15:18 29 Marzo 2017
    Cinema illusion a Mosca

    La ‘ndrangheta arriva a Mosca

    © Sputnik. Alexei Kudenko
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    Tatiana Santi
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    Non c’è fenomeno italiano più stereotipato, ma purtroppo anche reale e ben radicato, della mafia. In questi giorni più di trenta persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza con l’accusa di narcotraffico, interessate diverse regioni dalla Calabria alla Lombardia.

    Fra le attività sequestrate anche due noti ristoranti nel bel centro di Roma. Si potrà mai sconfiggere l'"onorata società"?

    Il pubblico russo ha avuto modo di vedere da vicino la famosa ndrangheta. Ai primi di marzo a Mosca nello storico cinema Illusion è sbarcato il festival cinematografico "Da Venezia a Mosca", dove è stato proiettato il film di Francesco Munzi "Anime nere". Non è il primo e nemmeno l'ultimo film che parla della mafia, ma nel lavoro di Munzi si tocca con mano il mondo scuro di una guerra tra clan e spesso all'interno di una stessa famiglia. Dopo la visione di "Anime nere" abbiamo fatto un paio di domande a Peppino Mazzotta, uno dei tre protagonisti nel film.

    - La parola "Italia" purtroppo si associa oltre che alla pasta anche alla mafia. Secondo lei la mafia la potremo mai sconfiggere, c'è speranza?

    In questo momento io credo ci siano poche speranze, perché la ndrangheta in particolare è un'organizzazione molto ricca, è intervenuta in una parte dell'economia del nostro Paese e di altri Paesi europei. Questo intervento è andato a incastrarsi con un altro grande problema che abbiamo noi italiani: quello della corruzione all'interno delle istituzioni. Siamo un Paese fortemente corrotto. Questi due problemi vanno di pari passo. Finché non si risolve un fenomeno, non si risolve nemmeno l'altro. Sul piano internazionale bisognerebbe fare una riflessione su come la comunità internazionale vuole trattare la gestione del mercato della droga. Finché non si risolverà questo problema lo si lascerà in mano ai criminali.

    - Tornando al cinema, com'è stata l'accoglienza del pubblico russo al festival stasera?

    L'accoglienza è fantastica! C'è un grande slavista italiano che si chiama Fausto Malcovati, il quale sostiene che c'è un'attinenza tra il pubblico moscovita e quello napoletano. Io vivo a Napoli, e posso dire che è vero: questo tipo di partecipazione e di calore che c'è qui assomiglia molto a quello napoletano.

    È la prima volta a Mosca. Le sue impressioni?

    - Bellissime impressioni. Stamattina mi sono fatto una passeggiata per le vie di Mosca. Io adoro la letteratura russa, amo il teatro, come tutti gli attori di teatro mi sono formato sui vostri artisti. Ovviamente tra tutti noi che facciamo questo mestiere c'è un legame fortissimo con Mosca. È stato emozionante camminare per le strade sapendo che Gogol', Pushkin e Stanislavskij hanno camminato per queste vie. C'è una grande somiglianza tra il popolo di questa città e quello del nostro sud. Questo mi ha dato molta gioia ed energia, mi sono sentito a casa.

     

    Tags:
    ndrangheta, Italia, Mosca
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