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    Crisi migranti, da parte dell’UE nessun piano vero

    © AP Photo/ Darko Vojinovic
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    Il 9 settembre al Parlamento europeo sarà presentato un nuovo piano per la distribuzione dei migranti nei paesi UE, ma i governi occidentali non sono in grado di risolvere il problema, crede l’esperto Andrey Kulikov.

    L'UE comincia a distribuire le quote. Secondo dati non ufficiali, nei prossimi 2 anni la Germania potrebbe ospitare 31500 profughi, alla Spagna verrà proposto di aprire le porte a 15 mila, mentre la Francia, a detta di François Hollande, ne ospiterà 24 mila. Il nuovo piano di "relocation" sarà presentato al Parlamento europeo il 9 settembre.

    Dall'inizio dell'anno in corso nei paesi UE sono sbarcati 340 mila clandestini. Secondo aluni analisti, in questo momento il continente sta vivendo la peggiore crisi dai tempi della Seconda guerra mondiale. Il nuovo piano, qualunque potrà essere, non sarà in grado di risolvere il problema, osserva il direttore della società di ricerca Europe Insight, Andrey Kulikov.

    "I politici occidentali non sanno come risolvere il problema dei migranti. La loro quantità ha già superato ogni limite e rende inutile ogni tipo di calcolo. Questo problema non significa soltanto degli oneri finanziari, peserà anche sul mercato del lavoro e sul sistema sociale degli Stati che ospiteranno i nuovi arrivati. Di conseguenza le divergenze tra paesi UE diventeranno più acute.  L'Europa centrale e orientale resta scettica sulle quote ed è disposta a ospitare soltanto qualche centinaio di sfollati", — ha detto Andrey Kulikov in un'intervista a Sputnik.

    Secondo l'esperto, il consenso formale ci sarà, ma le tensioni interne nell'UE cresceranno, portando alla radicalizzazione degli umori di alcuni suoi membri.

    "La discussione che è in corso mi fa credere che l'UE riuscirà a raggiungere determinati compromessi. Al tempo stesso però il malessere degli europei continuerà a crescere. Vediamo che negli ultimi anni, sullo sfondo dell'immigrazione, stanno alzando la testa i radicali di destra. Ciò succede in Francia come in Germania, Gran Bretagna o paesi scandinavi. La crisi di oggi contribuirà certamente alla popolarità di questi partiti, specie se i migranti avranno un impatto negativo sull'economia e sui sistemi sociali dei paesi in questione", — ha rilevato l'esperto.

    L'Europa continua a non avere un piano vero che possa realmente invertire la situazione.

    "La decisione può essere soltanto una: stabilizzare la situazione politica nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale, trovando un modo per risolvere i numerosi conflitti, scoppiati negli ultimi anni. Un'altra cosa è che nessuno in Occidente se come farlo e quanti soldi ci vogliono. Per questo l'UE è costretta ad adottare misure di emergenza, ma non ha un piano per la normalizzazione della situazione e l'eliminazione delle cause che stanno alimentando i flussi di migrazione", — ha concluso Andrey Kulikov.    

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    Crisi dei migranti, Unione Europea
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