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    Leader Brics

    Russia guida i Brics verso nuovo ordine finanziario

    © Sputnik. Alexei Druzhinin
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    Tatiana Santi
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    Tocca alla Russia guidare i Brics, meccanismo sempre più completo per i rapporti strategici in ambito economico a livello internazionale.

    Entro la fine del 2015 è previsto l'avvio di una Banca per lo sviluppo Brics, che rappresenterebbe, assieme all'Asian Infrastructure Investement Bank (AIIB) un grosso interesse anche per diversi Paesi occidentali. Notizie incoraggianti giungono anche da Losanna, dove è stato raggiunto un accordo sul nucleare iraniano tra il sestetto di mediatori internazionali e Teheran.

    Come sta mutando l'ordine finanziario globale e che prospettive ci attendono con l'apertura del mercato iraniano? Ne ha parlato a Sputnik Italia Tiberio Graziani, presidente dell'IsAG (Istituto di Alti studi in geopolitica e Scienze Ausiliarie), direttore della rivista "Geopolitica".

    - Dal primo aprile la Russia ha assunto la presidenza dei Brics. Quali prospettive ci attendono?

    - Le prospettive sembrano essere molto positive per una maggiore integrazione tra i Paesi del club Brics. Al VI summit Brics di Fortaleza, il presidente Putin disse che occorreva un salto di qualità: non più un semplice forum tra Paesi con problemi comuni e soluzioni condivise per superarli, ma un vero e proprio organismo capace di negoziare con altri organismi internazionali come l'ONU e il FMI. Proprio su quest'aspetto economico finanziario ci sono tutte le condizioni perché il progetto della banca dei Paesi Brics prenda corpo e si costituisca in temi molto brevi.

    - Come interagiranno tra di loro a suo avviso la Banca per lo sviluppo dei Brics e l'AIIB a guida cinese creata poco fa?

    - La creazione dell'AIIB, la cosiddetta "Banca mondiale cinese" è un fatto nuovo nel settore economico sia a livello regionale che globale. Un grande interrogativo è come interagirà la AIIB con la Banca dei Brics. Siamo in un passaggio di transizione geopolitica e queste nuove banche che si occupano di infrastruttura perseguono degli obiettivi internazionali. È anche evidente che esistono interessi nazionali, che non possono essere trascurati dai Paesi membri dei Brics, in questo caso non possono essere trascurati sicuramente da Pechino. La Cina persegue un suo interesse nazionale che nel giro di pochi anni dovrà metterla in condizioni di gestire al meglio la finanza per la propria infrastruttura. Credo che ci sarà uno scambio di reciproco interesse tra la Banca dei Brics e la "Banca Mondiale Cinese". Questo provocherà probabilmente un riassestamento di tutto l'ordine finanziario internazionale.

    - La banca per lo sviluppo dei Brics che interesse può rappresentare per i Paesi Occidentali, per l'Italia in particolare?

    - È un grande interesse. Più si aprono opportunità ai Paesi europei di aderire a iniziative economiche con i nuovi Paesi emergenti più si produrrà a vantaggio dell'Europa e degli stessi Paesi Brics. C'è un forte interesse dell'Italia a partecipare a queste banche, perché il nostro Paese ha una buona tecnologia da esportare. Il tessuto economico italiano, caratterizzato da piccole e medie imprese, ha interesse a sostenere lo sviluppo di questi Paesi.

    Accordi sul nucleare iraniano a Losanna
    © AP Photo/ Brendan Smialowski
    Accordi sul nucleare iraniano a Losanna
    - Come potrebbe commentarci la storica intesa sul nucleare dell'Iran e il ruolo della Russia negli accordi sul "nucleare civile" in particolare?

    Ci sono tutti gli elementi per definire questo accordo storico e epocale, ovviamente bisognerà aspettare poi la fine di giugno per quello definitivo. Quando vediamo questi successi in diplomazia, tutti i contendenti risultano vincitori. Questa partita è sicuramente un successo di Obama e della nuova presidenza iraniana, di Rouhani e del suo ministro degli Esteri. Non bisogna dimenticare però il ruolo della Russia, il Paese che più si è prestato a questa iniziativa, cioè di trovare una soluzione che non umiliasse troppo l'Iran. La Russia ha giocato un grosso ruolo diplomatico e credo che storicamente questo ruolo sarà certamente ben evidenziato. C'è da considerare un altro Paese che si è adoperato ai fini della soluzione del dossier nucleare iraniano: il Kazakistan. Il presidente Nazarbayev persegue una politica di denuclearizzazione dell'Asia Centrale e di una limitazione degli armamenti nucleari.

    - Ad accordi rispettati, verrebbero tolte le sanzioni all'Iran. Che ruolo avrà allora l'Iran e il suo mercato per l'Europa?

    - L'apertura del mercato iraniano sarà un elemento per il superamento della crisi globale. Rifioriranno i rapporti commerciali con alcuni Paesi Europei e in particolare proprio con l'Italia, che è sempre stata uno dei principali partner commerciali dell'Iran. Ben venga la risoluzione della questione iraniana, perché converrà a tutti i Paesi, quelli europei in primis, visto la loro situazione non del tutto buona.

    - Lei si immagina l'Iran all'interno dei Brics in un futuro?

    - È ipotizzabile l'idea dell'Iran nell'ambito del club Brics, tra l'altro sappiamo che c'è una grande intesa tra Cina e Iran, come ci sono degli interessi comuni con l'India. Ci sono tutti gli elementi per cui l'Iran possa essere un buon candidato del Club Brics. 

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    Tags:
    AIIB, BRICS, Vladimir Putin, Iran, Europa, Cina, Russia
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