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02:10 16 Luglio 2019
rublo russo

Chi è colpevole?

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Opinioni
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Zinoviev Club, Dmitry Kulikov
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Dmitry Kulikov, membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale “Rossiya Segodnya”, discute sulle metamorfosi della coscienza liberale e sulla politica reale.

Tutta la storia riguardo la caduta del rublo ci ha nuovamente posto la questione del sistema di governo del Paese e della sua efficacia. Come al solito gli attivisti e i commentatori liberali hanno identificato il colpevole: è certamente Vladimir Putin con "il suo sistema."Dal mio punto di vista, discutere se Putin sia "colpevole o non colpevole" è possibile solo in relazione ad una questione: poteva e doveva negli ultimi anni di suo governo riorganizzare radicalmente il sistema creato nel Paese negli anni '90 all'insegna del capitalismo oligarchico di Gaidar&Chubais con la sovrastruttura politica della democrazia simulata di Berezovsky, Gusinsky e Khodorkovsky?

Dmitry Kulikov, produttore e membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale “Rossiya Segodnya”
© Sputnik . Vladimir Trefilov
Dmitry Kulikov, produttore e membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale “Rossiya Segodnya”

Ma cominciamo con la caduta del rublo. Il blocco conservatore ritiene che le colpe della Banca Centrale siano evidenti, in particolare della governatrice Elvira Nabiullina. I conservatori di destra inoltre credono che abbia colpe Putin, dal momento che lui stesso ha nominato la Nabiullina alla guida della Banca Centrale. Vorrei ricordare che intorno a questa nomina a suo tempo ci fu un serio intrigo, in quanto l'alternativa era rappresentata da Sergey Glazyev. Si sollevò uno scandalo mediatico attorno alla sua possibile nomina: da un lato si paventò il crollo immediato del sistema finanziario in caso di sua nomina, dall'altro l'uscita di scena di tutta la squadra liberale dai suoi incarichi (con la certezza del crack finanziario). Contrariamente a Glazyev, la figura della Nabiullina era identificata dai liberali come l'unica capace di garantire la stabilità e di allontanare lo scenario di crisi per il sistema finanziario russo. I liberali hanno letteralmente "forzato" la nomina della Nabiullina, dopodichè gli stessi hanno conferito a lei e al mondo liberale la responsabilità per il crollo del rublo. Alexey Kudrin, importante liberale ed ex ministro "migliore del mondo" di lungo corso delle Finanze, di recente ha detto che l'intera politica della Banca Centrale è giusta, ad eccezione di alcuni errori insignificanti, ma "la nostra dipendenza dagli idrocarburi è la colpa di tutto" e nelle condizioni di caduta dei prezzi del petrolio intervenire diventa impossibile. E' possibile che dopotutto non si sia sbagliato sul nostro sistema di capitalismo. Ma a suo tempo Putin ha fatto la cosa giusta, non nominando Glazyev. Bisogna nominare Glazyev solo se ci sono obiettivi validi e il compito di cambiare il sistema. In caso contrario semplicemente lo si "brucia".

Elvira Nabiullina, presidente della banca centrale della Russia
© Sputnik . Vladimir Fedorenko
Elvira Nabiullina, presidente della banca centrale della Russia

Ora qualche parola sulla dipendenza dagli idrocarburi, che così appassionatamente amano i liberali per giustificare tutti i nostri problemi. Anche in questo caso si tratta di ipocrisia e pura menzogna. Il padre della dipendenza dagli idrocarburi non è altro che Gaidar insieme alla sua cerchia di economisti e riformatori liberali. Nella loro concezione la spesa pubblica per la difesa, i servizi sociali e la cultura sono voci di costo improduttive. Serve ridurle (meglio con la popolazione), in modo che i ricavi delle risorse bastino per assicurare il buon processo di loro produzione e trasporto. Tutto è chiaro: come possiamo integrarci nel cosiddetto sistema economico globale e nella divisione del lavoro?

Sergey Glazyev, economista, consigliere del presidente russo per l'integrazione economica
Sergey Glazyev, economista, consigliere del presidente russo per l'integrazione economica

C'è solo un modo, ovvero come fornitore di risorse. Questo è il nostro processo economico di base. Quindi serve renderlo redditizio, ma meglio ancora super redditizio. Una parte è costituita da spese inutili. Per raggiungere al massimo la redditività, si possono vendere questi asset energetici all'Occidente: questo viene definito con grande entusiasmo "fare cassa". Questo concetto rimane essenzialmente valido oggi. Non è sorprendente che negli ultimi 20 anni il blocco liberale non abbia proposto alcun progetto di sviluppo nei settori minerari e con particolare cura abbia distrutto ogni tentativo non solo di realizzare, ma anche di sviluppare tali progetti. In qualità di ministro delle Finanze per 11 anni, Kudrin non ha fatto nulla in questa direzione. Abbiamo nel governo il ministero dello Sviluppo Economico. E' stato diretto da Gref, dalla Nabiullina ed ora da Ulyukayev. Tutti liberali che a parole maledicono la nostra dipendenza dal petrolio e dal gas. Nel corso degli ultimi 12 anni si possono identificare progetti e piani del ministero dello Sviluppo Economico volti a superare il principale male della nostra economia, ovvero la dipendenza dal petrolio e dal gas? Dopotutto, lo sviluppo economico, per cui è responsabile il ministero di fronte l'opinione pubblica, deve superare questa dipendenza. I nostri liberali non si preparano a superarla. Inoltre se inizieranno a superarla, si sconfesseranno da soli.

La Russia serve al moderno capitalismo mondiale come pura fonte di risorse e nulla di più e i nostri liberali sono stati a lungo un ingranaggio di questo capitalismo globale. Pertanto è necessario sedersi e "non sprofondare." Al padrone del mondo serve che garantiamo tranquillamente e regolarmente le forniture di risorse e non dobbiamo immischiarci in nessun altro affare. Se ci intrometteremo in qualcosa, saremo puniti e ci potranno togliere persino il nostro ruolo di gregario nel pompaggio delle risorse. Tutte le mantri liberali della nostra dipendenza dalle materie prime dovrebbero essere intese come un promemoria di ciò che serve sapere sul nostro posto nel sistema mondiale. Siamo solo un Paese di materie prime arretrato e quasi deindustrializzato, le nostre opportunità sono estremamente limitate, quindi non cerchiamo di tirar fuori le idee più assurde e "facciamo il passo secondo la gamba." Tra l'altro gli altri Paesi produttori di materie prime non possono essere così numerosi. Nel lungo periodo devono rimanere 5-10 Paesi. Ciò aumenterà la redditività dell'estrazione delle risorse e minimizzerà le possibilità di cambiare lo stato del sistema globale. Si può dire dei liberali che sono dei paladini della "realtà", in quanto ad un Paese arretrato non è consentito avere ambizioni, dal momento che in caso contrario si indurrà il padrone globale ad accettare la decisione riguardo la necessità di disgregazione del Paese. Nessuno del blocco liberale ha mai voluto combattere contro l'economia delle materie prime, dal momento che era lo scopo delle loro attività e il metodo di integrazione nel "mondo civilizzato". Pertanto la domanda riguardo a chi appartenga la colpa per la caduta del rublo ha una risposta semplice per i liberali: il petrolio, perché siamo "un Paese sottosviluppato e arretrato" e questo è il nostro posto nel mondo, mentre Putin, che ha perso il senso della realtà (ha "dimenticato" che siamo un Paese sottosviluppato ed arretrato) ha provocato le ire (le cosiddette sanzioni) del sistema mondiale sulla divisione del lavoro e del suo padrone nelle vesti degli Stati Uniti.

Piattaforma petrolifera Prirazlomnaya, Russia
© Sputnik . Alexei Danichev
Piattaforma petrolifera Prirazlomnaya, Russia

L'altro nostro prominente liberale Khodorkovsky è il principale "combattente contro il sistema autoritario di Putin." Vorrei ricordare che non è Putin ad aver creato questo sistema. Proprio i nostri liberali hanno distrutto il parlamentarismo in Russia dopo averlo letteralmente giustiziato nel 1993. L'attuale Costituzione. con poteri monarchici del presidente. l'hanno scritta i nostri liberali e gli oligarchi negli anni '90. Erano in procinto di usare questi poteri per manipolare qualsiasi persona nei panni del presidente. La Costituzione è stata approvata nel 1994 e l'hanno sfruttata già nelle successive elezioni.

Khodorkovsky, come gli altri oligarchi, ha accumulato le sue fortune a spese della corruzione politica e del ricatto alle autorità. Intendo le aste truccate, con cui Eltsin ringraziava gli oligarchi per la sua rielezione. Questa situazione non ha nulla a che fare con il diritto. Eltsin è stato pagato per il sostegno e la lealtà. A proposito la natura "legale" di acquisizione degli asset da parte di Khodorkovsky, Berezovsky, Gusinsky è la stessa delle loro perdite. A loro hanno dato questi beni quasi in regalo per la lealtà e il sostegno alle autorità e allo stesso modo quest'ultime li hanno portati via da loro, perché mancava tale lealtà e per i tentativi di lotta con il potere anzichè sostenerlo. Pertanto tutte le grida di dolore dei nostri oligarchi sono da un punto di vista giuridico ridicole. Ricorda la commedia sovietica cult "Prigioniera caucasica". Proprio la scena di vendetta nella casa del compagno Saakhov, quando in risposta alla minaccia di Shurik "Siamo qui per giudicarla secondo la legge delle montagne", timidamente aveva cercato di controbattere: "Chiedo di essere giudicato secondo la legge sovietica." Il contro-argomento di Shurik era irresistibile nella sua vera essenza legale: "L'hai rapita secondo le leggi sovietiche?".

L'attuale sistema di democrazia basato sulla simulazione non è un'invenzione di Putin. Le proteste di Bolotnaya Ploshchad non erano probabilmente dirette contro le elezioni disoneste. Per il fatto che le elezioni più disoneste della nostra storia recente sono state quelle dell'elezione dello stesso Eltsin nel 1996. Allora nessuno aveva protestato. Perchè protestare se il padrone globale nelle vesti degli Stati Uniti aveva approvato i risultati delle elezioni? Nel nostro mondo moderno le proteste contro il governo hanno possibilità di successo solo in un caso: se sono vantaggiose e appoggiate dagli americani. Queste elezioni sono state per il sistema politico russo il modello di manipolazione della coscienza di massa attraverso i media e il modello di finanziamento non trasparente e di brogli nel voto e nello spoglio delle schede. Sotto Putin, tutte queste componenti sono in calo e sicuramente non superano l'alto livello raggiunto nel 1996.

Un Parlamento controllato e "a disposizione" era stato creato dallo stesso Khodorkovsky nel 2003, comprandosi in nero i deputati di ogni schieramento, dal Partito Comunista ai liberali di Yabloko. Pertanto il nostro sistema economico-nazionale e politico nella sua genesi non è putiniano, al massimo non è altro che liberal-democratico, sviluppatosi nei "ruggenti anni '90". Quindi di fatto i nostri liberali non sono in lotta con il sistema, ma con Putin. Secondo loro, il sistema lo hanno creato legittimamente, tuttavia è finita al posto di comando "la persona sbagliata".

Putin non ha cambiato il sistema. Dopo aver preso il potere, ha rafforzato per quanto possibile, senza conflitti globali, il controllo su di esso e lo ha utilizzato il più possibile per conseguire obiettivi delicati e fondamentali:

1) respingere gli oligarchi dal potere ed impedire loro di influenzarlo direttamente

2) rimuovere la minaccia incombente di disgregazione a scapito dell'influenza dei governatori regionali

3) ripristinare la difesa del Paese riproducendo lo scudo nucleare strategico

4) fermare o almeno rallentare il degrado delle strutture sociali e civili (istruzione, sanità, cultura, edilizia).

Mikhail Gorbaciov, politico sovietico, l'unico presidente dell'URSS
© Sputnik .
Mikhail Gorbaciov, politico sovietico, l'unico presidente dell'URSS

Alla fine degli anni '90 l'oligarchia si è resa conto che il potere può non essere mantenuto. Li cacceranno via. Serve un nuovo presidente al posto dell'ubriacone Eltsin, giovane, energico e di idee popolari moderate. Putin era stato concepito come un progetto necessario per mantenere il potere degli oligarchi. Sorprendentemente Putin è stato per gli oligarchi quello che Gorbaciov è stato per il PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica), ovvero l'esatto contrario. Anche Gorbaciov era un progetto pensato per salvaguardare la nomenclatura. Nessuno pensava che sarebbe stato così stupido e che avrebbe davvero distrutto il Paese. Nessuno degli oligarchi e della classe dirigente liberale della fine degli anni '90 pensava che Putin sarebbe stato così intelligente e furbo da batterli fermando il degrado e la distruzione del Paese. Putin era una spia di professione, non Don Chisciotte, pertanto in tutti questi anni ha agito con molta attenzione e cautela. Ha cercato di non essere sostituito ed accuratamente ha evitato eventuali azioni radicali che avrebbero potuto davvero spaccare il Paese in un conflitto civile o creare le premesse per un colpo di stato sostenuto dall'esterno. Ha preso le decisioni solo quando erano irrevocabili, in quanto una decisione prematura non è affatto meglio di una presa con ritardo, ma molto spesso peggiore. Sapeva che prima di riorganizzazione il sistema, era necessario rispondere alla domanda: quali sono le possibilità di successo nelle attuali circostanze? Se le probabilità non sono alte, è necessario modificare il contesto. Mi sembra che in tutti questi anni Putin si sia impegnato nella creazione delle condizioni per cui questo cambiamento del sistema politico ed economico risulti possibile, dopo che si è sviluppato negli anni '90 come conseguenza del progetto liberale occidentale. Questo cambiamento consentirà di aumentare piuttosto che diminuire le possibilità della Russia per la sua sopravvivenza storica. Perché la posta in gioco è davvero alta: la sopravvivenza e la conservazione del Paese. Mi sembra che in tutti questi anni Putin abbia agito adeguatamente nelle condizioni dell'attuale situazione storica prevalente.

Oggi le possibilità del capitalismo selvaggio russo e della democrazia controllata per le decisioni della sopravvivenza e della conservazione del Paese sono ormai esaurite. Non si può più operare e non si può più spremere le risorse per un cambiamento positivo. C'è bisogno di un cambiamento del sistema e lo stato attuale della situazione è in rapida evoluzione. Le decisioni adottate da Putin sulla Crimea e sul Donbass in rivolta (in termini di gestione globale) rientrano nel quadro di quelle accettabili per un "Paese arretrato e di materie prime." La Russia ha espresso il proprio dissenso con questo ruolo. Il discorso di Valdai è il disegno politico a questa azione: ciò significa che ora dobbiamo rispettare le ambizioni rivelate e siamo obbligati a riorganizzare il nostro sistema economico-politico.

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Società, Economia, geopolitica, Rublo, Democrazia, Club Zinoviev, Mikhail Gorbachev, Vladimir Putin, Russia
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