14:50 11 Dicembre 2016
    Matteo Salvini in Piazza Rossa

    Salvini torna a Mosca per dire “no” alle sanzioni. Parte 1

    © Foto: Stefano Cavicchi/Corriere della Sera
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    Tatiana Santi
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    Il primo anno da segretario federale della Lega? Salvini lo festeggia a Mosca. Dopo poche settimane dal suo primo viaggio, Salvini torna in Russia per incontrare gli imprenditori italiani in difficoltà a causa delle sanzioni.

    Il leader del Carroccio ribadisce il suo "no" alla linea politica europea antirussa. Prima di ripartire per l'Italia Matteo Salvini ha rilasciato in esclusiva un'intervista a "Rossiya segodnya".

    - E'passato un anno esatto da quando è stato eletto segretario federale della Lega. Potrebbe tirare le somme: risultati ottenuti e obiettivi importanti ancora da raggiungere.

    - Gli obiettivi importanti sono ancora da raggiungere, perché sicuramente in un anno siamo passati da una Lega in difficoltà al 3% ad un partito che i sondaggi danno al 10,12 e 15%. La Lega è tornata sulla scena politica italiana e non solo. L'essere in Russia è significativo, perché siamo gli unici a dettare un'agenda di politica estera. A livello interno abbiamo fatto battaglie importanti contro la legge Fornero sulle pensioni. Abbiamo ottenuto un risultato incredibile alle elezioni regionali in Emilia Romagna, stiamo aumentando gli iscritti al movimento. Andremo al centro e al sud, presentiamo il soggetto la settimana prossima. In un anno è cambiato un mondo.

    - Se lei fosse primo ministro, quali sarebbero i suoi primi provvedimenti, sopratutto in relazione ai rapporti con la Russia?

    - Renzi è presidente del semestre europeo e nessuno se ne è accorto. Innanzitutto andrei a Bruxelles, dicendo che l'Italia non vuole le sanzioni e quindi l'Italia si sfila e fa di sé uno Stato sovrano. Eventualmente serve l'unanimità per riconfermarle. Noi non ci stiamo.

    Manderei il mio ministro dello sviluppo economico con il ministro del commercio estero a Mosca per una settimana per far ripartire quello che si è interrotto questi mesi.

    Matteo Salvini in Piazza Rossa, ottobre 2014
    © Foto: Stefano Cavicchi/Corriere della Sera
    - La Lega sta cambiando. Portando il partito al centro sud, non ha paura di perdere il suo elettorato storico del nord?

    - No, perché l'emergenza in Italia è il lavoro e l'immigrazione incontrollata. Questi due problemi riguardano sia il nord che il sud. Tutti i dati dicono che stiamo crescendo al sud anche se ancora non ci siamo. Stiamo crescendo anche al nord. Le battaglie sono comuni in questo momento.

    - Lei è al centro dei media italiani in questo momento. Come giudica questo interesse nei suoi confronti?

    - Non mi fido mai, perché la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani sono pagati da interessi lontani dalla Lega, penso alle banche, alla finanza, alle multinazionali. Per il momento sfruttiamo questa popolarità, ma pronti al fatto che quando dovranno, spareranno contro la Lega. Ora li usiamo per veicolare il nostro messaggio e questo funziona.

    - Sui Rai3 la giornalista Annunziata le ha dato del traditore, perché viene in trasferta in Russia. Sinceramente non le sembrano dei traditori invece i giornalisti che molto spesso dicono il falso e non le pare questo un giornalismo di guerra?

    - Innanzitutto è incredibile sentirsi dare del traditore da una sinistra che fino a venti anni fa veniva in pellegrinaggio in Unione Sovietica e pendeva dalle labbra dei soviet di turno. I traditori sono quelli che non difendono gli interessi nazionali, questo vale per i giornalisti, i politici e gli imprenditori. Io lo dico da giornalista: purtroppo i giornalisti italiani sono fra i peggiori d'Europa, fra i meno informati di Europa.

    Io non mi sento assolutamente traditore, anzi, anzi.

    - I giornalisti italiani, come anche la Annunziata su Rai3, accusano la Russia per l'abbattimento dell'aereo malese e non "olandese" come ha detto la stessa Annunziata, in assenza di prove e del report finale atteso per l'estate 2015. Di che giornalismo parliamo?

    - I giornalisti hanno dei pregiudizi, sono dei bollettini di propaganda. Non c'è più il giornalismo d'inchiesta purtroppo in Italia, ma non solo. Sono curioso anche io degli esiti dell'inchiesta, sperando che questa volta ci voglia meno tempo rispetto all'abbattimento dell'aereo su Ustica. Stiamo cercando di capire chi sia stato su Ustica, figuriamoci in questo caso… Il fatto che ne parlino molto poco mi convince sempre più che la tesi iniziale fosse solamente una barzelletta.

    - Per finire in allegria: dopo la rivista "Oggi" si spoglierebbe anche per la nostra agenzia?

    - No, si fa una volta e poi non si fa più!

    - Aspetteremo altre sorprese allora.

    - Sì. Ci inventeremo qualcos'altro!

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    Matteo Salvini, Italia, Russia
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