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    Nello spazio niente sanzioni, vince l’amicizia (per ora)

    © flickr.com/ NASA HQ PHOTO
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    Tatiana Santi
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    Guerre stellari? No, grazie. Pare che le sanzioni non possano arrivare fino al cosmo, spazio senza limiti né barriere, dove tutt’ora non si può fare a meno della Russia.

    Ebbene, al di là della tesissima situazione geopolitica sulla Terra, lassù conviene rimanere molto amici con i russi, dimenticandosi lontanamente della parola "sanzioni". Nonostante i passi enormi nel settore, gli studi e le ricerche non si fermano mai, come anche la collaborazione internazionale per giungere a nuove scoperte e risultati.

    Come sarà la geopolitica spaziale del futuro? Lo spazio potrà essere un ambito di scontro tra le potenze del mondo? Ne abbiamo parlato con Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari, collaboratore di "Analisi Difesa" e del quotidiano "Libero", che ha gentilmente rilasciato un'intervista a Sputnik Italia.

    — Le sanzioni antirusse possono influire sulla sfera spaziale?

    Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari
    © Foto: fornita da Mirko Molteni
    Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari

    — In campo spaziale sta succedendo una cosa molto curiosa: sembra addirittura che ci si dimentichi delle sanzioni. Con la Russia i Paesi occidentali continuano ad avere rapporti come se la crisi nei rapporti non esistesse. C'è stata una dichiarazione precisa del capo di Roscosmos Igor Komarov, che il 23 luglio ha confermato come nel settore spaziale non esistano praticamente sanzioni. A riprova, proprio il 6 agosto, la NASA ha stipulato con Roscosmos un nuovo contratto da 490 milioni di dollari per assicurare i voli umani verso la stazione spaziale internazionale ISS.

    Questo perché la Russia a tutt'oggi con le sue capsule Soyuz resta l'unico Paese che partecipa al programma ISS in grado di mandare esseri umani nello spazio. Gli Stati Uniti hanno messo in disarmo il loro Space Shuttle fin dal 2011. Inoltre i progetti americani per le loro capsule spaziali con equipaggio umano stanno ritardando, perché il Congresso a detta della NASA non sta finanziando abbastanza questi nuovi progetti. Gli americani pensavano di avere una propria capsula dal 2017 in modo da poter non dipendere più dalle Soyuz russe, ma il programma verrà rimandato ancora probabilmente.

    — Possiamo dire che nello spazio per ora vince la collaborazione e l'amicizia tra Russia e Occidente?

    — Certo!Voglio ricordare a questo proposito che un altro importante contratto è quello stilato a fine giugno tra la Russia, Gran Bretagna e Francia per il lancio di 21 satelliti e di telecomunicazioni tramite i razzi russi dal cosmodromo di Bajkonur.

    Alla Russia è tornato molto utile il fatto che la sua tecnologia spaziale è molto adattabile anche a portare satelliti costruiti da altre nazioni. I razzi Soyuz pur progettati molti decenni fa con piccoli aggiornamenti sono riusciti a stare a passo coi tempi. Anche se la Russia guarda comunque al futuro: il 18 agosto è stato annunciato che verrà sviluppato un nuovo razzo Soyuz, il Soyuz 5, il quale entrerà in funzione, se tutto va bene, nel 2022. Sarà per certi aspetti anche ecologico, perché i progettisti russi intendono farlo funzionare con gas naturale, favorendo una risorsa tipica della Russia come il gas. Roscosmos intende anche recuperare i vecchi programmi di epoca sovietica, come "Spiral" e "Buran" come veicoli aerospaziali riutilizzabili, una specie di equivalente dello Shuttle americano. Questo nuovo programma si chiamerà MRKS dell'azienda Molnia, si pensa sarà pronto per il 2025 con un investimento di 12 miliardi di rubli.

    — Come ti immagini la geopolitica dello spazio nel futuro? Che ruolo vi avrà la Russia e la Cina, nuovo attore spaziale?

    — La Cina ha dimostrato di essere in grado da sola di spedire astronauti in orbita con le capsule Shenzhou, che sono ispirate alle Soyuz russe e presentano una capacità autonoma. I cinesi in questo momento guardano molto alla Luna in prospettiva sia per motivi di prestigio, ma anche pensando a uno sfruttamento di giacimenti lunari. In particolare si pensa di poter estrarre dalla Luna il cosiddetto Elio 3, che potrebbe servire come carburante per poi utilizzare la Luna a sua volta come base di lancio per spedire razzi ancora più lontano, facendola diventare un cosmodromo "trampolino".

    Anche l'ente spaziale russo Roscosmos ha dimostrato interesse per la Luna, alcuni mesi fa alcuni suoi dirigenti avevano dichiarato che speravano di pensare ad uno sbarco russo sulla Luna attorno al 2030. Anche gli americani hanno dichiarato, pensando anche loro all'Elio 3, il loro interesse a riprendere la strada che avevano percorso nella missione Apollo 40 anni fa.

    Lancio del razzo vettore Proton-M
    Roscosmos
    Lancio del razzo vettore Proton-M

    — Secondo te lo spazio può diventare anche un contesto di scontro se la situazione geopolitica dovesse degenerare?

    — Bisogna ricordare che vigono gli accordi da molti anni che proibiscono di stanziare armi nello spazio orbitale. È anche vero che lo spazio viene utilizzato quando si lanciano missili balistici, le loro testate attraversano in parte lo spazio orbitale per poi ricadere sulla Terra. Può perciò diventare un terreno di scontro limitatamente a sistemi antimissile che escano dall'atmosfera per intercettare le testate balistiche quando stanno per ricadere sulla Terra. Per ora si parla sempre di sistemi antimissile che partano da terra e che non siano dislocati in modo permanente in orbita.

    — Quindi per ora le sanzioni in questa sfera sono poco probabili, perché c'è una forte dipendenza dalla Russia?

    — Certo, tra l'altro è notizia di pochi giorni fa: Roscosmos ha confermato che sicuramente la Russia garantirà la sua partecipazione al programma internazionale della stazione ISS sicuramente fino al 2024.

    — Per il momento niente guerre stellari allora.

    — Per il momento no, ma tutto dipenderà dall'evoluzione della situazione politica a Terra.    

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    geopolitica, spazio, Occidente, Russia
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