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    Silvio Berlusconi non vuole ricominciare la lotta politica

    Berlusconi assolto, ma per una nuova discesa in campo non è più tempo

    © AP Photo/ Luca Bruno
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    Mario Sommossa
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    La notizia dell’assoluzione di Silvio Berlusconi ha fatto il giro del mondo. L`accusa per presunti rapporti sessuali con una minorenne fosse stata determinante per la caduta del suo Governo.

    Anche se il motivo reale delle sue dimissioni fu la crisi economica ed il differenziale insostenibile tra i Bot tedeschi e quelli dello Stato italiano sugli interessi da pagarsi, proprio la speculazione che fece schizzare i tassi fu facilitata dal discredito in cui era caduto il nostro Capo del Governo.

    La ragazza marocchina  Ruby Rubacuore
    © AP Photo/ Antonio Calanni
    La ragazza marocchina Ruby "Rubacuore"

    Oggi che la sentenza della Corte di Cassazione mette la parola fine a quella vicenda e' giusto interrogarsi sulle azioni di quei magistrati che investirono tempo e danaro dei contribuenti su una indagine e sui conseguenti processi che si e' visto essere stati campati per aria. D'altra parte, che ci fosse una volontà persecutoria da parte di quegli inquirenti nei confronti dell'ex-Cavaliere resta indimostrabile ma evidente al buon senso di ognuno: l'interessato non ha mai ammesso di aver fatto sesso con quella ragazza, la giovane marocchina conferma che tra loro non si e' mai verificato un rapporto sessuale e nessuno ha mai testimoniato di averli visti farlo. Anche se per conoscere i dettagli della sentenza dovremo attenderne la pubblicazione, sembrerebbe comunque che la Cassazione lo abbia assolto non per non aver commesso il fatto ma solo perché non e' dimostrabile che lui sapesse della minore età della ragazza. Nonostante ciò, davanti al contemporaneo diniego dei soggetti coinvolti e alla mancanza di testimonianze dirette, sembra assurdo che si sia montato un processo di tal genere, considerandone soprattutto le conseguenze. E' però altrettanto inverosimile volersi appellare alla  "responsabilità civile" dei magistrati coinvolti essendo pressoché' impossibile poterne provare la malafede.

    Per Berlusconi i guai non sono, comunque, finiti. Almeno altri tre processi lo attendono: quello per corruzione di testimoni, quello per la compra dei Parlamentari scaturito dalla pseudo"confessione" del senatore De Gregorio, forse non sufficientemente gratificato come lui si attendeva, e quello sullo sfruttamento della prostituzione, in combutta con Tarantini e con La Vitola. Non sappiamo come andrà a finire ma i tempi sembrano ancora sufficientemente lunghi da dare a Silvio un po' di tempo per rilassarsi.

    Nel frattempo, di là della questione giudiziaria, anche i vescovi italiani hanno detto la loro sulla vicenda. Hanno, infatti, dichiarato "immorale" la condotta dell'ex premier nelle sue  "serate eleganti"  tenute ad Arcore o in via del Plebiscito. Non c'e' nulla da dire: il clero fa il suo dovere ed esprime un giudizio secondo quanto il suo ruolo domanda. Sono liberi di farlo e non c'e' da stupirsi che lo facciano. Piuttosto, ci sarebbe da domandarsi se anche per loro, non valga il sospetto che, dietro, ci sia una qualche volontà politica che li spinge. Perché, infatti, non averlo fatto prima, immediatamente quando i particolari delle "olgettine" vennero allo scoperto? Comunque sia, il giudizio espresso dal giornale Avvenire non e' certo condiviso dalla maggior parte degli italiani che invece (almeno gli uomini) ritengono essersi trattato di un fatto privato, magari invidiabile. Non c'e' stata alcuna violenza, nessuna forzatura. Erano donne maggiorenni che decidevano, per libidine, per interesse economico, per aspettative di carriera politica  o nello spettacolo, di offrirsi a quello che la ex-moglie Veronica non esitò a definire il "Drago".

    Escluso, quindi, il reato penale e molto soggettivo il giudizio etico-morale, ciò che resta e di cui, invece, si parla troppo poco e' il giudizio politico e di opportunità.

    All'epoca dei fatti il protagonista di queste vicende era Presidente del Consiglio in carica e, di conseguenza, aveva delle chiare responsabilità politiche. Essersi messo nelle mani di donne e uomini che, viste le circostanze, avrebbero potuto ricattarlo (e diversi/e lo hanno fatto) indeboliva la sua figura istituzionale e metteva il Paese nelle mani di persone mosse da interessi poco trasparenti o addirittura malavitosi. Lo ripetiamo: non c'e' stato alcun reato, moralmente ognuno si comporta come crede, ma un capo del Governo ha dei doveri verso il Paese, doveri che lo dovrebbero vincolare a una prudenza che non e' richiesta per nessun altro privato cittadino. Purtroppo, Berlusconi, simpatico e ottimo imprenditore, ha dimostrato in più occasioni di non aver mai posseduto il senso civico e la consapevolezza del ruolo ricoperto che avrebbero dovuto imporgli rispetto per le Istituzioni dello Stato.

    La dimostrazione peggiore di questa sua mancanza di sensibilità istituzionale e' stata la telefonata effettuata per far liberare Ruby "rubacuori" dalla stazione di polizia in cui era stata fermata. In quell'occasione, il nostro più importante esponente dello Stato ha chiamato personalmente un'altra Istituzione, la polizia, chiedendo di violare la legge e cioè di rimettere in immediata libertà una persona fermata per furto e per sospette attività illegali di altro genere. Solo chi non capisce cosa sia il valore delle Istituzioni può pensare che un comportamento siffatto sia normale e accettabile in una democrazia. Sorvoliamo sul racconto della panzana che coinvolgeva un Capo di Stato straniero in un modo affatto lusinghiero e sorvoliamo anche sulla richiesta che la persona fermata dovesse essere affidata a chi non aveva alcun titolo per ottenerlo. Ciò che non possiamo accettare e che suscita tutta la nostra riprovazione e' che un "servitore della collettività" si sentisse talmente al di sopra delle leggi da comportarsi come se ne fosse il "padrone".

    Anche se le questioni giudiziarie ancora aperte dovessero chiudersi favorevolmente per Silvio Berlusconi, ogni cittadino dovrebbe a questo punto domandarsi se un uomo che agisce in questo modo sia ancora adatto a rivestire ruoli pubblici, soprattutto se di Governo.

    Silvio Berlusconi
    © Sputnik. Sergej Guneev
    Silvio Berlusconi

    Oggi, finalmente libero dalla pena inflittagli (anche se non potrà candidarsi ancora per qualche anno) lui dichiara di volere ricominciare la lotta politica e di riprendere in mano il partito che si stava già spezzettando in più rivoli. E' un suo diritto e staremo a vedere se riuscirà a fermare la diaspora interna e quali consensi riuscirà a raccogliere tra gli elettori. Tuttavia, nonostante l'uomo abbia già dimostrato grande inventiva, di avere sette vite come i gatti e di essere una macchina del consenso eccezionale pensiamo che l'epoca di Berlusconi, una epoca che per più di venti anni ha condizionato,  nel bene e nel male la vita politica (e non solo) italiana sia oramai al tramonto definitivo. Fino a che, in un modo o nell'altro, deciderà di rimanere sulla scena gli sarà facile impedire, almeno a destra, che si formino nuovi partiti o gruppi con una qualunque chanche di successo.

     Comunque, una eventuale sconfitta importante che lo colpisse alle prossime elezioni potrebbe però suggerirgli di uscire di scena e trovare altri mezzi per tutelare se stesso e le sue aziende. In quel momento, e solo allora, si aprirà di certo una nuova era per il Paese e, anche se non sappiamo ancora come sarà, chi ne sarà protagonista e se costituirà veramente per l'Italia un positivo sviluppo o solo un cambio di facce, l'intera situazione politica uscirà dall'impasse, a destra come a sinistra.

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    governo, Silvio Berlusconi, Italia
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