23:02 21 Ottobre 2018
Crimea diventa una parte della Russia sulla mappa

L'annessione della Crimea vista da un giurista occidentale

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Romano Cristiano
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I problemi umani hanno spesso delle radici profonde che non conviene sottovalutare. Sembra dunque giunto il momento di analizzare accuratamente la strana e confusa struttura giuridico-politica della estinta URSS.

È ormai trascorso del tempo da quando gli abitanti della Crimea, in base ad una votazione quasi unanime, hanno dichiarato la loro indipendenza dall'Ucraina, proponendo in seguito l'annessione alla Russia, che l'ha accettata. Le critiche non sono mancate. È avvenuto di più: diversi governi hanno fatto sapere che non avrebbero riconosciuto l'annessione perché conseguenza d'una decisione popolare non autorizzata previamente dalle autorità centrali di Kiev; in altri termini, l'annessione era invalida. Siccome questa tesi viene ancora sostenuta, ritengo opportuno far conoscere, nei riguardi di essa, una mia idea, che cercherò di spiegare in breve (e senza estenuanti ricerche), per facilitare ed arricchire la discussione.

Non ho mai capito appieno cosa passasse per la mente degli organizzatori della estinta URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) quando hanno montato la rispettiva struttura giuridico-politica. In effetti, la scarsezza di logica, in tale struttura, rende assai difficile raggiungere delle conclusioni precise circa quella che dev'essere stata la natura — cioè la vera essenza — dell'ente che ne è venuto fuori. Occorre dunque interpretare, per scoprire quello che in realtà è stato creato, anche se diverso da quello che avevano in mente gli organizzatori, i quali hanno senza dubbio rivelato una insufficiente chiarezza di idee.

Delegazione francese in visita a Sebastopoli, Crimea
© Sputnik . Maks Vetrov
Delegazione francese in visita a Sebastopoli, Crimea

Sebbene la rivoluzione socialista sia avvenuta nel territorio dell'antico Impero Russo, ch'era governato dagli zar, i vincitori hanno preferito far sorgere un ente pubblico nuovo (la URSS), nell'ambito del quale la Repubblica Russa, succeduta all'impero, si è vista relegata in un curiosissimo ed irreale secondo piano, alla stessa stregua di altri enti pubblici che, almeno di fatto, occupavano delle posizioni del tutto subordinate. Questa è stata, a mio avviso, la stranezza nº 1. Sì, perché la base territoriale principale della URSS è rimasta sempre la Russia; e la grande forza dei politici che hanno governato la URSS ha avuto sempre come fondamento il potere militare della Russia. Sono indotto a credere che i fondatori del nuovo ente abbiano dimostrato una certa ingenuità, o mancanza di visione, nel non percepire un problema — quello della parità giuridica esistente tra i componenti — che, dopo lo scioglimento inaspettato e sorprendente dell'ente in questione, è stato capace di far sorgere, tra i detti componenti, tanti malintesi, tanti risentimenti e, soprattutto, delle rivendicazioni la cui soluzione si presenta straordinariamente complessa e difficile.

La URSS, fin dal 1922, ha assunto una struttura federale. Questa è stata, a parer mio, la stranezza nº 2. Perché? La Repubblica Russa, che faceva parte della detta struttura federale, era allo stesso tempo una federazione: "Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa". Non credo possa esistere, formalmente, una federazione composta di federazioni. D'altra parte, la Russia, non essendo ormai una monarchia assoluta, non aveva più condizioni, a causa del suo immenso territorio, d'essere governata come stato unitario. Comunque, se la URSS fosse veramente uno stato sovrano federale, sarebbe stato assai logico che inserisse questa idea nella sua denominazione, e che, per evitare confusioni, non permettesse l'uso della parola "federativa" nella denominazione della Russia. Non l'ha fatto, però; anzi, ha fatto addirittura il contrario: ha evitato l'uso della parola "Federazione", che ha sostituito con la parola "Unione". Cosa dobbiamo intendere per "Unione", nel caso ora in esame?

Credo non sia possibile interpretare la detta parola come sinonimo di federazione, dal momento che, per ragioni diverse (principalmente storiche), l'idea di unione, anche se espressa per mezzo di altre figure morfologiche, può indicare uno stato sovrano d'altro tipo; tant'è vero che, nel "Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord", almeno fino a poco tempo fa, le grandi parti componenti lo stato sovrano "unito" non erano classificabili come unità autonome (non disponevano, tra l'altro, d'un organo legislativo proprio). Ciò non basta.

La URSS, una volta ammessa all'ONU come membro permanente del Consiglio di Sicurezza, ha preteso che fossero ammessi, come membri comuni, anche le sue repubbliche componenti. Realizzate delle verifiche, l'ONU ha deciso che la richiesta poteva essere accolta in parte, ragion per cui sono state ammesse due repubbliche. Il fatto è doppiamente eloquente perché, da un lato, dimostra che la URSS, in fondo, pensava ai suoi membri come dei veri stati sovrani; dall'altro, che l'ONU ha riscontrato i segni della sovranità in due di essi, il che significa che delle piccole modifiche strutturali avrebbero potuto risolvere il problema degli altri membri. A quanto pare, dunque, l'URSS non è mai stata, né di diritto e né di fatto, una federazione — come penso risultasse dagli atti costitutivi —, perché la vera federazione fa scomparire la sovranità dei suoi membri; è stata, in tutti i suoi momenti di vita, nient'altro che una confederazione di stati sovrani, perlomeno sul piano giuridico.

Molto curioso, però, è che, a dispetto di quanto da me appena dichiarato, la URSS è stata sempre governata, vista e trattata come un autentico stato sovrano unitário, pertanto né come federazione, né come confederazione. Lo stesso Gorbaciov ha difeso, fino all'ultimo, l'idea dello stato unitario, dimostrando una scarsezza di visione che lo ha portato addirittura alla perdita della carica. Questa è stata, a quel che mi sembra, la stranezza nº 3. Da notare che tale fatto deve aver generato una enorme confusione concettuale, complicando in un modo eccezionale la soluzione dei problemi risultanti dallo scioglimento.

Comunque, nel campo del diritto, nei casi di confusione e dunque di dubbio, non valgono le parole o i comportamenti, né le carte scritte: valgono soltanto i fatti capaci di dimostrare che l'agente ha operato, coscientemente o no,  in un modo diverso da quelle che erano le sue effetive intenzioni; o che ha prodotto, anche senza volerlo, una struttura diversa da quella dichiarata, in maniera formale, nel rispettivo strumento giuridico. In questo caso, a parer mio, i fatti sono assai chiari nell'additare i membri della antica URSS come dei veri e propri stati sovrani, anche se, nella realtà pratica di tutti i giorni, non riconosciuti come tali dai politici che, in base ad un potere militare gigantesco, governavano con mano di ferro il detto ente.

All'interno di questo succinto quadro generale, il problema dell'annessione della Crimea alla Russia penso possa essere impostato senza grandi difficoltà. Risulta, dalle poche ricerche da me realizzate, che la Crimea, prima della rivoluzione socialista, appartenesse alla Russia. Orbene, secondo la grande Enciclopedia Italiana Treccani, la Crimea, nel 1954, è stata "ceduta" da Chruscev all'Ucraina. Mi preme far notare che le virgolette apposte alla parola "ceduta" non sono mie: sono dell'enciclopedia; la quale a me sembra voler esprimere l'idea che si sia trattato d'una cessione alquanto strana e abbastanza contestabile. In effetti, se si accoglie l'ipotesi che i membri dell'URSS abbiano sempre avuto la caratteristica di stati sovrani, è inevitabile che si accetti la seguente conclusione: come capo d'un gruppo di stati sovrani, tra cui Russia ed Ucraina, Chruscev (che per giunta era nato in Ucraina) era del tutto sprovvisto di competenza per sottrarre alla Russia un pezzo del rispettivo territorio e farne un altro stato sovrano o annetterlo all'Ucraina. Ragion per cui, si è trattato veramente d'un atto di validità contestabile; più precisamente, d'un atto nullo, nel senso più assoluto della parola. D'altra parte, conviene non perdere di vista che gli atti nulli rimangono sempre tali, a dispetto del numero di anni — piccolo, medio o grande — che sia eventualmente trascorso.

In casi del genere, gli stati sovrani ricorrono sovente alla forza, se dispongono d'un apparato militare rispettabile. La Russia, al contrario, ha scelto la strada socialmente migliore: ha aspettato, con ammirevole  pazienza, una opportunità che le permettesse di risolvere il problema nel modo più incruento possibile.    

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Crimea, società, Storia, Riunificazione
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