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    Bandiere di Russia e UE

    Sanzioni alla Russia, un atto di follia

    © Sputnik. Vladimir Sergeev
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    Tatiana Santi
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    Le sanzioni alla Russia? “È un atto di follia”. Questa è l’opinione dell’imprenditore Ernesto Preatoni, che ritiene necessario annullare le sanzioni antirusse, ma anche annullare la politica dei visti nei confronti dei cittadini russi, che si recano sempre meno numerosi in Italia.

    Ammettendo anche che un giorno le sanzioni verranno annullate, il rischio è che gli imprenditori italiani avranno grosse difficoltà a riconquistare le quote di mercato russo perse. Paradossale, ma vero: chi vuole le sanzioni antirusse, cioè gli Stati Uniti, non ne subisce le conseguenze, a soffrirne infatti oltre alla Russia, è più che altro l'Europa. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito l'imprenditore Ernesto Preatoni.

    — Qual è il suo punto di vista sulle sanzioni europee contro la Russia?

    Ernesto Preatoni, imprenditore
    © Foto: fornita dall'Ufficio Stampa di Ernesto Preatoni
    Ernesto Preatoni, imprenditore

    — La questione della Jugoslavia andò nello stesso modo. Bisogna rispettare o i confini o le etnie. Nel caso della Russia e il Donbass, è chiaro che l'etnia vuole stare con i russi, i confini però erano con l'Ucraina, che è un Paese attualmente indipendente. Sul piano del diritto è discutibile quello che ha fatto la Russia, ma è discutibile anche quello che ha fatto l'Occidente.

    Mentre invece sul piano delle sanzioni, a me sembra un atto di follia, chi vuole le sanzioni, gli Stati Uniti, in realtà non viene colpito dalle contro sanzioni della Russia. L'Europa soffre di più. Poiché i russi escono da una tragedia come il comunismo, sono più abituati a soffrire, alla fine sarà l'Europa a patire maggiormente delle conseguenze.

    Se la Russia manda le truppe in Siria, lo scenario si complica ulteriormente. Potrebbe essere per Putin una grande occasione per dire: "voi non volete che andiamo in Siria e sosteniamo Assad? Magnifico, levateci le sanzioni e noi probabilmente non sosterremo più Assad". Questa è la mia interpretazione.

    — Gli imprenditori italiani secondo lei riusciranno a riprendersi le quote di mercato russo perse anche se finiranno le sanzioni?

    — Quando il cliente prende l'abitudine di andare da altri fornitori, non è che quando vengono levate le sanzioni i russi ritorneranno a braccia aperte dagli italiani. Sicuramente una buona parte di quello che è stato perso verrà riconquistato, ma ci vorrà del tempo.

    — In Italia è possibile fare l'imprenditore o con le tasse allucinanti che ci sono è meglio andare subito all'estero?

    Lisa Ferrarini, Vice Presidente di Confindustria per l'Europa.
    © Foto: fornita dall'Ufficio Stampa Confindustria

    — No, in Italia non si può fare impresa, ma non è neanche vero che la Russia sia un Paese facilissimo dove fare impresa. Purtroppo in Russia manca la classe media, purtroppo avete avuto 70 anni di stop nella storia che hanno avuto riflessi negativi. In Russia tendenzialmente le persone che sono più abbienti non sono necessariamente le migliori. Io considero personalmente migliori i russi di medio livello e non quelli più ricchi, che si sono arricchiti grazie alle privatizzazioni fatte dopo l'epoca comunista.

    — In quali Paesi allora secondo lei si dà più sostegno agli imprenditori e ci sono più stimoli per produrre?

    — L'Estonia, la Lettonia e la Lituania sono Paesi dove c'è pochissima corruzione e dove ci sono le condizioni migliori per poter fare impresa. Oggi in generale non è facile trovare Paesi dove ci siano buone condizioni per fare impresa comunque. Anche la Cina, così tanto decantata è un Paese dove non ho fatto niente, perché la corruzione è molto elevata. Anche in Russia è elevata la corruzione.

    — Il progetto del suo albergo a Novosibirsk a che punto sta? Procede nonostante le sanzioni?

    — Apriremo a metà ottobre, l'inaugurazione la facciamo il 13 di novembre. L'ho dovuto completare con soldi nostri con 5-6 mesi di ritardo, proprio per le sanzioni e perché la banca russa non mi dava più soldi. La banca finanziava a tassi troppo elevati, parliamo di un 18%.

    — Qual è il suo auspicio per la collaborazione futura tra Italia e Russia?

    — L'auspicio è che vengano levate le sanzioni e io sarei dell'idea anche di levare la politica dei visti nei confronti dei cittadini russi verso l'Italia, perché questo favorirebbe molto il turismo italiano. In questa stagione infatti i russi erano molto meno presenti in Italia, un po' a causa del rublo, ma anche i visti rappresentano un problema. Molti albergatori e molti negozianti italiani piangono perché il mercato russo li è venuto a mancare.

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    Tags:
    Economia, Sanzioni, Europa, Italia, Russia
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