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    Il vento dell’indipendenza soffia sulla regione Veneto

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    Eliseo Bertolasi
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    Le elezioni amministrative del 31 maggio 2015 hanno visto, nella regione Veneto, il trionfo del Partito Lega Nord con la riconferma a governatore di Luca Zaia. Un risultato che mostra il desiderio di gran parte dei veneti di una maggior autonomia da Roma.

    Nella compagine vincitrice, con la Lega Nord, c'è anche chi aspira a una concreta indipendenza del Veneto. Per far maggior chiarezza su tale spinta secessionista, Eliseo Bertolasi per Sputnik ha intervistato Palmarino Zoccatelli presidente del Comitato Veneto Indipendente. 

    Palmarino Zoccatelli, Eliseo Bertolasi
    © Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
    Palmarino Zoccatelli, Eliseo Bertolasi

    -Sig. Palmarino Zoccatelli, Lei è il presidente del Comitato Veneto Indipendente. Ci può descrivere brevemente questo movimento?

    -Si, il Comitato Veneto Indipendente nasce nel marzo 2014 mettendo assieme persone appartenenti a vari movimenti e associazioni, sia di natura culturale che politica e  sindacale; molti fanno riferimento alla Lega Nord come ad esempio l'On. Lorenzo Fontana parlamentare europeo e anche il sottoscritto, altri fanno riferimento a movimenti indipendentisti e culturali diversi, tutti accomunati da un unico obiettivo: l'indipendenza del Veneto.

    -Quali sono i vostri obiettivi politici? 

    -"Tornare padroni a casa nostra", se si può usare uno slogan, riprenderci la nostra storia e libertà, sottratteci illegittimamente con un plebiscito truffa nel 1866, sotto occupazione militare dei Savoia e in violazione degli accordi internazionali tra Austria e Francia. Per fare questo chiediamo un nuovo referendum, con tutte le garanzie di segretezza del voto e di libertà di espressione che garantiscono le votazioni moderne.

    -Veneto indipendente, perché?

    -Perché il Veneto vanta una storia millenaria e gloriosa d'indipendenza: la Repubblica di Venezia o Repubblica di San Marco (detta anche Serenissima), alla quale fu posto fine con atti illegittimi e violenti, quali l'occupazione militare francese del Bonaparte prima (1797) e l'aggressione militare del neonato Regno d'Italia dei Savoia poi (1848 — 1866).  Ma anche per ripristinare uno Stato che rispetti i valori morali e spirituali della nostra storia e tradizione, i valori cristiani, non come quello attuale che li calpesta sistematicamente imponendo il relativismo morale e la dittatura omosessualista.

    -Quali sono le vostre posizioni su questioni come il fisco e l'immigrazione?

    -Per noi un livello di tassazione legittimo non dovrebbe superare il 15, massimo 20% del reddito prodotto da un'impresa o da un cittadino, oltre questo limite diventa furto legalizzato e oggi siamo oltre il 60% e in un regime fiscale tra i peggiori al mondo. 

    Quanto al tema dell'immigrazione, siamo fortemente contrari, come del resto la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, alla politica dell'attuale governo, che sta favorendo una vera e propria invasione del nostro Paese, invasione probabilmente voluta proprio per scardinare quelle regioni come il Veneto che ancora hanno una forte identità culturale e di popolo, ma anche per compiacere le politiche mondialiste dell'attuale padrone  dell'Italia, gli U.S.A. di Barak Obama.

    -In Russia la parola "patriottismo" è carica di valori. Qual è il vostro significato di "patriottismo"?

    -Anche per noi è carica di valori, perché la parola "patria" significa "terra dei padri" e i nostri padri sono appunto quelli dell'antica e gloriosa Repubblica di Venezia, che diedero il loro sangue per difenderci nel corso dei secoli. La nostra patria vera è quella, non quella artificiale attuale.

    Bandiera Comitato Veneto indipendente
    © Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
    Bandiera Comitato Veneto indipendente

    -La costituzione italiana non prevede la separazione delle regioni. Concretamente come si arriverà alla separazione dall'Italia?

    -L'attuale Costituzione va forzata, del resto, lo stesso Stato italiano è nato da atti di forza contro i precedenti ordinamenti di Stati ben più antichi e legittimi.

    Si arriverà tramite un referendum, libero e regolare, come quello già previsto da una legge approvata dalle Regione del Veneto nel 2014, la legge n° 16. 

    Lo Stato italiano tenterà certamente di ostacolare la celebrazione di questo legittimo referendum, ma non potrà negare un diritto che ha già riconosciuto all'estero ad altri popoli come ad esempio quello del Kosovo o quello scozzese.

    Sarà poi fondamentale avere appoggi e sostegni internazionali e in questo senso tutti noi guardiamo con molta fiducia alla Federazione Russa e al suo Presidente Vladimir Putin, che riflettono molto il nostro modo di vedere.

    -Alle ultime elezioni regionali la Lega ha stravinto in Veneto. Qual è il vostro rapporto con la Lega?

    -In Veneto è un rapporto molto costruttivo e di collaborazione, che ci vede uniti da questo comune obiettivo: attuare il referendum per l'indipendenza del Veneto previsto dalla legge 16, legge voluta e votata da tutti i consiglieri regionali della Lega. Oggi con una Lega più forte e un Presidente Zaia più forte, l'obiettivo del referendum è più a portata di mano, così speriamo tutti e per questo ci battiamo tutti.

    -Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, sta trasformando il suo partito in una forza politica nazionale cercando consensi non solo nelle regioni del Nord, il bacino storico della Lega, ma anche in altre regioni d'Italia.  Di questa "nuova" Lega cosa ne pensa?

    -Premesso che Matteo Salvini ha dato un grande impulso per far approvare in Veneto, nel 2014, la legge 16 sul referendum, organizzando una raccolta firme specifica,  ritengo stia oggi lavorando bene, nella direzione giusta, anche come valori identitari di riferimento, cioè quella di far saltare questo Stato centralista oppressore, che non piace più neppure ai cittadini delle altre regioni d'Italia. Unire il nord e il sud per scardinare l'attuale assetto statalistico corrotto è a mio avviso una strategia giusta, del resto anche al sud e non solo, vi sono sentimenti e movimenti indipendentisti crescenti.

    -Riuscirete a conciliare le vostre istanze indipendentiste con la Lega di Salvini?

    -Certamente si! se riusciremo a far capire che la vera Italia dei popoli non è quella imposta militarmente dal cosiddetto "risorgimento" 150 anni fa, o quella che ci vogliono imporre ancora oggi gli USA e la UE, con occupazione militare NATO, ma quella ante 1861, degli antichi e legittimi Stati (La Repubblica di Venezia, il Granducato di Toscana, di Milano, il Regno delle due Sicilie, lo Stato Pontificio, ecc…) che seppur amministrata sotto entità statali plurime, era unita moralmente, culturalmente, spiritualmente ed economicamente e sapeva unirsi anche militarmente quando doveva difendersi da un nemico esterno, come nel caso dei turchi islamici a Lepanto.

    Oggi potremmo pensare a un'Italia confederazione di Stati che, grosso modo, potrebbero ricalcare gli antichi Stati che si erano formati nel corso della storia dopo la fine dell'Impero Romano.

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    Indipendenza, Secessione, Palmarino Zoccatelli, Matteo Salvini, Italia, Venezia
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