14:50 11 Dicembre 2016
    Donetsk dopo le bombe

    Donetsk nella notte del "cessate il fuoco"

    © Foto: Eliseo Bertolasi
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    Tatiana Santi
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    Secondo gli accordi di Minsk tra la notte del 14 e il 15 febbraio nel Donbass sarebbe dovuto scattare il “cessate il fuoco”. È stato realmente rispettato? Per saperlo ci siamo rivolti ad Eliseo Bertolasi, che in quelle ore si trovava proprio a Donetsk.

    Vi offriamo la sua testimonianza diretta sulla notte della fatidica "tregua" e sugli effetti dei bombardamenti a Donetsk.

    - Eliseo, sabato e domenica, il 14 e il 15 febbraio, ti trovavi a Donetsk. Ci puoi descrivere com'era la situazione in città?

    - Sia il 14 che il 15 febbraio mi trovavo a Donetsk. Verso il tardo pomeriggio del 14 è iniziato un bombardamento, sentivo in lontananza il fragore delle esplosioni in continuazione. Secondo gli accordi di Minsk il "cessate il fuoco" sarebbe scattato alla mezzanotte tra il 14 e il 15 febbraio. Io avevo la sensazione che l'esercito di Kiev avesse a questo punto sferrato un "ultimo bombardamento" prima della scadenza prevista. Io ti assicuro, è stato terribile. Ero in città, verso le 18.00 sono iniziati i primi colpi e verso le 20.00 la città era deserta, nonostante il coprifuoco solitamente inizi alle 22.00. L'atmosfera era surreale: l'illuminazione al minimo, le case con le luci spente, in sottofondo sempre le esplosioni, sempre più frequenti. È stato un incubo. Verso la mezzanotte, ora di Donetsk, che da qualche mese ha adottato l'ora di Mosca, il bombardamento è stato ancora più violento. È durato fino alle due di notte. Ritengo sia stato un bombardamento assurdo, senza nessuna logica, nemmeno militare, se non per il semplice fatto di punire la città di Donetsk. Non dimentichiamo, i battaglioni ucraini che combattono nel Donbass si chiamano "punitivi". Mi sconvolge l'idea che ci siano tanti bambini e che ricorderanno queste giornate per tutta la loro vita: la paura, le bombe, il frastuono, i pianti, le corse nei sotterranei.

    - Eliseo, la situazione a Donetsk invece il 15 febbraio era più calma? Puoi confermarlo?

    - Sì, te lo confermo, il 15 la situazione in effetti appariva calma. Si viveva uno strano silenzio non interrotto dai soliti boati. Sembrava che la tregua fosse realmente iniziata. Mi sono recato in giro per la città, per vedere gli effetti del bombardamento notturno. Purtroppo è stata colpita una scuola, grazie a Dio era vuota. Delle munizioni sono cadute in prossimità di alcune abitazioni, sono saltate le vetrate. Gli effetti ci sono stati e come sempre relativi alla popolazione civile.

    Eliseo Bertolasi a Zorinsk, regione di Lugansk
    © Foto: Eliseo Bertolasi
    - Secondo te quando si parla di tregua è una pura formalità tra i grandi politici che abbiamo visto a Minsk o è possibile anche nella realtà?

    Penso ci siano due livelli diversi: c'è la diplomazia dei politici che si incontrano e poi c'è la vita reale, che spesso può trovarsi distante dalla vita politica ad alto livello.

    Tutti si augurano che la tregua possa durare, ti posso confermare però ora da Lugansk dove mi trovo, che la tregua qui non c'è stata.

    Tags:
    Donetsk, Donbass
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