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    Le bandiere di USA e Russia all'aeroporto Vnukovo di Mosca

    Chi dominerà il prossimo decennio?

    © Sputnik. Sergey Pyatakov
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    Giulietto Chiesa
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    Il Rapporto Stratfor , Global Intelligence, 2015-2025 è decisamente interessante, ma più che per le sue previsioni nella misura in cui esso riflette il modo di pensare dei gruppi dirigenti americani.

    Leggendolo  viene subito da pensare che nessuno dei suoi estensori conosca, nemmeno per sentito dire, il fondamentale saggio di Arnold Toynbee, "Il Mondo e l'Occidente". Infatti non hanno dubbio che gli Stati Uniti resteranno la forza dominante, anche se "non più onnipotente", del pianeta. E non solo nel decennio  che si è aperto  — il che è probabile, ma non certo —  ma anche molto più in là. Non è scritto, perché i ricercatori ci tengono alla delimitazione temporale da loro scelta,  ma è implicito nel procedere logico e metodologico che permea lo stile dell'analisi.  Intanto, mi piace rilevare un altro dato: Stratfor, a distanza di otto anni, continua a ritenere che, nel 2008, la Russia "invase la Georgia".

    Davvero singolare, visto che, nel 2008 non è esistita nessuna "invasione Russa" della Georgia. Infatti Tbilisi è ancora capitale della Georgia indipendente. Dunque viene da chiedersi: ma come possono essere veraci le "previsioni" di questi studiosi??

    Ma questi sono peccati veniali di Stratfor. C'è  anche del buono nelle loro previsioni. Per esempio là dove ritengono che la Russia, nel decennio a venire, cercherà di superare la "forte prevalenza" del suo carattere di esportatore di materie prime. E' quello che già sta accadendo.

    Altra previsione presumibilmente corretta è quella riguardante il confronto aspro tra Occidente e  Russia attorno alla crisi di Ucraina. Esso — afferma il documento — rimarrà un cardine del sistema internazionale nel corso dei prossimi anni". Gli accordi di Minsk lasciano intravvedere proprio questo scenario, che richiederà un lungo periodo di "adattamento" prima di sfociare in una qualche soluzione istituzionale. Ma anche qui i ricercatori americani sembrano non individuare il nocciolo delle questioni. L'Europa appare sempre più  divisa, sulla convenienza di contrapporsi alla Russia, come vorrebbe invece la leadership americana.

    Ma è sulla Russia che il giudizio appare davvero sorprendente. Stratfor ritiene che la Federazione Russa non sarà in grado di esistere per un intero decennio nella sua forma corrente".  Cosa accadrà,  secondo Stratfor

    "Noi ci attendiamo che l'autorità di Mosca sarà sostanzialmente indebolita e condurrà a una formale e informale frammentazione della Russia". Al punto da trasformare "in un reale allarme" il problema della custodia del suo arsenale militare. Ecco creato il primo pretesto per un futuro intervento dall'esterno da parte degli Stati Uniti.

    Il quadro che viene disegnato è davvero catastrofico. La Russia di Putin sarebbe destinata a ripetere il crollo dell'Unione Sovietica. Vediamo alcuni dettagli.. A Occidente Polonia, Ungheria e Romania che vorranno "riprendersi le parti di territorio perdute a vantaggio della Russia". Cercando di trascinare dalla loro parte la Bielorussia e l'Ucraina." Come? Per esempio la Polonia si riprenderebbe la Galizia. Ma, in tal caso, Varsavia si troverebbe a dover fronteggiare una Ucraina furibonda. Ma questo è un dettaglio secondario.

    Quello principale è che qui si delinea una vera e propria aggressione contro la Russia da parte dell'Europa  parte, sulla base di rivendicazioni territoriali revanchiste. Ipotesi che implica l'inizio di una nuova serie di guerre "territoriali". E' la profezia di un'Europa in fiamme. Una volta saltate le frontiere ucraine occidentali, non potrebbe che saltare anche la frontiera che divide attualmente la Lituania e la Polonia. Non si dimentichi che, prima della seconda guerra mondiale, Vilnius fu città polacca.

    Siamo già al limite della comicità. Ma agli studiosi di Stratfor importa individuare i "punti deboli" sui quali sarà possibile agire per infiammare i contorni della Russia, anche quelli che sono già stati conquistati dalla NATO. E la previsione (o il progetto?) non finisce qui.

    "Al sud la capacità dei Russi di mantenere il controllo del Caucaso del Nord evaporerà e anche l'Asia Centrale risulterà destabilizzata."

    Grazie a Dio, "non ci sarà una rivolta contro Mosca", ma finirà per aprirsi un vuoto". La questione, nella prima metà del decennio si concentrerà dunque sul tema di quanto sarà ampia l'alleanza  che si formerà tra il Baltico e il Mar Nero".

    E' la descrizione di una nuova, generalizzata, guerra europea, di tutti contro tutti,  che potrà avvenire, con l'aiuto attivo degli Stati Uniti, sulle rovine della Russia.

    Non hanno letto Toynbee, ma nemmeno Fernand Braudel, che insegnava a distinguere i "tempi della storia", e metteva in guardia dall'affidarsi al "terzo tipo", quello caratterizzato dal movimento rapido e incessante, ma di superficie. Scriveva: "diffidiamo di questa storia ancora bruciante, quale i contemporanei l'hanno descritta  e vissuta, al ritmo della loro vita, breve come la nostra, essa ha le dimensioni delle loro collere, dei loro sogni e delle loro illusioni".

    Tags:
    Geopolitica, Georgia, USA, Russia
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