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    La ricodifica delle coscienze e zombi moderni

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    Zinoviev Club, Vladimir Lepekhin
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    Il presidente russo ha recentemente espresso la tesi riguardo l'aspirazione dell'Occidente sulla ricodifica della società russa... Vladimir Lepekhin decodifica il significato e il contenuto del processo di conversione della coscienza nazionale russa.

    "Vediamo che si intraprendono tentativi per ricodificare la società in molti Paesi, anche nel nostro Paese",

    ha dichiarato Putin in un recente incontro con i ricercatori e professori presso il Museo centrale statale di Storia Contemporanea della Russia. Non si tratta solo di parole in occasione dell'incontro. E' un'altra tesi fondamentale del presidente della Federazione Russa derivante dall'emergente nuova ideologia di civiltà in corso oggi nel nostro Paese.

    Vediamo in questo contesto il processo di conversione della coscienza russa affrontato dal nostro Paese negli ultimi cent'anni, dall'alto dell'approccio di civiltà.

    Vladimir Lepekhin, direttore dell'Istituto dell'Unione Economica Eurasiatica, membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale Rossiya Segodnya
    © Sputnik. Vladimir Trefilov
    Vladimir Lepekhin, direttore dell'Istituto dell'Unione Economica Eurasiatica, membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale "Rossiya Segodnya"

    Come è noto, con l'avvento al potere dei bolscevichi in Russia, il Paese ha subito una transcodifica totale, in quanto il nuovo regime si proponeva di sostituire la maggior parte dei valori tradizionali della civiltà russa con nuovi pseudo-civilizzanti. L'Ateismo ha preso il posto dell'Ortodossia, il collettivismo agricolo ha occupato il posto del comunitarismo organico, il sistema a partito unico ha preso il posto del potere imperiale, la società "senza classi" ha sostituito la società gerarchizzata; un Paese tradizionalmente contadino ha preso la strada dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione, i valori culturali secolari sono stati sottoposti alla sovietizzazione e accantonati. E' ovvio che a causa della costruzione artificiale di una società "socialista", per sostituire la forma naturale del popolo russo e i modi di organizzazione di vita, le autorità sovietiche si sono di fatto suicidate.

    In Unione Sovietica la "Perestroika" e poi le successive riforme "liberali" nella Russia post-sovietica sono state accompagnate da processi di civiltà su diversi piani. Una parte significativa delle forze di ispirazione patriottica, come di regola, ha insistito sulla necessità di decodificare la coscienza e lo stile di vita sovietici e di ripristinare nel Paese i valori della Russia Imperiale prerivoluzionaria. Non meno una parte delle forze liberal-democratiche ha adottato una strategia radicalmente diversa: queste forze, volontariamente o involontariamente, hanno promosso (promuovono oggi) tecniche di ricodifica dell'essenza nazionale e dell'identità della Russia, che comportano la sostituzione del modello sovietico di sviluppo della Federazione Russa con un altro filo-occidentale e con il modello sovranazionale, che nei media russi e stranieri viene definito a seconda "euro-americano", "consumistico", "oligarchico", etc.

    Tempi della Perestroika (ricostruzione) in Russia
    © Foto: Courtesy Multimedia Art Museum, Moscow
    Tempi della Perestroika (ricostruzione) in Russia

    Quindi: in forza della conversione della coscienza nazionale e il trasferimento della società russa inizialmente verso uno sperimentale, "comunista" e cosmopolita (internazionale) paradigma di sviluppo, dopo tre generazioni un nuovo radicale mutamento, questa volta verso la sostituzione della civiltà post-sovietica con un nuovo "altro tipo" stile di vita (liberale o neoconservatrice): lo spazio socio-culturale della Russia ha subito shock su larga scala, che hanno infuso e mescolato nella società aspetti di civiltà opposti. Pertanto i processi multi-vettoriali in Russia e nello spazio ex Urss spesso si annullano a vicenda e danno luogo a nuove ondate di emarginazione (emesse per la modernizzazione e l'emancipazione socio-culturale) e contro-ermarginazione per superare il caos di valori e il vuoto legislativo, non tramite il rafforzamento e il miglioramento del sistema giuridico laico e di peculiarità di valori organici e di preferenza per la Russia, ma rafforzando il ruolo delle istituzioni religiose, etniche, delle autorità di mercato e dei gruppi aziendali. Notiamo che il rafforzamento di questi enti avviene principalmente nei segmenti più fragili del tessuo sociale, per esempio, nella famiglia e nelle relazioni interpersonali, così come in altri ambiti della vita umana, che sono tradizionalmente diretti essenzialmente agli orientamenti spirituali e morali, alle norme e ai principi.

    Così oggi bisogna temere non solo l'indottrinamento della società russa orchestrato dall'esterno. In effetti l'Occidente si è prefisso il compito di sradicare la civiltà russa in quanto tale, con il risultato che al suo posto si dovrebbe formare qualcosa fondamentalmente diversa.

    Pavel Rodkin, esperto di branding e comunicazione visiva, dottore di ricerca in storia dell’arte, membro del club Zinoviev MIA “Rossiya Segodnya”
    © Sputnik. Vladimir Trefilov

    Qui serve osservare una serie di circostanze.

    In primo luogo è necessario comprendere che la civiltà occidental-europea da molto tempo non è più europea e nemmeno cristiana. E' ormai una civiltà americanizzata, del "mondo del denaro e dei profitti." Il cristianesimo è diventato una decorazione, niente di più, per inciso lo testimonia la salita sul trono papale in Vaticano del gesuita Francesco I, che svuota il prestigio e l'influenza della Chiesa Cattolica per compiacenza dei nuovi proprietari della Banca del Vaticano. Ma i valori europei con le loro marcate esasperazioni, come per le libertà e i diritti delle minoranze sessuali, e con l'indifferenza rispetto alle morti di centinaia e migliaia di persone innocenti, in particolare dei bambini, per esempio, in Iraq, Siria o Donbass, sono da molto tempo diventati una caricatura.

    In secondo luogo la "ricodificazione della società russa" è un eufemismo. Da quest'anno stiamo assistendo ad una espansione aggressiva dell'Occidente nello spazio del mondo russo a seguito della guerra di civiltà lungo il perimentro del globo euro-americano. Conseguentemente la principale minaccia per la Russia non è solo la prospettiva di perdere alcuni elementi del suo codice culturale, ma la disgregazione e la divisione del Paese tra tre civiltà in competizione: quella occidentale, meridionale ed orientale… Alexander Zinoviev quindici anni fa sul tema aveva scritto: "La tragedia russa non è ancora finita. Viene implementato con successo la seconda fase del progetto antirusso. All'orizzonte c'è la terza fase, che forse può essere la più terrificante: riguarda la presenza dei russi nella storia del genere umano. L'essenza di questa parte del progetto, distorcendo e sottostimando gradualmente il contributo dei russi nella storia dell'umanità, alla fine è fare in modo come se questo grande popolo non fosse mai esitito nel mondo".

    In terzo luogo la leadership russa non ha armi efficaci contro le tecniche di codifica di massa della "società dei consumi". Tuttavia dopo che le autorità "neorusse" non sono riuscite a togliersi i vestiti tradizionali e ad indossare i calzoni europei, è diventato evidente che oggi serve pensare non solo alla necessità di preservare la pace nello spazio del mondo russo, ma anche sviluppare ed attuare una strategia efficace di sviluppo della civiltà nella transizione del Paese.

    Alla luce di questo la società russa oggi deve assolvere almeno 7 compiti di civilizzazione legati con la necessità di:

    — decodifica dell'archetipo sovietico (ateo, statalista, pseudo-collettivista, etc.) e sua liberazione dalla civiltà sovietica ed imperiale con eventuale conservazione di alcuni elementi;

    — frenata e blocco delle ricodifiche, neo-conservatrici e neo-liberiste (pseudo-umanitarie, individualiste, consumiste, cosmopolite, globalizzatrici, anti-ortodosse, ecumeniche, settarie, russofobiche, etc) ed altre simili degli elementi di base del mondo russo;

    — ripristino ed aggiornamento dell'originale archetipo di civiltà russo, sviluppatosi nel corso di migliaia di anni di storia ortodossa;

    — integrazione e interlacciamento organico dell'essenza russo-ortodossa ed europeo-orientale, con le altre entità eurasiatiche nell'ambito dei valori emergenti del mondo antropocentrica russo-eurasiatico;

    — definizione e adozione di alcune nuove caratteristiche, essenze e valori in qualità di base competitiva e di riacquisto dello sviluppo della civiltà russa;

    — assicurazione della crescita quantitativa e qualitativa dei fattori antropologici nazionali attraverso "l'umanizzazione" dell'economia, della politica e di altre sfere della vita sociale, così come l'apporto nella teoria delle posizioni di civiltà che coinvolgono uno studio più attento e su larga scala della prospettiva antropologica e assiologica pertinente;

    — condivisione del fondamento ideologico del futuro eurasiatico transregionale di civiltà come "mondo di persone e di valori" con la Russia come suo nucleo, o come uno dei principali.

    La totalità degli obiettivi sopracitati è il fondamento che riteniamo esprima la formula per la sopravvivenza della "posizione" competitiva della Russia nel mondo globalizzato. Ecco perché le parole di Vladimir Putin sui tentativi dell'Occidente di ricodificare il nostro Paese dovrebbero essere intese non solo come un avvertimento, ma come un'impostazione per la moderna élite russa.

    Purtroppo l'indottrinamento filo-occidentale della popolazione dei Paesi ex sovietici non è cominciato ieri, se le autorità russe avessero capito il senso e la portata di questo processo, a Kiev il colpo di stato dei sostenitori di Bandera forse non sarebbe accaduto. E così la ricodifica dell'archetipo nazionale in Ucraina per l'Occidente ha avuto successo. Di conseguenza continuiamo a ritenere gli ucraini fratelli (di sangue), in quanto ragioniamo nella tradizione dello sguardo originale e sovrano della storia (la maggior parte di quei cittadini ucraini lontana dai 30 anni infatti sono nostri fratelli), ma coloro che sono più giovani di 30 anni sono stati indottrinati dal "mercato", pertanto sono già persi per il mondo russo e sè stessi.

    Una parte significativa della nuova generazione di ucraini ha altri valori, altri punti di riferimento; questa generazione non è russa, non è ortodossa, non e` internazionalista, non è creativa, e, ahimè, non è libera, con tutte le conseguenze che ne derivano. Non è programmata per pensare, creare ed amare, ma per masticare, saltare ed odiare. Naturalmente nessuno dei nostri connazionali che conserva una mente sobria e buona memoria, vorrebbe un futuro di transcodifica per la gioventù russa. A questi infatti sono rivolte le parole del presidente russo. La questione è fino a che punto si è sviluppata la ricodifica filo-occidentale nel nostro Paese.

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    Tags:
    Storia, società, discorso, Club Zinoviev, Russia
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