12:45 22 Luglio 2017
Roma+ 30°C
Mosca+ 19°C
    Venezia, gondoliere

    Eataly sbarca a Mosca

    © Foto: Dukas Ju
    Opinioni
    URL abbreviato
    Marina Tantushyan
    0 138111

    Fra pochi mesi a Mosca è prevista l'apertura della famosa boutique gastronomico Eataly. In questo momento 30 negozi già operano nel mondo. E adesso, malgrado le sanzioni, l'azienda e il suo padre-fondatore Oscar Farinetti, hanno l'ambizione di portare le eccellenze italiane anche in Russia.

    Simone Tosato responsabile del progetto Mosca ha raccontato a "Sputnik-Italia" che cosa ha spinto la sua azienda a lanciare un progetto nella Federazione in questo periodo difficile.

    - Come è nata l'idea di portare il marchio in Russia?

    -Il mercato russo, secondo noi, è un mercato con le altissime potenzialità. Ovviamente, in questa fase ci sono i problemi legati alla situazione economica, politica e in particolare alla svalutazione del rublo. Abbiamo ricevuto molte richieste dalle diverse aziende moscovite per ottenere il franchising del brand "Eataly". Abbiamo valutato che il mercato è assolutamente adatto ad un concept come "Eataly" e quindi abbiamo scelto fra tutte queste richieste il nostro partner locale.

    - Dovevate cambiare la vostra strategia per entrare nel mercato russo tenendo presente il peggioramento dei rapporti tra la Russia e l'Ue?  Come pensate di trasportare i prodotti italiani in Russia e risolvere altri problemi organizzativi, considerando il regime delle sanzioni ancora in corso?

    -Ovviamente, data la situazione dell'embargo su alcune categorie merceologiche — mi rifresco in particolare per quello che riguarda la produzione tipica italiana — ai salumi e ai formaggi — abbiamo certamente dovuto fare delle iniziative. Allargheremmo in modo significativo la produzione nel negozio dei formaggi freschi a partire dalla mozzarella e arrivando ai formaggi stagionali come il caciocavallo e abbiamo preso contatti con alcune aziende che operano nel territorio non sotto embargo. Come, ad esempio la Svizzera dove ci sono alcune produzioni simili a quelle italiane. Visto che si tratta di un paese di confine è diviso in quattro arie di cui una è proprio italiana, ci sono dei prodotti buoni per i quali siamo confrontati come  sempre con il slow food e abbiamo trovato dei prodotti che sono in linea con quelle che sono le nostre aspettative. Comunque, nel nostro store a Mosca ci sarà una grandissima maggioranza dei prodotti "Made in Italy". E poi integreremmo con il prodotto locale anche perché quando entriamo al mercato estero diamo sempre spazio anche alle eccellenze  locali. Per di più avremmo anche delle produzioni di Bielorussia e di tutti paesi dell'ex Unione Sovietica. Questo tipo di discorso abbiamo affrontato anche negli Stati Uniti durante l'apertura di un store a New-York. In America non era possibile esportare, ad esempio, alcuni salami. Visto che ci sono ottime produzioni locali negli Stati Uniti, abbiamo trovato un sacco di ex-italiani che sono immigrati in America che producevano dei prodotti assolutamente di linea con la produzione italiana.

    Riguardo al regime delle sanzioni noi pensiamo che da ambo i lati sia poco produttivo.

    Questo scambio di sanzioni porta ad una perdita economica per l'Europa e per la Russia e ci auguriamo che finisca al più presto. Siamo speranzosi che i rispettivi leader giungano alla stessa conclusione e che le sanzioni siano abolite al più presto.

    — Che cosa esattamente prevede il progetto di Eataly a Mosca?

    -Al momento la decisone è di aprire questo primo locale che sarà un store molto grande — circa 9 mila metri quadri in zona della stazione Kievskaya. Dopodiché sono in progetto altre tre aperture nei prossimi anni, ovviamente compatibilmente con i risultati del primo negozio".

     

    -Qual è il ruolo del vostro partner russo —  Yuri Tetrov, proprietario della Ntk Town Restaurant?

    -Lui ha la gestione in franchising del marchio Eataly sul tutto il territorio dell'ex Unione sovietica. Ovviamente per noi il franchising non è un discorso di cedere il brand e dimenticare il nostro partner. Io sono attivamente coinvolto nel progetto perché vogliamo mantenere gli standard del nostro brand, come abbiamo fatto sul mercato turco, sul mercato di Dubai. Siamo in contatto continuo con i nostri negozi in tutto il mondo.

    - Che tipo di consumatore volete raggiungere visto che il potere dell'acquisto in Russia si sta crollando?

    -Tendenzialmente il nostro approccio è sempre quello di cercare di coinvolgere la più grossa fetta possibile di consumatori. Talvolta, come in questo caso, sarà difficile sul lato retail vendere quello che è importato perché in questa situazione di cambio euro-rublo diventa un po' complicato. La ristorazione sarà  sicuramente alla portata di tutti perché lì quasi tutte le materie prime saranno locali. Questo vale per carne, verdura e pesce — non è possibile importarli dall'Italia sia per l'embrago sia per la gestione che diventerebbe complicata. Per mondo dei super freschi noi tendiamo sempre a "kilometro zero" e utilizziamo quello che si trova localmente.

    - Come saranno diversi i negozi a Mosca dalle altre vostre store nel mondo? 

    — Essendo una struttura abbastanza complessa, ogni negozio e' diverso dall'altro. Non è un format che possiamo identificare in un McDonalds o in uno Starbucks dove tutto è molto semplice e sempre tutto uguale. Comunque, la filosofia e il concept  di questo negozio rimarrano assolutamente invariati.

    - Potrebbe anticipare la data di apertura del primo negozio di Eataly a Mosca?

    — L'apertura è prevista  dopo l'estate, per ottobre compatibilmente con i lavori del centro commerciale dentro cui lo store sarà presente. 

    Tags:
    Made in Italy, Alimentazione, Economia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik