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21:42 23 Agosto 2019
Piazza Maidan a Kiev, Ucraina, 2014.

Dopo Maidan il giornalismo in Ucraina è morto

© Sputnik . Andrei Stenin
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Eliseo Bertolasi
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È passato oltre un anno dalla manifestazione di Maidan. Sono arrivati a deporre Janukovich, il presidente da loro democraticamente eletto. Ma qual è stato il risultato, almeno dal punto di vista di quella libertà da loro tanto ambita?

Elena Boiko
© Foto : fornita da Elena Boiko
Elena Boiko
Eliseo Bertolasi ne ha parlato con Elena Bojko, giornalista di Lvov, città feudo del nazionalismo ucraino.     

— Come La devo presentare ai lettori di Sputnik? Per quale giornale lavora?

— Sono redattore dell'agenzia d'investigazione giornalistica "Galitskij Jastreb" (Falco galiziano). Sono originaria di Lvov, sono di etnia polacca. I miei antenati hanno vissuto su questa terra dal 1759. Sono nel giornalismo dal 1987, all'inizio sui giornali: "Il Corriere della Polizia", "Il Momento della verità", "Il municipio", "La Posta del sabato",  "Argomento". Dal 2011 in TV come redattore di programmi. Nel 2011 ho registrato l'organizzazione sociale "Galitskij Jastreb" e l'omonima agenzia d'investigazione giornalistica.

— Com'è il lavoro del giornalista nell'Ucraina di oggi?

— Il giornalismo in Ucraina, dopo Maidan, è morto. Ci sono solo ordini! Tutti coloro che lavorano nei mass media eseguono le direttive dei loro proprietari, altrimenti volano in strada senza lavoro. Ogni proprietario dei vari mezzi di comunicazione determina la sua politica redazionale. Nessuno si preoccupa della verità. Servono temi "scottanti", è necessario per soddisfare il consumatore. Consumatori di menzogne!

— Che cos'è "la libertà" oggi in Ucraina? Non avete paura?

— Niente di ciò possa significare "libertà di parola" esiste oggi in Ucraina, questo è fuori questione. Coloro che oggettivamente fanno chiarezza sugli eventi, sono o imprigionati o uccisi. Esempio: Ruslan Kotsaba, Oles' Buzina. Oggi, in Ucraina, il giornalista è uno schiavo, un lavoratore mercenario, una merce. O scrive ciò che gli viene ordinato o finisce in strada. Esempio: Maksim Ravreba. L'ordine segreto del potere: non assumerlo, non prendere il suo materiale.

— Cosa dicono i Suoi colleghi riguardo alla situazione?

— I miei colleghi? Il 90% sono diventati "la voce a pagamento" della "giunta". Mentono per la paga. Ci sono rare eccezioni, come Yurij Kot, Maksim Ravreba, Elena Bondarenko, Armen Martirosjan,  costretti però a lasciare l'Ucraina. La loro vita è minacciata da un pericolo reale!

— Ci sono giornalisti indipendenti?

— Giornalisti indipendenti — ce ne sono! 3 — 4 in ciascuna regione dell'Ucraina. Ci sono blogger e stringer, grazie ai quali il mondo può apprendere la verità sugli eventi in Ucraina.

-Che cosa dice la gente riguardo alla guerra?

— Nessuno in Ucraina vuole la guerra. Persino i più duri nazionalisti non vogliono morire! Non è un segreto che la forza trainante del Maidan erano i galiziani. Soprattutto balzando sbraitando a gran voce. e per primi hanno afferrato la mobilitazione. Morire nel Donbass per la gloria di Poroshenko — nessuno si straccia le vesti!

— Qual è la sua opinione su questa guerra?

—  Ritengo che l'ATO (Operazione Anti Terrorismo) sia stata solo il pretesto. In quel momento una parte del territorio del Donbass, effettivamente, era già stata venduta a compagnie americane per la produzione di gas di scisto. Bisognava "ripulire" la zona dalla popolazione per evitare disturbi e proteste. Slavjansk era un'abituale ordinaria cittadina. Nessuno in Ucraina occidentale, prima della guerra, conosceva il suo nome! Slavjansk è diventata il primo "punto caldo" (della guerra), proprio perché situata su enormi giacimenti di risorse! Poi è stato necessario continuare la guerra per "nascondere il cadavere". La quantità di dispersi è oltre ogni limite! Poi, in pratica, ci siamo convinti che la guerra è il business più redditizio! E ci siamo gettati sopra per guadagnare. Perciò, per fermare la guerra, nessuno si spezzerà.

Distruzione nel Donbass
© Foto : Eliseo Bertolasi
Distruzione nel Donbass
— Qual è l'atteggiamento della popolazione dell'Ucraina occidentale riguardo all'uccisione degli abitanti del Donbass? Provano odio o indifferenza?

—  Gli ultra nazionalisti ucraini incoraggiano l'assassinio nel Donbass, gli ucraini sono contro la guerra. Di ultra nazionalisti in Galizia ce ne sono molti. I loro antenati appartenevano alle classi inferiori che il potere comunista liberò dalla schiavitù. Oggi, come riconoscenza, i nipoti dei liberati dalla schiavitù distruggono tutto ciò che è associato al Partito Comunista, compreso la guerra in corso contro i monumenti.

— Quali sono, secondo il Suo parere, le prospettive di risoluzione del conflitto nel Donbass?

— Il conflitto nel Donbass (in confronto) sono fiori, ci sarà un conflitto in Galizia. La mia opinione? La federalizzazione. Stiamo imparando tutto dall'America? Allora forza! Là, ogni stato ha le sue leggi, il suo potere. A noi questo va bene! In caso contrario l'Ucraina scomparirà.

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Tags:
Giornalismo, Maidan, Donbass
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