Per ISIS i bombardamenti non hanno conseguenze gravi. Si pensi invece a come gli USA si erano comportati in Afghanistan, quando usavano missili da crociera e bombardieri pesanti. In questo caso non vediamo nulla del genere".

D'altra parte però, osserva Nikita Zagladin, per i maggiori paesi della coalizione lo "Stato islamico" non rappresenta un perioclo immediato.

"Chi è minacciato dall'ISIS non è la Turchia o l'America, bensì l'Europa occidentale, ma pare che gli Stati Uniti siano abbastanza indifferenti a questa minaccia. In precedenza si comunicava che circa 4 mila combattenti ISIS si sono già trasferiti nei paesi UE. Gli USA invece, dopo aver intrapreso una serie di misure, non sembrano molto preocuppati dalla sicurezza del loro territorio. L'atteggiamento della Turchia è abbastanza simile. In tal modo, tutti hanno dei loro interessi, non legati assolutamente alla guerra contro lo "Stato islamico", — ha concluso il politologo.    

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Correlati:

Cremlino: esercito di Damasco unico a poter contrastare Isis
Profughi e ISIS sgretolano linea USA in Siria, sempre più forte sostegno a Russia e Assad
Tags:
Coalizione anti-ISIS, Esperto, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook