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    Battaglione Angel nel Donbass

    Alexei, un angelo che salva la gente del Donbass

    © Foto: fornita da Alexei Smirnov
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    Tatiana Santi
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    Devastazione, tanta fame, distruzione totale delle infrastrutture. Questo è il Donbass oggi. Sui giornali italiani non si da spazio a questa tragedia. Non una parola sulla situazione umanitaria del Donbass.

    Ci sono delle persone però che sono pronte a rischiare la propria vita pur di aiutare chi si trova in difficoltà. È il caso di Alexei Smirnov, regista cinematografico di Mosca, che da diversi mesi si dedica alla sua missione nel Donbass. Alexei ha raccontato gentilmente a Sputnik Italia com'è la situazione umanitaria oggi nell'Est dell'Ucraina e della sua missione d'aiuto.

    - Com'è iniziata la sua storia nel Donbass? Che cosa l'ha spinta a partire?

    Quando succede una tragedia alle persone che ti stanno vicino e che hanno bisogno di aiuto, un vero uomo e una persona per bene non indugia, non spreca tempo e va a difendere chi è in difficoltà.

    Sono andato nel Donbass la prima volta a giugno, siamo andati a prendere 15 bambini che morivano di fame nelle cantine. Tutto è iniziato così. Quando abbiamo iniziato a viaggiare per il Donbass, abbiamo visto che la gente muore per i bombardamenti e non ha niente da mangiare. Al giorno d'oggi, siamo riusciti ad evacuare quasi 15.000 persone, che equivalgono ad una cittadina intera, dalle zone di guerra e limitrofe al fronte. Abbiamo trasportato i civili che vivevano negli scantinati, i bambini feriti.

    - Qual è la situazione umanitaria oggi nel Donbass?

    - L'assedio di Leningrado 2 è proprio il Donbass. Il governo ucraino ha formato una cortina di ferro per l'export e l'import di prodotti alimentari. Le persone non posso entrare sul territorio ucraino, i confini sono tutti chiusi, molti civili non possono nemmeno andare dai propri parenti. Già da 8 mesi non vengono erogate le pensioni all'est del Paese, né alcun sussidio, né finanziamento. La gente non sa cosa dare da mangiare ai bambini. La situazione è catastrofica!

    Nei negozi non c'è cibo. La gente vive senza elettricità, telefono, senza acqua né cibo. Questo è lo stato delle cose nella maggior parte del territorio del Donbass, salvo Donetsk e una parte della regione di Lugansk. L'acqua non c'è nemmeno a Lugansk.

    - Com'è la situazione a  Debalstevo, una delle città più dilaniate del Donbass?

    - A Debaltsevo sono già stati uccisi 500 civili. La gente oggi litiga per un pezzo di pane. Sono già pronti a mangiare i cani pur di sopravvivere. Sono stati bombardati per lunghi mesi, i bambini sono terrorizzati, sporchi, malandati. Questi giorni porteremo loro dei generatori e prodotti alimentari.

    - Ci potrebbe raccontare più precisamente dell'aiuto che date alla gente nel Donbass?

    - Abbiamo il nostro battaglione di pace "Angel" (angelo). Non è un nome a caso. La gente del posto ci ha dato il soprannome "gli angeli del Donbass". Molto spesso quando evacuiamo la gente, capita che la loro casa viene rasa al suolo dai bombardamenti poco dopo che li abbiamo portati via!  L'ultima volta abbiamo salvato una famiglia di Gorlovka, una famiglia con 7 bambini e la mamma. I militari ucraini miravano e sparavano contro le nostre macchine, per fortuna non è morto nessuno, ma la loro casa è stata totalmente distrutta. Si sono salvati dalla morte per un pelo, giusto a un paio d'ore distanza. Questo capita spesso. Domani porteremo altri generi alimentari. Raccogliamo dei soldi, del cibo e poi li distribuiamo. Diamo loro un collegamento telefonico, e molti di loro dopo due mesi di isolamento, possono scoprire la sorte dei loro parenti, partiti dal Donbass.

    - Ci parli meglio del battaglione "Angel", chi ne fa parte?

    In finale ci attendiamo la partecipazione di mille persone, suddivise per tutto il Donbass. Indipendentemente da tutti i governi esistenti, che sia quello russo, ucraino o della regione di Donetsk e Lugansk, noi ci muoveremo secondo uno schema ben chiaro: dar da mangiare ai civili. Per quanto riguarda gli aiuti umanitari non sappiamo come vengono formate le liste dei civili da soccorrere. Molte famiglie con 5 e più bambini non ricevono alcun aiuto umanitario. Se all'Europa e all'Occidente non gliene frega niente, per noi non è così. Noi andremo avanti con questo compito, aiutare la gente. Ogni settimana si aggiungono a noi circa 50 persone provenienti da diversi Paesi. Controlliamo queste persone attraverso il servizio FSB (Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa — ndr.), ci assicuriamo che non siano soggetti ricercati. In caso positivo li accettiamo volentieri nel nostro battaglione, dove ovviamente non ricevono alcuno stipendio, si tratta di un vero e proprio sacrificio. Diamo i vestiti, il gilet antiproiettile e andiamo avanti, proseguiamo a salvare la gente.

     

    Per avere più informazioni visitare il sito:  http://podobstrelom.ru/

     

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    Tags:
    Debaltsevo, Lugansk, Donetsk, Donbass
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