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    Nuovo Cda Rai: fedelissimi del governo e una Maggioni made in USA

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    Tatiana Santi
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    Mai sottovalutare il potere che ha quella scatola chiamata tv. Se il compito dei giornalisti è quella di essere critici, indipendenti, rispondere solo agli interessi del pubblico, allora siamo messi bene.

    La Rai volta pagina, arriva il nuovo Consiglio di Amministrazione.  La nuova presidente è Monica Maggioni, che al di là dell'indubbia professionalità, frequenta ambienti come il club Bilderberg, covo di banchieri e finanzieri.

    Forse la Rai ha anche bisogno di persone in grado di far rinascere un po' di cultura nella televisione. "Viste le premesse, arriveranno solo i fedelissimi del governo" ritiene lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, che ha gentilmente rilasciato un'intervista a Sputnik Italia sulla nomina di Monica Maggioni e il nuovo Cda della Rai.

     La nomina di Monica Maggioni alla presidenza Rai, appoggiata da diverse forze politiche, ha suscitato molte polemiche, per esempio sulla sua presenza al club Bilderberg. Lei che ne pensa del nuovo presidente?

    Pietrangelo Buttafuoco, scrittore e giornalista
    Pietrangelo Buttafuoco, scrittore e giornalista

    — È una grande professionista, un'ottima giornalista. Qualcuno può sollevare dei dubbi riguardo la sua capacità di movimento in diversi ambienti. È vero che è sempre presente alle feste dell'Ambasciata americana, però è anche vero che ha dimostrato grandi competenze sui temi di politica estera senza mai accettare i pregiudizi imposti da una lettura occidentalista. Ricordo bene come molti occidentalisti la accusarono per via di uno scoop giornalistico, cioè l'intervista ad Assad. Lei ha un curriculum di tutto rispetto riguardo a tutte quelle che sono le fatiche vere del giornalismo. Mi auguro che metta a frutto le sue conoscenze in campo di politica estera per rendere meno provinciale la televisione italiana, dove il difetto più grande è proprio l'incapacità di giudicare e conoscere il mondo. 

     Secondo lei a dirigere la tv pubblica non dovrebbe essere comunque una persona imparziale, lontana dai partiti e i poteri forti?

    — Quello di Matteo Renzi è sicuramente il peggiore dei governi possibili. In politica estera ha dimostrato di avere due vizi fondamentali: uno è l'islamofobia, l'altro è la russofobia, che vanno di pari passo. È un governo totalmente prono a desideri di sovranità estranee al territorio italiano. All'interno di certi meccanismi, però ci sono degli elementi di contraddizione, che possono poi risultare delle sorprese. L'attuale consiglio di amministrazione Rai è espressione del patto di ferro stabilito tra l'opposizione e il governo. Ci sono due personalità, che mi fanno pensare bene. Una è Carlo Freccero, un grande professionista, un creativo segnalato dal Movimento 5 stelle e da quello che resta dell'ex partito della Rifondazione comunista. L'altra è la stessa Maggioni, che a differenza di altri, ha competenze negli esteri e ha la possibilità di spaziare su argomenti che altrimenti nella televisione italiana non riuscirebbero mai ad entrare.

    La Rai non è mai stata in grado di produrre un programma di informazione di geopolitica e di esteri.

     La Maggioni è stata l'unica giornalista italiana embedded nell'esercito americano in Iraq, è molto legata agli Stati Uniti. La tv italiana è già filoamericana e unilaterale per quanto riguarda la Russia. Con la Maggioni non sarà ancora peggio?

    Monica Maggioni, presidente attuale della Rai
    Monica Maggioni, presidente attuale della Rai

    — L'esempio dell'intervista ad Assad mi fa sperare bene, perché lei ha voluto comunque fare un servizio giornalistico che sicuramente le ha procurato molti problemi e rimproveri da parte degli occidentalisti. Mi auguro che possa proseguire in questo tipo di lavoro.

     Alla guida della Rai forse servono più gli intellettuali? La cultura tornerà mai di casa alla Rai?

    — Viste le premesse arriveranno soltanto i fedelissimi del governo. L'augurio è che elementi di contraddizione possano smentire quest'andazzo di conformismo.

    L'arte prima era un elemento importante nella tv. Quando nei teatri di Mosca arrivavano Carmelo Bene e Edoardo De Filippo a portare i loro spettacoli, in Rai avevano ospitalità nei programmi di maggiore diffusione. Oggi sarebbe impensabile.

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