21:03 13 Aprile 2021
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Terrorismo internazionale, scontro di civiltà e estremismo religioso sono realtà gravemente attuali. Come prevenire questi fenomeni e lottare contro la violenza senza intaccare la varietà di culture religiose?

La dichiarazione finale e` stata elaborata di recente nella capitale del Kazakistan in occasione della seconda conferenza delle forze di opposizione siriana (la cosiddetta “Astana-2”).
© Sputnik . Sergey Pyatakov
La dichiarazione finale e` stata elaborata di recente nella capitale del Kazakistan in occasione della seconda conferenza delle forze di opposizione siriana (la cosiddetta “Astana-2”).
Se ne è parlato al convegno, tenutosi alla Camera dei Deputati a metà giugno, "Contro terrorismo ed estremismo. Risultati e prospettive del Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali in Kazakhstan", organizzato dall'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) e dall'Ambasciata del Kazakhstan in Italia. Tra i protagonisti del convegno Andrian Yelemessov, Ambasciatore in Italia del Kazakhstan, che ha sottolineato come il suo Paese rappresenti un vero laboratorio di convivenza con più di 100 etnie e 40 confessioni.

Durante l'evento nel susseguirsi di relazioni spiccava il tema del dialogo tra culture e religioni, inteso non come fine o scopo, bensì come mezzo.

Il Presidente dell'IsAG, Tiberio Graziani ha spiegato a Sputnik Italia l'importanza dell'evento:

Il convegno, organizzato dall'Istituto che ho l'onore di presiedere, in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica del Kazakhstan in Italia, ha il principale scopo di fornire un esempio valido e praticabile di convivenza civile tra diverse etnie aderenti a diverse religioni, che il governo di Astana ha messo in campo ormai da tempo. Inoltre, il convegno si propone di discutere la complessità delle società contemporanee nel quadro dei processi di globalizzazione che hanno improvvisamente implementato l'incontro tra popolazioni di diversa civiltà ed etnia.

— Si dà abbastanza importanza oggi al dialogo interreligioso a suo avviso?

— Oggi c'è una grande attenzione del mondo politico internazionale riguardo al tema del dialogo interreligioso e, più in generale, riguardo al dialogo di Civiltà. Ne è prova il fatto che ogni anno si contano decine e decine di convegni internazionali dedicati a questo argomento, organizzati e promossi in ogni parte del pianeta sia da istituzioni governative, sia da organizzazioni della cosiddetta società civile.

Occorre tuttavia considerare che tale attenzione è spesso gravata da una sorta di retorica che ne sminuisce, per così dire, l'efficacia ai fini della condivisione di un pacchetto di best practices atte a individuare una opportuna prassi per una soddisfacente risoluzione delle crisi internazionali determinate dalle tensioni interreligiose.

Era presente al convegno anche l'Onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord, che ha gentilmente risposto alle domande di Sputnik Italia.

— Qual è la vostra linea politica in materia di terrorismo?

— Noi pensiamo che contro il terrorismo, sopratutto di matrice islamica, vadano coinvolti tutti i Paesi che abbiano una visione e una cultura di riferimento analoghe alle nostre. Parlo anche di tutti i Paesi dell'Est, che gravitano attorno alla Russia e che sono utili nella lotta al terrorismo.

— Qual è il ruolo della Russia in questa lotta?

— Il ruolo della Russia sarebbe proprio quello di collaborare con tutto il resto d'Europa per arginare la minaccia dell'Isis. Oggi questo non viene fatto, perché evidentemente ci sono interessi d'Oltreoceano che non vogliono un coinvolgimento della Russia in questa lotta, cosa assolutamente sbagliata.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Globalizzazione, Dialogo, Religione, Terrorismo, IsAG, Kazakistan, Italia
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