01:54 25 Settembre 2020
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Papa Francesco ha ufficialmente annunciato che la Chiesa Cattolica è disposta a stabilire una data fissa per la Pasqua, in modo che i cattolici, gli ortodossi e i protestanti possano festeggiare la risurrezione di Cristo nello stesso giorno.

Papa Francesco ha ufficialmente annunciato che la Chiesa Cattolica è disposta a stabilire una data fissa per la Pasqua, in modo che i cattolici, gli ortodossi e i protestanti possano festeggiare la risurrezione di Cristo nello stesso giorno. Vaticanista Andrea Tornielli ha raccontato a Sputnik-Italia dell'importanza di questo gesto ecumenico.

Andrea Tornielli - noto vaticanista, coordinatore del Vatican Insider.
© Foto : Ignatius Press
Andrea Tornielli - noto vaticanista, coordinatore del Vatican Insider.
- Come valuterebbe l'annuncio dato dal Papa sulla disponibilità della Chiesa cattolica a stabilire una data fissa per la Pasqua?

- Io credo che sia un passo possibile per aiutare all'unità tra i cristiani. Non è la prima volta che se ne parla. Una proposta del genere aveva in qualche modo già fatto Paolo VI a suo tempo. Bisogna anche ricordare che questa proposta è stata fatta al Papa copto Boutros II pubblicamente e di questo Papa Francesco ha parlato sia con il Patriarca copto ortodosso Tawadros, sia con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo. Dunque, la proposta di Papa è un rito a farsi che si festeggia allo stesso giorno. Ci sarebbe una grande cosa, soprattutto per quei paesi in Oriente, dove vivono in quartieri vicini cristiani di vari riti e celebrano la Pasqua in momenti diversi. Secondo me, questo è una vera assurdità.

Esiste un'ipotesi abbastanza diffusa che il Pontefice ha deciso di fare questa svolta verso l'est dopo l'incontro con il Presidente russo Vladimir Putin. Condivide questo parere?

—  Non condivido perché Papa non ha fatto altro che ripetere una proposta della quale lui ha in qualche modo già parlato con Bartolomeo e già parlato con Tawadros, per cui non credo che sia dovuto all'incontro con il Presidente Putin con cui il Pontefice ha parlato delle questioni geopolitiche. Si tratta di una mossa esclusivamente religiosa che nasce dai rapporti personali del Papa con i vari esponenti della ortodossia.   

— Come sarà stabilita la nuova data della Pasqua da punto di vista tecnico e burocratico?

- Prima di tutto bisogna trovare un accordo. Ci sono, infatti, tre possibili opzioni: o la Chiesa Cattolica torna al calendario giuliano o le chiese ortodosse assumono il calendario gregoriano, oppure (questa era proposta più condivisa) si sceglie un giorno fisso, la seconda domenica di aprile, per tutte le chiese. Quest'ultima opzione è stata però contrastata dal Patriarcato di Mosca che non intende mettere in discussione le decisioni del Coniclio Vaticano che legava la Pasqua al calendario lunare, mantenendo il calendario giuliano. Quindi, è una questione tutta aperta, tutta da discutere.

— Pensa che un giorno le chiese cristiane decideranno di passare ad un calendario comune per festeggiare anche il Natale insieme?

- Sarebbe molto auspicabile. Il fatto che ognuno nelle proprie chiese con i propri riti festeggerà lo stesso giorno sarebbe un bel segno. E' una cosa che chiedono non i capi, non i vescovi ma che chiedono i fedeli. E' un'esigenza sentita dai fedeli. Quando tutte le chiese cominciano ad ascoltare di più il grido dei fedeli, ci faranno i passi avanti verso l'unità.

— Durante il Suo intervento Bergolio, ricordando i buoni rapporti che aveva a Buenos Aires con la comunità russo-ortodossa argentina ha rivelato che la Chiesa Cattolica "ha avuto comunicazioni con il patriarca Kirill attraverso il suo vescovo incaricato delle relazioni con gli altri cristiani". La proposta del Papa, a Suo avviso, è un preannuncio dello storico e molto atteso incontro fra Francesco e Kirill?

- Non credo che si possa dire così perché comunque per che ci sia questo incontro ci vuole la volontà di tutte le due parti. Il Papa la sua volontà l'ha già data e ha anche espresso la sua disponibilità per un incontro che venga in un terreno neutro: non a Mosca e non a Roma. Bisogna però che ci sia la volontà reciproca. Fino a questo momento non mi sembra che questa volontà sia diventata operativa. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Pasqua, chiesa, Chiesa Cattolica, Andrea Tornielli, Patriarca Kirill, Papa Francesco, Vladimir Putin, Vaticano
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