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    Con gli S-300 russi, l’Iran non più al guinzaglio degli USA

    © AP Photo/ Vahid Salemi
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    Tatiana Santi
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    Legami economici sempre più forti tra Mosca e Teheran. L’annullamento del bando dell’export degli S-300 da parte del Cremlino all’Iran ha un significato politico oltre che militare.

    Il partenariato tra la Russia e l'Iran riveste un ruolo chiave nella regione, soprattutto nel contesto della lotta al terrorismo. Dopo l'intesa del 2 aprile sul nucleare e l'allentamento delle sanzioni, l'Iran diventa un mercato sempre più appetitoso a livello globale.

    Mirko Molteni
    © Foto: fornita da Mirko Molteni
    Mirko Molteni
    Per riflettere sul fattore Iran nello scacchiere internazionale, Sputnik Italia ha raggiunto Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari, collaboratore di "Analisi Difesa".

    - Putin cancella il divieto dell'export degli S-300 all'Iran. Le forniture dei sistemi missilistici antiaerei e questo legame tra Russia e Iran come potranno influenzare gli equilibri nella regione?

    - Certamente la fornitura di questi missili porterà ad un rafforzamento delle difese antiaeree e anche antimissile iraniane. È un messaggio anche nei confronti di Israele, che abbiamo visto già scontenta della bozza di accordo tra l'Iran e le potenze internazionali. Se Israele dovesse essere tentata di organizzare un colpo di mano aereo o missilistico contro le strutture nucleari iraniane, dovrà tener conto del rafforzamento delle difese dell'Iran che aumenterebbero il prezzo di una possibile incursione.

    Va detto che non si sa ancora quando avverrà la fornitura dei missili S-300 alle forze iraniane. Sappiamo però che gli iraniani dal divieto ONU di esportazione di questi missili, avevano tratto l'occasione per sviluppare una loro copia dell'S-300 russo, si chiama Bavar 373, di cui alcuni esemplari sarebbero già stati costruiti. L'eliminazione del bando di esportazione degli S-300 inoltre dichiarato da Vladimir Putin oltre ad un significato militare, ha anche un significato politico, perché riafferma l'appoggio russo all'Iran anche dopo l'accordo. Questo pone le basi perché Mosca dica agli Stati Uniti "non illudetevi di aver messo il guinzaglio all'Iran e di poterlo tirare più dalla vostra parte". La collaborazione tra Iran e Russia è stata molto profonda negli ultimi anni, ma è in continuo crescendo, per cui questo accordo internazionale può anche offrire una maggior occasione agli Stati Uniti e all'Unione Europea di iniziare una loro penetrazione commerciale e industriale nel Paese in prospettiva futura. Parliamo anche di una concorrenza del ruolo russo nell'interscambio commerciale con l'Iran.

    La collaborazione tra Russia e Iran che ruolo può avere secondo lei dal punto di vista della lotta al terrorismo?

    - Sicuramente molto importante. Si vede soprattutto sul campo di battaglia iracheno. La Russia dal canto suo ha fornito al governo di Baghdad molti aerei d'attacco Sukhoi SU25, da molti mesi oramai entrati in azione contro le formazioni terroristiche dell'Isis. L'Iran dal canto suo invece sostiene le milizie sciite che affiancano l'esercito governativo di Baghdad e che sono molto permeate dalla presenza di consiglieri e ufficiali dei Pasdaran iraniani. Su entrambi i fronti, l'Iran e la Russia collaborano attivamente in questo teatro di guerra, senza contare poi la collaborazione in termini di intelligence. L'Iran può fornire un grosso supporto alla Russia anche in termini di collaborazione di intelligence tra le rispettive polizie, sia per quanto riguarda l'area irachena, che quella caucasica. Tra le vallate del Caucaso e dei monti Zagros passa di tutto: clandestini, terroristi in cammino verso il Califfato. Questa collaborazione perciò è molto importante.

    - Parliamo del peso di questo Paese a livello internazionale. Alla fine collaborare con l'Iran conviene proprio a tutti?

    Certo! L'accordo sul nucleare prefigurato ad aprile interessa anche agli Stati Uniti e ai Paesi dell'Unione Europea per riaprire una possibilità anche commerciale con l'Iran, facendo concorrenza alla Russia e alla Cina. A livello di interscambio globale i maggiori partner commerciali dell'Iran restano nazioni come Cina e India, per quanto i rapporti con la Russia siano molto più mirati a livello di assistenza tecnologica. Entro la fine di quest'anno i russi dovrebbero iniziare a collaborare per un nuovo reattore nucleare nella centrale di Bushehr. Devono passare alla costruzione del secondo reattore.

    Inoltre le industrie pesanti russe dovranno fornire materiale ferroviario, vagoni, locomotori per modernizzare la rete ferroviaria iraniana. Ci sono interscambi anche nell'agroalimentare: dall'Iran ad esempio vengono esportati in Russia ortaggi, addirittura i cetrioli se non sbaglio. Sono rapporti sempre più stretti, ma Mosca deve badare comunque ad una fortissima concorrenza internazionale. Quanto più le relazioni tra l'Iran e il resto del mondo occidentale si normalizzeranno, tanto più la Russia dovrà muoversi più in fretta delle nazioni dell'UE per assicurarsi una fetta di mercato maggiore.

    Quest'evoluzione dovuta all'accordo potrà offrire molti sbocchi commerciali, ma bisogna sempre tener conto della variante israeliana: se Israele nell'arco di alcuni mesi dovesse organizzare dei raid per distruggere le strutture nucleari iraniane, purtroppo si rischierebbe un aggravamento della tensione, uno sconvolgimento di tutto questo scenario. 

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    ISIS, Vladimir Putin, Iran, USA, Russia
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