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    Emergenza immigrazione: all’Italia manca coraggio politico

    © REUTERS/ Antonio Parrinello
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    Tatiana Santi
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    La Commissione europea da il via libera all’agenda sull’immigrazione della Mogherini, che esulta parlando di “risposta europea”.

    A parte il fatto che l'Europa non vuole prendersi questi immigrati, perché l'Italia dovrebbe chiedere il permesso all'Europa o all'Onu per fare quello che gli interessi nazionali le impongono? Nell'emergenza immigrazione all'Italia manca coraggio politico.

    Gianandrea Gaiani
    © Foto: fornita da Gianandrea Gaiani
    Gianandrea Gaiani
    Che cosa si può fare per bloccare i flussi migratori, le stragi in mare e il finanziamento degli scafisti criminali? Un'idea ce l'avrebbe Gianandrea Gaiani, analista militare, direttore di "Analisi Difesa", che ha gentilmente rilasciato un'intervista a Sputnik Italia.

    - Che soluzioni vede per bloccare il flusso di  immigrati verso l'Europa?

    - C'è solo una soluzione che è efficace, perché va a colpire direttamente il portafoglio: i respingimenti assistiti. Non il blocco navale di cui parla la Lega Nord, a noi non interessa che dal porto di Tripoli entri o esca una nave commerciale. A noi dovrebbe interessare fermare i barconi dei migranti.

    Come? Mettere le navi da guerra a due miglia dalla costa, fermare i barconi nel momento in cui salpano dalle spiagge o dai porticcioli, bisogna fermarli dopo due miglia, quando i migranti non sono stremati da giorni e giorni di navigazione, quando nessuno ha rischiato di affogare. Vanno portati in salvo su navi per operazioni anfibie di cui disponiamo, c'è anche la Bulwark britannica. Su queste navi si fanno le identificazioni delle persone e con i mezzi da sbarco si riportano sulla costa libica, ovviamente assicurando cure a chi dovesse averne bisogno e mettendo in sicurezza un tratto di spiaggia dove con scorta militare potremmo risbarcare gli immigrati. I barconi poi senza immigrati a bordo vanno fatti affondare perché non possano essere riutilizzati. Questo lo potremmo fare, perché se la Libia non è in grado con i suoi due governi in guerra tra loro di controllare le sue coste, è giusto che l'Italia e l'Europa tutelino i propri interessi nazionali, riportando indietro i migranti. È giusto perché in tutto il mondo, basta andare in Australia o in Asia, gli immigrati clandestini vengono respinti, ogni Stato è legittimamente autorizzato a difendere i suoi confini, respingendo chi vuole entrarci illegalmente, in questo caso appoggiandosi anche su organizzazioni criminali.

    In questo modo riportandoli subito a riva con scorta armata si ottengono tantissimi ottimi risultati: nessuno affoga più in mare, nessuno potrà più arricchirsi su questi traffici, perché i flussi cesseranno. Chi pagherebbe migliaia di euro per ritrovarsi in Africa? Se noi diamo il messaggio che nessuno verrà respinto, i flussi continueranno all'infinito, perché si vive molto meglio di welfare in Europa di quanto si possa vivere lavorando in Africa.

    Se noi facessimo respingimenti assistiti, otterremmo anche un altro vantaggio: obbligheremo finalmente le Nazioni Unite a un intervento umanitario per assistere questi profughi e rimpatriarli a casa loro.

    - Una volta riportati sulla costa, che cosa dovrebbe fare l'ONU con i profughi di guerra?

    Innanzitutto Frontex dice che oramai dalla Libia non arrivano tanti profughi di guerra, però al di là di questo l'ONU dovrebbe intervenire. L'ha già fatto nel 2011 durante la guerra libica, un milione di lavoratori stranieri dalla Libia sfuggirono in Tunisia in campi ONU, dai quali con un ponte aereo vennero rimpatriati a casa loro.  Gli unici a non essere rimpatriati furono quei 40 mila che vennero in Italia pagando gli scafisti.

    Gianandrea Gaiani: Noi chiediamo all'Unione Europea di aiutarci, ma l'UE non vuole i nostri immigrati e non vuole farsi carico di un problema che è nostro.
    © Foto: fornita da Gianandrea Gaiani
    Gianandrea Gaiani: "Noi chiediamo all'Unione Europea di aiutarci, ma l'UE non vuole i nostri immigrati e non vuole farsi carico di un problema che è nostro".
    È chiaro che l'Italia non può apparire al mondo come l'unico Paese, che accoglie chiunque paghi il biglietto a mafiosi, organizzazioni criminali e gruppi terroristici. L'Italia sta perdendo credibilità come Stato anche sul piano morale. Non è che l'Italia ha deciso di accogliere un popolo che ha subito discriminazioni, penso agli assiri in Iraq o altre popolazioni. No, noi prendiamo chiunque abbia pagato il pizzo a gruppi terroristici criminali. Questo è assolutamente inaccettabile.

    Con i respingimenti assistiti l'ONU sarebbe obbligato ad intervenire per assistere le persone in Libia, vedere chi ha diritto a chiedere asilo ed aiutare con il rimpatrio. Ovviamente non fermeremo i flussi dicendo che aumentiamo le navi per i soccorsi e che riportiamo i migranti in Italia.

    - Secondo lei l'ONU interverrebbe veramente o anche questa volta l'Italia rimarrà da sola ad affrontare questo problema?

    i migranti nel porto di Lampedusa
    © AP Photo/ Italian Navy
    migranti nel porto di Lampedusa
    - L'Italia a mio parere in questo momento si sta preoccupando troppo di essere coperta dagli altri. Noi chiediamo all'Unione Europea di aiutarci, ma l'UE non vuole i nostri immigrati e non vuole farsi carico di un problema che è nostro. Non vedo perché abbiamo bisogno di chiedere all'UE o all'ONU il via libera per fare quello che gli interessi nazionali ci impongono nei confronti di un Paese, che in questo momento non è sotto controllo di nessun vero governo.

    L'Italia quindi secondo lei non dovrebbe chiedere aiuto all'Europa?

    - No, non dovrebbe chiederlo. Nel momento in cui dalla Libia sono partiti gruppi di terroristi qaedisti, che hanno compiuto incursioni in Algeria, l'Algeria ha condotto assedi militari contro le basi di questi terroristi nel deserto libico senza chiedere il permesso a nessuno. In febbraio di quest'anno, quando l'Isis sgozzò ventuno egiziani copti, l'Egitto ha condotto una settimana di bombardamenti aerei e un'incursione di forze speciali a Derna, uccidendo centinaia di terroristi, catturandone altri 55 e portandoseli in Egitto.

    I Paesi seri tutelano e difendono i propri interessi nazionali di fronte alle minacce. Sono anni che l'Italia è minacciata da un'immigrazione clandestina gestita da organizzazioni criminali legate ai gruppi terroristici. L'unica cosa che l'Italia è riuscita a fare sono operazioni che portano in Italia sempre più persone senza alcun titolo per venirci. Questo tipo di immigrazione fa apparire come degli ingenui coloro che in Italia sono immigrati regolari. Quelli che sono venuti ed hanno un permesso di soggiorno regolare per lavorare sarebbero degli sprovveduti?

    Se l'Unione europea ci appoggia tanto meglio, ma basterebbe che facessimo una legge, la quale stabilisse che nessun extracomunitario potrà avere in futuro la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno in Italia se cerca di raggiungere il nostro Paese appoggiandosi a organizzazioni criminali. Bisogna iniziare a riportare indietro queste persone, ovviamente chi ha bisogno di cure andrebbe rimpatriato dopo. Non si tratta di fare azioni militari, ma operazioni di fermezza con cui rimandi indietro le persone che non hanno nessun titolo per venire in Italia.

    Ci vuole un po' di coraggio politico, che mi pare purtroppo manchi e sia sempre mancato da queste parti. 

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    Tags:
    Immigrazione, Federica Mogherini, Libia, UE, Italia
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