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    Carlo Sibilia, Brics potrebbero essere alternativa all’austerity

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    Margherita Furlan
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    “Il nostro compito è distruggere i monoliti della storia che hanno creato l’economia del debito e andare verso una nuova economia della felicità, gestita democraticamente”.

    I BRICS sono considerati oggi "il nuovo soggetto politico del secolo XXI" non solo per il suo potenziale e la crescita economica, ma, soprattutto, per l'adozione di un'agenda politica che nell'ambito internazionale si contrappone nettamente a quella del blocco storico del G6 (Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Francia, Germania e Giappone). Secondo il MoVimento 5 Stelle, i Brics rappresentano un "nuovo mondo per un sistema multilaterale, bilanciato e nel rispetto della sovranità dei singoli stati della comunità internazionale". Sputnik Italia ha intervistato l'onorevole Carlo Sibilia, segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera, per approfondire il ruolo dei Paesi Brics nell'evolversi della crisi economica in cui versa l'occidente e, in particolar modo, l'Unione Europea.

    — La sua relazione al convegno "Il nuovo mondo con i Brics", svoltosi alla Camera dei deputati venerdì 11 luglio, è iniziata con una citazione di Enrico Mattei:

    "La geografia della fame è una leggenda legata solamente alla passività e all'inerzia, creata dal colonialismo nelle popolazioni autoctone. Faceva comodo al colonialismo incoraggiare la fatalità, la rassegnazione".

    Oggi sembra non essere cambiato molto e in un "regime di vera e propria violenza economica perpetrata da lobbies finanziarie che ci impongono il meccanismo del debito", parole con cui lei ha descritto il sistema economico attuale, il mondo unipolare sta tramontando. Nuovi attori emergono sulla scena mondiale, offrendo un'opportunità di rinnovamento. I Paesi Brics rappresentano il 42% della popolazione, il 20% del PIL mondiale, il 16% delle risorse naturali. Possiamo guardare a loro come un'alternativa a questo sistema?

    Carlo Sibilia, segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera
    Carlo Sibilia, segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera

    "L'obiettivo che ci prefiggiamo è conoscere meglio i Brics. La Grecia è arrivata a sbattere contro un muro che può essere forzato soltanto grazie alla volontà popolare. Ma se prima un Paese alzava la testa e non vedeva nessun altro interlocutore se non la Banca Mondiale e il Fmi, oggi siamo dinanzi a una rivoluzione copernicana per quanto riguarda il meccanismo di struttura della finanza mondiale. Oggi ci sono i Brics con la Nuova Banca di Sviluppo e la Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture e su loro dobbiamo focalizzare l'attenzione perché, con opportune modifiche, essi possono rappresentare una chiara alternativa all'austerity europea, che potrebbe essere addirittura proposta dall'Italia."

    — Secondo i dati che il presidente di Banca Intesa Russia, dottor Antonio Fallico, a causa delle sanzioni imposte dall'Ue alla Russia, l'Italia ha perso 5,3 miliardi di euro nell'interscambio commerciale con la Federazione Russa. Qual è la posizione del M5S riguardo alle sanzioni?  

    "Durante il periodo delle sanzioni l'Italia ha perso il 20% di export verso la Russia, mentre gli Stati uniti hanno incrementato l'export verso questo Paese del 15%. Quindi c'è qualcosa che non va. Non solo per l'economia italiana. Evidentemente c'è proprio un mondo da ripensare e ristudiare. Il M5S ha proposto una mozione in Parlamento per l'abrogazione delle sanzioni, ma per ora non ci sono grosse novità sul procedere della mozione. Renzi è completamente asservito ai poteri finanziari internazionali ed è al guinzaglio della Merkel. Non so quali siano le intenzioni della maggioranza ma di per certo noi continueremo a proporre la mozione a oltranza."

    Firma dei documenti finali del vertice BRICS ad Ufa
    © Sputnik. Host photo agency/Vitaliy Belousov

    — Thomas Sankara nel 1987 descriveva il concetto di debito economico in modo del tutto attuale e forse profetico. "Noi pensiamo che il debito si analizza prima di tutto dalla sua origine. Le origini del debito risalgono alle origini del colonialismo. Quelli che ci hanno prestato denaro sono gli stessi che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le nostre economie. Sono i colonizzatori che indebitavano l'Africa con i finanziatori internazionali che erano i loro fratelli e cugini. Noi non c'entravamo niente con questo debito. Quindi non possiamo pagarlo. Il debito è il neocolonialismo, con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici, anzi dovremmo invece chiamarli "assassini tecnici". Sono loro che ci hanno proposto dei canali di finanziamento. Questi finanziatori ci sono stati consigliati, raccomandati. Ci hanno presentato dei dossier e dei movimenti finanziari allettanti. Noi ci siamo indebitati per cinquanta o sessanta anni e più. Siamo stati portati a compromettere i nostri popoli per decenni. Il debito nella sua forma attuale, controllata e dominata dall'imperialismo, è una riconquista dell'Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo tout court, di quelli che hanno avuto l'opportunità, l'intelligenza, la furbizia, d'investire da noi con l'obbligo di rimborso. Ci dicono di rimborsare il debito.

    Non è un problema morale. Rimborsare o non rimborsare non è un problema di onore. Il debito non può essere rimborsato perché se noi non paghiamo, i nostri finanziatori non moriranno, siamone sicuri. Invece se paghiamo, saremo noi a morire, ne siamo ugualmente sicuri. Quelli che ci hanno condotto all'indebitamento hanno giocato come al casinò. Finché guadagnavano non c'era nessun problema; ora che perdono al gioco esigono il rimborso. E si parla di crisi. No, non possiamo rimborsare il debito perché non abbiamo di che pagare. Non possiamo rimborsare il debito perché non siamo responsabili del debito. Non possiamo pagare il debito perché, al contrario, gli altri ci devono ciò che le più grandi ricchezze non potranno mai ripagare: il debito del sangue. E' il nostro sangue che è stato versato." Le tensioni in Europa e nel mondo si stanno acuendo. Stiamo andando verso una nuova guerra per riparare quei debiti che non possiamo più pagare?

    "La storia dev'essere un insegnamento. Se noi abbiamo capito che le tensioni sono semplicemente acuite da nemici comuni, sappiamo che i nemici che vogliono sfruttare l'Africa sono gli stessi nemici che vogliono sfruttare l'Europa e sono quelli che vogliono sfruttare i popoli di tutto il mondo. Quindi abbiamo un nemico in comune. Io penso che abbiamo tutti gli elementi per imparare dalla storia e capire che noi abbiamo qualcosa di più grande come obiettivo, l'economia della felicità, distruggere questi monoliti della storia che possono essere controllati dai cittadini e possono essere gestiti a livello democratico, magari attraverso la democrazia diretta. Questi sono dei passaggi importanti e la visione del futuro sarà questa."

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    Tags:
    M5S, BRICS, Carlo Sibilia, Grecia
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