09:28 29 Aprile 2017
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    NATO-Russia, confronto ma non guerra fredda

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    Mirko Molteni
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    In un importante convegno di esperti all’Università Cattolica di Milano si è discusso del rapporto complesso fra l’alleanza atlantica e Mosca nel quadro dell’attuale crisi.

    Le nuove sfide della NATO e il confronto con la Russia sono stati i temi del convegno di studio «La NATO da "vigilant and prepared" a "deployed out of area": un viaggio andata e ritorno», tenutosi il 21 aprile all'Università Cattolica di Milano. Molti gli esperti intervenuti, fra cui il professor Massimo De Leonardis, docente di storia delle relazioni e istituzioni internazionali alla Cattolica, e anche direttore del Dipartimento di Scienze Politiche. Secondo lui non si deve emarginare Mosca:

     «Chi parla di una nuova guerra fredda con la Russia, ragiona come se si dovesse negare a Mosca una sua sfera d'influenza. Ma le sfere d'influenza esistono, sono uno dei fondamenti, da sempre, della politica internazionale. Se gli USA ne hanno una, perché non deve averla la Russia? Non si può parlare di una nuova guerra fredda, perché oggi manca la dimensione mondiale e ideologica che caratterizzava il confronto USA-URSS all'epoca della guerra fredda. Oggi il confronto è regionale. E' molto più pericoloso il terrorismo islamico, specie l'Isis, che si diffonde in molti Stati. Inoltre, oggi, rispetto ad allora, l'Atlantico è più largo, il ruolo guida di Washington è indebolito.

    E sui recenti allarmi, secondo cui la Russia potrebbe occupare in poche ore Estonia, Lettonia o Lituania, ricordiamo che non è affatto una novità. Fin dalla sua nascita nel 1949 la NATO si concepì come forza di liberazione, perché si sapeva che l'Armata Rossa poteva avanzare fino ai Pirenei e che lo scopo dell'alleanza sarebbe stato organizzare la controffensiva con grandi sbarchi stile Normandia».

    Di parere diverso il professor Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali alla Cattolica:

    «Oggi molti pensano che quello che sta succedendo sia colpa dell'allargamento a Est della NATO. Io non la penso così. Credo anzi che l'espansione dell'alleanza atlantica nei Paesi dell'ex-blocco sovietico abbia evitato grandi tragedie, grandi ‘Yugoslavie', per intenderci. La fine del comunismo aveva riportato alla luce tante tensioni etniche, inoltre penso che i russi avrebbero cercato di riprendere tutti quei territori che, secondo loro, gli appartenevano di diritto. Comunque, nel rapportarsi alla Russia la NATO deve trovare una giusta via di mezzo fra un mero ‘appeasement' e una pericolosa escalation militare che non è nell'interesse di nessuno».

    Fra i relatori, lo spagnolo Josè Maria Lopez Navarro, che ricopre la carica di "information officer" nella Public Diplomacy Division della NATO e che nega che l'alleanza atlantica possa spingersi nell'Artico, dove il disgelo rende disponibili risorse e rotte marittime strategiche: «Nonostante il rafforzamento delle forze navali, escludo che la NATO possa dispiegare forze nell'Artico, sarebbe inutile perché le questioni di quella regione già si discutono nell'ambito del Consiglio Artico, che comprende 8 nazioni, di cui alcune già membri dell'alleanza».

    Dal canto suo, il generale di corpo d'armata Gian Marco Chiarini, rappresentante militare italiano ai Comitati Militari della NATO e dell'UE, ha rimarcato con realismo: «Si è molto parlato della nuova forza di spiegamento rapido di 4000 soldati, mobilitabili in 48 ore in zona di crisi. Ma noi militari sappiamo che solo nei film si vedono brigate paracadutate negli angoli più lontani del mondo in appena 24 ore! Del resto, dopo anni in cui ai comandi NATO ci siamo abituati a pensare in termini di guerra asimmetrica, per esempio contro i talebani, adesso ci domandiamo se siamo ancora in grado di combattere una grossa guerra convenzionale. Dobbiamo riprendere in mano questo discorso».

    Il quadro generale emerso dal convegno di Milano conferma che, anche se durante l'ultimo anno è aumentata la tensione fra NATO e Russia, gli esperti auspicano che il momento difficile venga superato e che le due parti tornino ad aiutarsi contro comuni pericoli come il terrorismo islamico.

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    USA, ISIS, NATO, UE, Russia
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