03:46 31 Ottobre 2020
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Con la sua enciclica “Laudato sì” Papa Francesco ha aperto le ostilità contro il potentissimo “Partito del Carbonio”.

Un partito quasi onnipotente, visto che è l'espressione di quelli che Paul Krugman, premio Nobel per l'economia, definì i "padroni universali", quelli che stanno portando il nostro pianeta alla catastrofe ecologica e sociale.

Ma, tra le molte novità di questo Papa, e di questa enciclica, c'è il fatto che in essa prevale la preoccupazione e l'allarme. Non solo. E' un appello piuttosto drammatico ai popoli dell'Occidente affinché rinuncino, almeno in parte, alle loro pretese di dominazione e di conquista. Poiché è ben vero che il contenuto dell'enciclica concerne in primo luogo la gigantesca tematica dei cambiamenti climatici in corso, per mano dell'Uomo, ma è altrettanto evidente che il Papa (e la commissione vaticana Justitia et Pax  che è stata la sede dell'elaborazione del testo) hanno ben presenti tutte le implicazioni sociali, politiche, oltre che strategiche, che il problema comporta.

Non vi potrà, ad esempio, essere pace nel mondo se non vi sarà uno sforzo congiunto degli stati e dei popoli per fare fronte alle conseguenze che si stanno già vedendo in caso non si riesca a fermare il riscaldamento climatico alla superficie del nostro pianeta.

Lo stabilimento a Parigi da anni inquina ambiente. Basterà un po’ di “economia verde”, o di “sviluppo sostenibile” per scongiurare la catastrofe?
© Foto : JOEL SAGET
Lo stabilimento a Parigi da anni inquina ambiente. Basterà un po’ di “economia verde”, o di “sviluppo sostenibile” per scongiurare la catastrofe?

Invece si va al Summit mondiale di Parigi, all'inizio del prossimo dicembre, con ben poche speranze di un accordo verso una drastica riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Il Papa sembra prendere atto della prevalenza di ottimismi infondati, di facciata, ai piani alti del potere. Dove si pensa che le cose si aggiusteranno da sé, e che basterà un po' di "economia verde", o di "sviluppo sostenibile" per scongiurare la catastrofe.

Si vedano in proposito le conclusioni del recente G-7 tedesco, che hanno accettato il limite massimo di un aumento della temperatura ai 2 gradi centigradi. Tra gli applausi della stampa europea (assai meno di quella americana), si è salutato il riconoscimento dell'esistenza del problema da parte di quelle che, ancora per poco, sono le massime potenze industriali del mondo. Ma si è ignorato che il giudizio degli esperti (per esempio di quelli che si sono riuniti recentemente a Roma nel symposium promosso dalla Fondazione Italiani e dal New Policy Forum), che ritengono che 2 gradi centigradi siano non il confine tra la sicurezza tranquillizzante e il disastro, ma tra il disastro inevitabile e l'inenarrabile successione di sconvolgimenti planetari che sfuggiranno al controllo della comunità umana.

Il fatto è che le emissioni di Co2 e di metano stanno crescendo vertiginosamente. Proclamare intenzioni, per quanto lodevoli, non basta. E i fatti dimostrano il contrario. Mentre i tempi che avvicinano l'ecosistema al collasso si accelerano ben oltre le previsioni già molto gravi che vennero formulate appena quindici anni fa.

L'enciclica — che prende il titolo dalle primissime parole del "Cantico dei Cantici" di San Francesco — non fissa linee di demarcazione (e non avrebbe potuto farlo). Ma è chiarissima nella denuncia della insostenibilità dell'attuale sviluppo, della violenza che il capitalismo finanziario impone agli  uomini e alla natura, della necessità assoluta non di un freno a questo sviluppo ma di una vera e propria inversione di marcia, materiale e concettuale, cioè spirituale.

I vulcani sono pure il fattore per via di quale non si riesca a fermare il riscaldamento climatico alla superficie del nostro pianeta
© AP Photo / U.S. Geological Survey
I vulcani sono pure il fattore per via di quale non si riesca a fermare il riscaldamento climatico alla superficie del nostro pianeta.

Il Partito del Carbonio proprio questo non vuole. E inventa ogni trucco ingegneristico per impedire che a questa inversione di marcia si giunga.  Le grandi concentrazioni bancarie e industriali si rendono conto perfettamente che occorrerebbe una gigantesca opera di riconversione energetica e strutturale, che a sua volta modificherebbe i rapporti di forza politici in ogni area del mondo. E faranno di tutto per impedire il cambiamento. Da Kyoto in avanti ci sono riuscite.

Il Papa andrà presto a Washington tra le polemiche più aspre. In effetti il Senato statunitense è il nemico principale di ogni accordo in materia. La cattedrale americana della demenza sviluppista — i moderni  "mercanti del Tempio" — contesta addirittura al Papa di Roma il diritto di esprimersi sui loro propri dogmi sviluppisti. Il primo a farsi avanti, sostenuto dai principali media USA, è stato Jeb Bush, il candidato più in vista della destra alla futura presidenza degli Stati Uniti.

Ma questa enciclica farà sicuramente il giro del mondo. E' un'arma potente che Francesco mette nelle mani dei più poveri e più deboli. Sarà utile, soprattutto per loro, studiarla e farne uso.

 

 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Ambiente, enciclica, Protocollo di Kyoto, Papa Francesco, Vaticano, USA
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