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    Il primo ministro italiano Matteo Renzi durante la conferenza stampa con il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg  a Roma. il 26 febbraio, 2015.

    Amendola: “crediamo in una cooperazione con la Russia sul dossier libico”

    © REUTERS/ Tony Gentile
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    Marina Tantushyan
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    Però prima di arrivare alla capitale russa, il premier italiano farà uno scalo a Kiev, dove incontrerà il presidente ucraino Petro Poroshenko. Vincenzo Amendola, Responsabile nazionale del PD agli Esteri ha parlato con “Sputnik Italia” dello scopo di questa visita importante.

    -Qual è l'obbiettivo e i temi principali della missione del premier Matteo Renzi a Kiev e a Mosca?

    — L'amicizia tra l'Italia e la Russia viene da tempo. Non solo per la tenuta degli accordi di Minsk  e dei negoziati sulla crisi ucraina, ma per lo scenario mediorientale dalla Libia all'Iraq non crediamo nel consento delle tutte le nazioni,  compreso la Russia,  di unirsi ad un alleanza per la risoluzione pacifica dei conflitti.

    Abbiamo visto che l'Italia è stata esclusa dai negoziati di Minsk. Adesso Renzi si aspira sul solco di Merkel e Hollande a dare l'Italia importanza nel campo diplomatico per quello che riguardo gli  accordi di Minsk?

    -Noi abbiamo partecipato insieme all'Ue alle decisioni sulla crisi ucraina. Abbiamo sostenuto il formatto "Normandia" con Hollande e Merkel. L'ottobre scorso abbiamo anche aspettato a Milano il vertice con Putin e Poroshenko. Quindi, noi ci muoviamo dentro l'Unione Europea sostenendo una fermezza nel principio di diritto internazionale ma anche l'apertura al dialogo e  al negoziato sulla base degli accordi di Minsk.

    — Sembra che l'Italia vuole impegnarsi attivamente in Libia, dove la minaccia dei jihadisti dell'Isis sta diventando sempre più incombente. Al programma "In mezz'ora" di Lucia Annunziata Renzi ha ribadito che "la Russia avrà ruolo chiave" sul dossier libico. Di quale ruolo esattamente parlava il premier italiano?

    - Noi chiediamo alle Nazione Unite, al suo inviato Bernardino Leon di forzare un accordo tra le parti in conflitto. L'accordo che può portare ad una stabilizzazione del paese e a fermare i gruppi terroristici che si stanno sviluppando lungo la costa libica. E nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU il ruolo della Russia insieme agli Stati Uniti e l'Europa è decisivo. Noi crediamo in una cooperazione con tutti i paesi a sostegno dell'ONU per stabilizzare e poi pacificare la Libia.

    — Quale sarebbe il valore aggiunto della Russia — un paese che ha diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza — nella risoluzione della crisi libica? Abbiamo visto che l'ultimo intervento dell'occidente in questo paese non ha portato a nessun risultato positivo…

    -Noi crediamo che dentro delle Nazioni Unione, nel Consiglio di Sicurezza,  si debba sviluppare una collaborazione — prima un processo negoziale tra le parte e poi di aiuto alla Libia per uscire da una guerra civile che gli effetti non solo sulla sponda nord del Mediterraneo e l'Italia ma in effetti su tutta l'aria — sui paesi vicini e sul mondo arabo. Quindi il ruolo della Russia cosi di tutti i membri del Consiglio di Sicurezza in questa partita e nell'alleanza per fermare la destabilizzazione nel Medioriente è centrale.  

    — Oggi il mondo è lacerato dai diversi conflitti. Quale vicenda è più prioritaria per l'Italia?

    — Ovviamente, geograficamente per noi il conflitto libico, la guerra civile libica ha degli effetti diretti in termini di immigrazione e in termini di rischi. Quindi, per l'Italia l'interesse principale e geostrategico è il Medioriente e il Mediterraneo. Però non sottovalutiamo tutte le possibili nuove emergenze che si stanno sviluppando nel mondo. Per questo anche il nostro impegno insieme all'Unione Europea è la fermezza dei principi — l'apertura del dialogo con la Russia e anche mettere in pratica gli accordi di Minsk II che sono stati fermati recentemente.

     

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    visita, governo, Vladimir Putin, Matteo Renzi, Russia, Italia
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