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    Salvini. Rifondiamo l’Europa da zero

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    Margherita Furlan
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    “Non solo in Grecia, io ritirerei i soldi anche dalle banche italiane, per dare un segnale all’Europa”. Così si è espresso Matteo Salvini, leader della Lega Nord, a La Zanzara su Radio 24, lunedì scorso.

    In un momento in cui il Vecchio Continente sta forse riscrivendo i destini della storia, Sputnik Italia ha intervistato Matteo Salvini per approfondire il suo punto di vista.

     Secondo il noto filologo Luciano Canfora "la Grecia, per moltissimo tempo, è stata posta ai margini della storia d'Europa. Mi riferisco — dice — ai secoli precedenti, cioè fino al pieno ottocento e poi in tempi a noi più vicini, durante la seconda guerra mondiale. L'Italia, ricorda il filologo, ha aggredito la Grecia e, in seguito, la Cia ha alimentato il golpe dei colonnelli. La Grecia è sempre stata trattata per metà come terzo mondo e per metà come nostro subalterno. Ora, all'Unione Europea, che non è uno Stato Federale ma è una moneta, conviene perdere questo 'pezzo'? Gli effetti a catena sarebbero preoccupanti". Seguendo questo interessante excursus storico, come valuta, l'atteggiamento tenuto sinora dall'UE e dal Fmi nei confronti della Grecia? Quello della Grecia è un debito legittimo e come tale da rispettare oppure l'UE potrebbe valutare un condono del debito, cresciuto a dismisura negli ultimi anni, tenuto conto anche degli interessi creditori delle banche tedesche, francesi e, in parte, italiane? E quali sarebbero le conseguenze per l'UE e per l'Italia nel caso di Grexit o di default?

    — Se la Grecia esce dall'euro le conseguenze saranno importanti per tutto il castello di carte costruito dai padroni di Bruxelles. Non so dire se automaticamente crollerà tutto il giorno dopo, ma certamente l'effetto domino sui paesi più in difficoltà sarà inevitabile e, per quanto mi riguarda, sarà benvenuto se serve a rifondare l'Europa da zero.

    Quanto alle cause. Tutti sanno che la Grecia, così come l'Italia, è stata fatta entrare nell'euro truccando i conti pubblici. Un'operazione inspiegabile se ragioniamo con il buon senso dell'amministratore di condominio; se invece si comprende che i fondi del Fmi e dell'UE non sono altro che i nuovi carri armati con cui si schiacciano i popoli, ecco che tutto diventa chiaro.  Evidentemente è un sistema che non può durare.

     La Russia e la Cina sono ora più vicini alla Grecia, che è comunque paese membro della Nato, considerato che Il gas russo passerà per il Turkish Stream e che la Cina ha scelto la Grecia come hub commerciale. Quali mutamenti geopolitici sono in atto?

    — Non ho la sfera di cristallo per predire il futuro, quello che tuttavia appare evidente è che se si esce dalla gabbia dell'euro il risultato non è quell'isolamento internazionale con cui cercano di spaventarci. Al contrario, chi esce dall'euro torna nel mondo. Per questo è urgente ripensare tutto. Con razionalità e senza strappi, prima che sia troppo tardi. Le soluzioni possono essere le più diverse: dall'euro a due velocità, all'introduzione di monete per aree più omogenee.

     In caso di vincita dell'OXI, quale sarà il futuro della Grecia? E viceversa, prevede un regime change, come forse sognano i creditori internazionali della Grecia?

    — Io sono sicuro, purtroppo, che i signori delle banche internazionali non risparmieranno nessun colpo basso per tentare di convincere il popolo greco a tornare il docile gregge quale è stato negli ultimi vent'anni. Se non ci riusciranno e vincerà il fronte del NO all'austerità, spero che a Bruxelles si mettano l'anima in pace e lascino i popoli liberi di filarsi la propria storia senza intromissioni.

     Come valuta l'operato politico di Alexis Tsipras e del governo nel condurre le trattative sul debito?

    — Tsipras sicuramente è un uomo di coraggio, per quanto provenga da una storia politica lontanissima dalla mia. Detto ciò, se la Grecia in questi giorni è precipitata nel caos è anche colpa sua. Mi spiego. In campagna elettorale ha raccontato ai greci che l'euro è una buona moneta e che il problema sta solo nelle politiche di austerità. E' stato un errore madornale. Questo euro è l'austerità. Se l'avesse detto chiaramente e avesse agito di conseguenza con una pianificazione razionale dell'uscita dalla moneta unica, oggi probabilmente i greci non sarebbero in coda al bancomat e non ci sarebbe quel panico che giova solo a chi vuole tenere i popoli sottomessi con la forza del terrore.

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    Unione Europea, Crisi in Grecia, Grexit, Alexis Tsipras, Matteo Salvini, Bruxelles, Grecia, Italia
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