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    Ankara, Turchia

    Esperto: Turchia potrebbe rivedere le sue priorità

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    Il vice premier del governo turco Numan Kurtulmus ha dichiarato che il suo paese non accetterà l’accordo di libero scambio tra USA e UE, se questo documento non terrà conto degli interessi della Turchia.

    Secondo il direttore del Centro di expertise geopolitica Valery Korovin, in questo caso per Ankara non ci sarebbe nessuna conseguenza negativa.

    !-- —>Акции протеста против соглашений о трансатлантической торговле в Европе

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    Turchia non accetterà l'accordo di partenariato transatlantico tra USA e UE (TTIP), se questo accordo non terrà conto degli interessi del paese, ha dichiarato il vice premier del governo turco Numan Kurtulmas. Referendosi a un recente studio, il vice premier ha rilevato che a seguito della firma del documento in questione la Turchia rischia di perdere il 2,5% della sua economia con il conseguente aumento della disoccupazione pari allo 0,4%.

    Ankara insiste inoltre sulla revisione delle condizioni dell'unione doganale con l'UE che obbligano la Turchia ad aprire i suoi mercati a paesi terzi che firmeranno l'accordo sull'area di libero scambio con l'Unione Europea. In precedenza il ministro turco per gli affari dell'Unione Europea, Volkan Bozkir, aveva dichiarato che Turchia potrebbe ritirarsi dall'unione doganale, se il trattato TTIP non terrà conto dei suoi interessi. Secondo Valery Korovin, il malessere dei turchi è fondato.

    "Ankara viene messa in una situazione che la vede totalmente succube dell'UE e con l'unica funzione di consumo. Non sarebbe assolutamente un partenariato, la Turchia verrebbe semplicemente usata per la riesportazione di merci di bassa qualità provenienti dagli USA e dall'Europa. Sta succedendo quello che è già successo l'anno scorso durante il Maidan, quando si è cercato di imporre all'Ucraina l'associazione con l'UE per riesportare le merci europee verso la Russia. Oggi però anche l'Europa si trova nella stessa situazione, perché rischia di diventare un'interfaccia di transito delle merci americane destinate al mercato turco", — ha detto Valery Korovin in un'intervista a Radio Sputnik.

    Per quanto riguarda le conseguenze negative per la Turchia, che ci potrebbero essere se il paese non riesce a risolvere tutti i problemi con l'UE, secondo l'esperto è una finzione.

    "Le conseguenze negative per la Turchia sono un mito. In realtà la Turchia potrebbe rivedere le sue priorità, per esempio ampliando la coperazione con la Russia e con l'Unione economica eurasiatica. Quello che sta succedendo fa capire il vero atteggiamento dell'Occidente nei confronti della Turchia e suggerisce un ripensamento della sua politica. Le nuove priorità aprirebbero al paese vaste possibilità attraverso l'integrazione con le strutture eurasiatiche", — ha rilevato l'esperto, indicando che in questo momento la Turchia si trova al bivio.

    "È uno stato sovrano con una storia secolare, con il passato di Impero e con il suo orgoglio nazionale. Rispetto ad altri paesi, per la Turchia sarebbe molto più facile ritirarsi dalle strutture dell'UE. La svolta in direzione dello spazio economico eurasiatico aprirebbe la prospettiva di una crescita che sicuramente permetterebbe di recuperare tutte le perdite e fare molto di più. Si tratta di una scelta strategica, di priorità globali che giocano contro l'UE che  in questo momento "sta facendo acqua" da tutte le parti", — ha detto Valery Korovin.

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