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    Signora anziana campo profughi Rostov

    A tu per tu con i profughi del Donbass in Russia (VIDEO)

    © Foto: Eliseo Bertolasi
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    Tatiana Santi
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    Case distrutte, paura, fame. Migliaia di persone scappando dalla guerra nel Donbass hanno trovato rifugio in Russia. Come vivono adesso? Che prospettive hanno oggi lontani dalla propria terra e magari senza più una casa?

    Grazie alla preziosa testimonianza di Eliseo Bertolasi dal cuore di un campo profughi nella provincia di Rostov, possiamo scoprire storie e destini stravolti da una guerra nel mezzo dell'Europa.

    - Eliseo, sei stato in un campo profughi nella provincia di Rostov, a Taganrog. In che condizioni vivono i profughi?

    - Nella città di Taganrog, distante circa un paio d'ore da Rostov sul Don, ho visitato due alloggiamenti, due sistemazioni di profughi arrivati dall'Ucraina sudorientale. Qualcuno è stato alloggiato in una struttura alberghiera, ma la maggior parte in un "lagher" come lo chiamano loro, che non ha niente a che vedere ovviamente con i lagher di memoria nazista. Sono delle sorte di colonie, come quelle che c'erano in Italia fino a qualche decennio fa, dove i bambini passavano le loro vacanze in estate.

    Ci sono mense, giardini, luoghi dove i bambini possono stare insieme. Ho visto i bimbi guardare i cartoni animati, fare i loro compiti. La maggior parte di questi profughi sono proprio donne e bambini e anziani.

    • bambini nel campo profughi a Rostov
      bambini nel campo profughi a Rostov
      © Foto: Eliseo Bertolasi
    • Disegno: Dio aiutaci, non vogliamo morire!
      Disegno: Dio aiutaci, non vogliamo morire!
      © Foto: Eliseo Bertolasi
    • Campo profughi Rostov
      Campo profughi Rostov
      © Foto: Eliseo Bertolasi
    • bambini giocano, campo profughi Rostov
      bambini giocano, campo profughi Rostov
      © Foto: Eliseo Bertolasi
    • bambini guardano i cartoni, campo profughi Rostov
      bambini guardano i cartoni, campo profughi Rostov
      © Foto: Eliseo Bertolasi
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    © Foto: Eliseo Bertolasi
    bambini nel campo profughi a Rostov
    - Che cosa ti hanno raccontato queste persone, hanno intenzione di tornare nel Donbass?

    - Molti di loro mi hanno confermato che non hanno più una casa, molte delle loro case sono state rase al suolo. Certo, vorrebbero tornare, perché nei loro territori di provenienza hanno ancora dei parenti, però si rendono conto che non hanno più nulla. Il desiderio di tornare sulla loro terra, cioè il Donbass, sicuramente è molto forte.

    Che cosa ti ha colpito più di tutto durante la tua visita al campo?

    Tanti momenti e racconti. La direttrice della mensa mi ha raccontato che nei primi momenti dopo l'arrivo nel campo, i bambini entrando nella sala pranzo si rifugiavano sotto i tavoli, perché avevano sperimentato purtroppo il trauma psichico terribile del vedere cadere attorno a sé piogge di bombe.

    Un altro momento toccante della giornata: quando è arrivato il direttore del campo e ha consegnato a una signora anziana, che ha partecipato alla seconda Guerra Mondiale sul fronte della Bielorussia, una medaglia, mandata direttamente dal Presidente Putin. Questo in prospettiva della grande celebrazione del 70-simo anniversario della Vittoria del 9 maggio.

    Quali prospettive hanno i profughi che si trovano sul territorio della Federazione Russa, soprattutto chi ha la casa distrutta nel Donbass?

    - Come sappiamo quando sono iniziati i bombardamenti forti sulle regioni di Donetsk e Lugansk, verso la Russia si è riversato un enorme flusso di profughi. Ricordo che tra le varie opzioni che la Federazione russa ipotizzava per i profughi era lo status di rifugiato e lo status di residenza temporanea, in futuro anche procedure semplificate per l'ottenimento della cittadinanza russa. Ti posso riferire una mia esperienza di viaggio: qualche mese fa in un treno da Rostov a Mosca, ho incontrato nel mio scompartimento signore di Murmansk, le quali mi hanno detto che una parte dei profughi erano già stati inseriti nella struttura sociale e abitativa della loro citta.

    - I profughi vengono smistati sul resto del territorio russo quindi e non si trovano solo a Rostov?

    - Certo, questo è nato dall'esigenza di non fare vivere i profughi nelle iniziali tendopoli, che vennero allestite quando iniziò il flusso consistente. Sappiamo benissimo che con le temperature rigide degli inverni russi non si può ipotizzare di ospitare profughi in semplici tendopoli.

     

    Eliseo Bertolasi
    Reportage dal cuore di un campo profughi a Rostov

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    Tags:
    donbass, Guerra, Donbass, Russia
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