Widgets Magazine
05:27 23 Agosto 2019
soldati ucraini del battaglione Donbass

La guerra in Ucraina vista da un italiano

© AP Photo / Evgeniy Maloletka
Opinioni
URL abbreviato
Marina Tantushyan
0 404

Sembra che in Italia tutti abbiano completamente dimenticato il conflitto ucraino, da qualche mese in tv e sui giornali italiani non si vede più nessun reportage fatto nelle regioni in guerra. La maggior parte dei media locali invece trasmette solo le accuse infondate di Kiev nei confronti della Russia.

Per fortuna ci sono ancora dei giornalisti italiani che vogliono vedere con i propri occhi che cosa sta veramente succedendo in Ucraina in questi giorni. Uno di loro è il corrispondente del Fatto Quotidiano Luca Ribustini che è appena tornato da un viaggio a Kiev e Artyomovsk (Donbass), dove era andato per vedere come il popolo vive questa guerra. Luca Ribustini ha raccontato a Sputnik-Italia la sua esperienza.

- Luca, che cosa ti ha spinto a fare questo viaggio così complesso?

- "Mi ha spinto il desiderio di capire soprattutto il punto di vista non dei governi, ma della popolazione. Con questo viaggio importante ho potuto avere un'impressione molto precisa su cosa pensa la popolazione del Donbass nelle zone controllate dalle forze di Kiev, cosa pensano e come vivono i soldati che ho incontrato".

- E come ti ha accolto la capitale ucraina, Kiev? C'è ancora lo spirito di Euromaidan?

- "No, non ho sentito più questo spirito, anche se naturalmente a Maidan ci sono delle fotografie delle persone morte e cosi via. Kiev è una grande capitale dove si vede un certo benessere. Quando sono arrivato a Kiev, ho subito capito che per comprendere l'Ucraina in questo momento non serve Kiev, ma bisogna andare nelle piccole città e paesi per incontrare la gente. Per questo motivo sono poi andato nel Donbass. In questo momento ho avuto la sensazione, che l'Euromaidan sia rimasto un sogno, che l'Europa sia ancora molto, molto lontana e la guerra faccia ancora tanti morti".

- Come hai trovato invece la regione del Donbass? Gli accordi di Minsk funzionano?

Il Donbass dopo un anno di guerra
© Sputnik . Mikhail Voskresenskiy
Il Donbass dopo un anno di guerra
- "Quello che ho trovato nel Donbass, è una situazione di grande difficoltà e di fatica. Si sono stufati della guerra, si sono stufati dell'Europa, si sono stufati di tutto, vogliono solo la pace e vogliono ricominciare a lavorare e fare quello che facevano prima. Gli stessi soldati, io sono stato in un campo militare, sono stanchi e non ce la fanno più. Comunque la gente reagisce a tutto questo con molta dignità: i bambini continuano ad andare a scuola, i loro genitori cercano di non fargli mancare nulla, le attività produttive a fatica ma continuano ad andare avanti. Loro però si sentono abbandonati dal governo  centrale di Kiev. Per quanto riguarda gli accordi di Minsk, in quei giorni io personalmente non ho sentito nulla, ho visto solo un blindato con una torretta armata e un carro armato, nient'altro".

- Hai detto che hai avuto modo di parlare con la gente comune. Quali sono le loro speranze? Come pensano di uscire da questo lungo conflitto?

"Il sindaco di Artyomovsk, le persone, i rifugiati scappati da Donetsk che ho incontrato, tutti loro mi hanno detto: "a noi della Repubblica popolare di Donetsk e di Lugansk non importa nulla", se la vogliono, la tengano. L'unica cosa che vogliono è la fine di questa guerra e la pace."

- Sei riuscito a trovare la verità sulla guerra civile in Ucraina e ottenere tutte le risposte alle domande che ti ponevi prima del tuo viaggio?

- "E' molto difficile avere tante risposte in un viaggio di 6 giorni. Comunque sono riuscito a capire che c'è una differenza sostanziale tra il governo di Kiev e il resto della popolazione ucraina. Come se fossero due corpi assolutamente estranei. Secondo me, il governo di Kiev sta giocando delle carte che un po' passano sopra la testa delle persone normali che vogliono stare tranquille e vivere la loro vita normalmente. Ho fatto una serie di interviste anche a Kiev dove i giovani mi hanno raccontato che questo governo, che ha un problema geopolitico molto preciso, sta facendo dei giochi che in realtà non riguardano l'Ucraina, ma riguardano un contesto internazionale molto più vasto. A mio avviso, c'è un timore enorme che ci sia uno sviluppo dell'economia ad est. Sono convinto che la proposta che fa la Federazione Russa di consociare diversi paesi tra di loro per uno sviluppo economico che guardi ad est,  è legittima e assolutamente benvenuta, perché ridarebbe un equilibrio al monopolio assoluto degli Stati Uniti. Sono pure certo che la Russia non ha nessun'intenzione di distruggere l'economia, vuole soltanto aprirsi ad altri mercati in un mondo multipolare".

- Pensi di tornarci di nuovo per completare questa ricerca?

Donbass, milizia separatista
© Sputnik . Andrei Stenin
Donbass, milizia separatista
"Io sicuramente tornerò in Ucraina. Mi piacerebbe tornare nel Donbass per avere un quadro completo e vederlo dalla parte dei filorussi. Un viaggio che mi manca. Ho provato a farlo ma purtroppo c'è stato un problema con il visto. A luglio sto programmando di andare a Leopoli, nella terra di Stepan Bandera. Voglio capire e vorrei far capire ai nostri lettori italiani chi è Stepan Bandera, cos'è il nazionalismo ucraino. Vorrei soprattutto capire come i giovani ucraini vivono questo banderismo, secondo me questo è molto importante".  

Correlati:

Autorità di Donetsk denunciano notte di bombardamenti da esercito d'Ucraina
A chi conviene iniziare la terza ondata di guerra in Ucraina?
Tags:
Guerra, Kiev, Donbass
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik