14:44 30 Marzo 2017
    Veduta notturna del nuovissimo complesso olimpico di Ashgabat

    Amore e Sport sulla via della Seta, il Turkmenistan ammicca al resto del mondo

    © Foto: TISMF2015
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    Riccardo Pessarossi
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    Un paese a lungo chiuso ed a molti sconosciuto, situato nel cuore dell'Asia Centrale. Dimenticate questa definizione del Turkmenistan, perchè ora il paese guidato dal presidente Gurbanguly Berdimuhammedov, attraverso lo sport, punta a farsi conoscere in tutto il mondo.

    Dal 1 al 4 aprile la capitale del Turkmenistan, Ashgabat, ha ospitato il Turkmenistan International Sports Media Forum 2015 (TISMF 2015) che ha portato nella città dell' amore ("Ashk"in turkmeno significa amore), giornalisti sportivi da tutto il mondo, per scambiarsi esperienze e punti di vista professionali, nonchè toccare con mano l'andamento della preparazione del Turkmenistan ai Giochi Asiatici Indoor del 2017, visitando l'ultramoderno e quasi ultimato complesso olimpico di Ashgabat. 

    Il Turkmenistan è un paese chiuso, ma questo forum, organizzato per la seconda volta dopo l'edizione del 2013, segna un'eccezione mirata a spiegare al resto del mondo la concezione di sviluppo che il presidente Gurbanguly Berdimuhammedov sta portando avanti e che attribuisce allo sport un ruolo centrale. Lo sport, o meglio l'organizzazione di grandi eventi sportivi, per aprirsi una finestra sul mondo e ad al contempo crescere una nuova società di cittadini sani, attivi, e pronti a lavorare per il futuro progresso del paese, che dal 1995 è stato riconosciuto neutrale dall'ONU e dispone delle quinte maggiori riserve di gas al mondo.

    Ai visitatori stranieri, Ashgabat si presenta tirata a lucido, nel segno della tradizionale ospitalità dell'Asia Centrale. Al pari delle decorazioni dei tappeti — altro vanto locale che si trova ovunque, persino sui comodini- ogni elemento del programma occupa un posto ben preciso, in piena armonia con quelli circostanti. Pertanto non ci poteva essere miglior momento per mostrare al mondo il nuovissimo (e quasi completo) parco olimpico di Ashgabat,  dell'inizio del mese di aprile, che in Turkmenistan è ribattezzato mese della "salute del benessere", come ricordano i maxischermi posti sulle strade a sei corsie per senso di marcia del centro di Ashgabat, dove domina il bianco degli edifici di marmo, canone unico dello spazio urbano della capitale turkmena.

    "E' un vero privilegio per noi dare il benvenuto ai migliori giornalisti di tutto il mondo per vedere come ci stiamo preparando ai Giochi Asiatici Indoor e di Arti Marziali del 2017. Spero che in questa occasione tutti i delegati abbiano potuto apprezzare il nostro potenziale per dar vita a dei Giochi di prima classe nel 2017, lasciando ad Ashgabat ed a tutto il Turkmenistan in eredità un nuovo profilo di nazione in grado di porsi come grande organizzatore di eventi sportivi."

    Il logo degli AIMAG 2017 ad Ashgabat
    AIMAG 2017
    Il logo degli AIMAG 2017 ad Ashgabat

    Con queste parole Dayanch Gulgeldiev, direttore del comitato organizzatore dei Giochi Asiatici Indoor del 2017, ha presentato il complesso —frutto di un investimento di 5 milardi di dollari- che tra due anni e mezzo regalerà al Turkmenistan il primo grande evento della sua storia, dove sono attesi circa 200 mila visitatori e 8000 tra atleti e ufficiali di 62 comitati olimpici, compresi quelli dell'Oceania.

    Boicottaggi, scandali, lavori in corso e calendari saltati: negli ultimi anni non i grandi eventi sportivi hanno destato spesso scalpore. Ad Ashgabat non c'è nessun rischio di questo tipo, perchè a più di due anni dall'evento è già quasi tutto pronto e per stadi, alberghi e infrastrutture non si è badato a spese, ma senza perdere contatto con la realtà, come ribadiscono gli organizzatori locali:

    "Per noi fin dall'inizio quello di realizzare tutto ampiamente prima dei tempi è stato un obiettivo a garanzia del nostro successo: perchè candidarsi se poi non puoi mantenere il tuo impegno. Prima costruisci, poi ti candidi"

    Il velodromo, fiore all'occhiello del complesso olimpico di Ashgabat
    © Foto: TISMF2015
    Il velodromo, fiore all'occhiello del complesso olimpico di Ashgabat

    Questo è, in sostanza, il messaggio che viene lanciato, in cui c'è molto dello spirito di questo paese e della sua gente. Se qualcuno fa notare che il Turkmenistan non ha mai vinto una medaglia olimpica e si chiede a cosa possano servire questi impianti ultramoderni e senza eguali — per intenderci, il  velodromo è il più grande del mondo al coperto, mentre a Milano ancora ci si batte per restituire lo storico Vigorelli al ciclismo su pista-  la risposta arriva indirettamente dai giovani studenti che dopo il turno di servizio alla conferenza vanno ad allenamento, (anzichè a bere l'aperitivo) o dalle persone che si incontrano a passeggiare sulla "Scala della Salute" un percorso di 26 km (interamente a scalini) lungo le alture a sud di Ashgabat, che anche il presidente pare frequentare spesso.

     

    Ashgabat, un tratto della scala della salute
    © Sputnik. Riccardo Pessarossi
    Ashgabat, un tratto della "scala della salute"

    Non tutti nascono campioni e non tutti lo diventano, ma in Turkmenistan a tutti viene data la possibilità di provarci. Riuscirci vuol dire potersi confrontare col resto del mondo, imparare e spingersi ancora più in là. L'ambizioso programma del Turkmenistan è solo all'inizio e nel cielo di Ashgabat potrebbero apparire altre "iadi", forse le Universiadi estive del 2023.


    Leggi la prima parte 

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    Sport, Turkmenistan
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