20:47 02 Dicembre 2016
    Olimpiade 2014. Slalom uomini

    "X-Man" Khoroshilov cerca l’oro ai mondiali di sci in America

    © Sputnik. Anton Denisov
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    Riccardo Pessarossi
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    Lo sci alpino in Russia non è lo sport più popolare. Eppure l’uomo del momento nello sci alpino è il russo Aleksandr Khoroshilov.Quasi sconosciuto in Patria, in Europa ed in Italia, grazie al Tam Tam sui social network, Aleksandr Khoroshilov è un idolo.

     

    La sua sicurezza in gara, e quell'aria serafica di chi sembra sciare meglio di tutti, facendolo quasi per caso, come se fosse appena uscito dal bar, lo avvicinano allo sciatore medio, più di altri interpreti del circo bianco. La sua è stata una stagione in continua crescita, coronata dalla vittoria ottenuta martedì nella gara più prestigiosa, la "Night Race" di Schladming, primo successo assoluto in coppa del mondo per uno sciatore russo. Alla vigilia dei Campionati del Mondo di Sci Alpino in programma a Beaver Creek, dal 2 al 16 febbraio, Aleksandr si racconta in un'intervista esclusiva a Sputnik Italia..

    - Aleksandr, complimenti per la prima vittoria in Coppa del Mondo, a Schladming. Sei consapevole di essere entrato nella storia, come primo sciatore russo ad aver vinto uno slalom?

    - Sono felice. Martedì sera è successa una cosa che non mi era capitata mai prima e non mi riferisco alla vittoria. Ho sciato due manche senza commettere errori e sentivo che stavo sciando bene e veloce. Percepivo che i miei sci avevano una presa ottima sulla neve ed ero sicuro di poter scendere forte, sono riuscito a fare.

    - Due settimane fa ad Adelboden lo sciatore italiano Stefano Gross ha ottenuto la prima vittoria in coppa del Mondo e dalla gioia ha lanciato gli sci in aria. Tu invece dopo la vittoria hai appena alzato un braccio. Come mai questa reazione così pacata?

    - Ero in testa dopo la prima manche e indubbiamente sentivo la pressione. Però ho cercato di scacciarla e di pensare solo a me stesso. Non so se dall'esterno si è visto che ero teso, io ho provato a nascondere la tensione e far vedere che ero concentrato solo sulla mia discesa nella seconda manche. Quando ho tagliato il traguardo ho avvertito un senso di liberazione. "Finalmente è arrivata la prima vittoria" è stato il primo pensiero: mi sono tolto un peso.

    - Quanto ci è voluto per arrivare fino al top?

    - Il mio percorso è stato molto particolare. Ho iniziato a sciare in Kamchatka, lontanissimo, insieme ai miei fratelli. Poi mi sono trasferito a Mosca fin dall'adolescenza ho passato gli inverni in europa per migliorare e allenarmi. Ho fatto tutta la trafila di gare minori e coppa Europa, prima di approdare in Coppa del Mondo, ormai 10 anni fa. Le mie prime gare le ho fatte in discesa libera, ai giochi Olimpici di Torino 2006 dove arrivai 38°. Però in quegli anni la nostra squadra era disorganizzata, non c'era un progetto a lungo termine ed è stata dura di stagione in stagione continuare, anche se i tecnici direttamente e indirettamente mi facevano capire che senza risultati di rilievo, a 25/26 anni ero di troppo. Io invece vedevo i miei miglioramenti e sono sempre rimasto fiducioso che sarei arrivato al top. Lo sci è uno sport dove ci va tempo ed esperienza, ora ho 30 anni, ma sono nei migliori dello slalom solo dall'anno scorso. Quindi guardo avanti con entusiasmo.


    - Nello slalom di Schladming la concorrenza era al massimo. Hirscher, Neureuther e gli italiani Gross e Razzoli. Tu li hai battuti tutti ed ora sei al centro dell'attenzione. Come ti senti sotto i riflettori?

    - Non ci dò molta importanza. E' una cosa a cui non sono abituato, certo, ma è qualcosa che non mi distrae più di tanto. Quando sono rientrato in albergo martedì notte ho visto centinaia di messaggi e chiamate perse. E' stato bello ricevere così tanti complimenti, leggere i titoli "Koroshilov primo in Coppa del Mondo" ed i commenti "perchè gli altri sono usciti tutti?". Scherzo, in realtà questo lo scrivevano un anno fa, quando arrivai dodicesimo, proprio a Schladming.

    - Non hai un pò di rammarico per il fatto di essere in forma così smagliante oggi e non un anno fa, alla vigilia dei Giochi Olimpici, in casa a Sochi?

    - No. A Sochi c'era la possibilità di fare bene in Supercombinata, ma non ho avuto fortuna. Dopo la discesa il podio era ad un secondo e mancava la manche di slalom. Ma io sono caduto, nonostante prima della partenza fosse accaduta una cosa che non mi è mai capitata prima (e dopo). Lo speaker annuncia il mio nome, io sento il boato della folla, mi affaccio dal cancelletto e vedo decine di persone sparire dalla pista. Avevano lisciato la neve per me, la superficie era perfetta. Peccato, ma la forma di allora era peggiore di oggi, lo dicono i risultati.

    - Qual'è il tuo obiettivo personale per i Mondiali di Beaver Creek?

    - Essere nei primi 6.

    - Qual'è il tuo numero di gara preferito?

    - A Schladming sono partito col 6 e ho vinto, perciò dovrei dire 6. In realtà non lo so. Non amo legarmi ad una cifra in particolare. Qualcuno vuole a tutti i costi il 54, qualcuno il 68, poi vanno male e si disperano.

    - Se non fossi stato uno sciatore, che cosa avresti fatto?

    - Probabilmente avrei giocato a scacchi, oppure fatto il pittore. Da piccolo mio padre mi iscrisse a scacchi, ma subito dopo chiusero il corso, poi mi mandò a scuola di disegno, ma lì secondo i maestri mi dedicavo troppo al cubismo, allora mi espulsero, così è finito che ho iniziato a sciare.

    - Hai dei rituali pre gara?

    - Solo riscaldamento, e tecniche di visualizzazione.

    - Il tuo piatto preferito a tavola?

    - Tutto quello che cucina mia mamma. In generale specialità della cucina tartara: manty, belyash, tuntermat. E poi le zuppe. Quando sono in Europa vado ghiotto anche per i formaggi svizzeri ed il prosciutto italiano. Per fortuna che alla dogana oggi non mi hanno fermato, altrimenti avrei dovuto tagliarli e mangiarli subito.

    - Nei momenti liberi da allenamenti e gare quali sono i tuoi passatempi?

    - Mi piace leggere. Sto leggendo il saggio "L'Esperienza" di Montaigne, sono al secondo volume. Quando sono a casa suono la chitarra.

    - Hai un soprannome?

    - Tutti mi chiamano Sasha, ma quand'ero piccolo mi chiavano X-Man. Sai perchè?

    - Perchè la prima lettera del tuo cognome in russo si scrive come la X nei caratteri latini?

    - No, perchè sciavo sempre a gambe incrociate.

    - Nelle gare più prestigiose mentre lo sciatore si avvicina al traguardo parte una canzone tipica del paese che rappresenta. Ad esempio per l'Italia "Azzurro", oppure "Volare", per te che sei l'unico russo, che canzone mettono?

    - Qualche volta hanno messo Kalinka, oppure un mix con la musichetta di Tetris. Qualcuno ha proposto di mettere la marcia "Slavyanka", ma bisognerebbe spiegare di cosa si tratta a tutti quelli che vedono.

    - Quale musica ti piace ascoltare?

    - Mi piacciono i Deep Purple e i Pink Floyd. Ma ascolto un pò di tutto, anche Avicii.

    - Finita la stagione sciistica vai al mare oppure solo montagna?

    - Amo stare all'aria aperta, non importa quando. Ad esempio a ottobre eravamo in allenamento sulle Alpi, ma abbiamo preso una pausa di qualche giorno sul lago di Garda, abbiamo fatto il bagno, provato il kite surf.

    - Spesso gli sportivi diventano testimonial dei prodotti tipici del loro paese. Se vincessi l'oro ai mondiali e ti di invitassero a fare il testimonial di una marca di birra, oppure di vodka lo faresti?

    - Non lo so. Non ne ho idea. Per ora ho un accordo con una località turistica austriaca, che mi sponsorizza e grazie a me cerca di avere visibilità sul mercato russo. Può bastare.

    - Come vivi questo periodo di tensioni fra Russia ed Europa? Sai che in Italia sei l'eroe di una pagina facebook dedicata allo sci?

    - Le situazione che stiamo vivendo è negativa, però esiste soprattutto a livello politico. Non uso facebook, ma non posso che essere contento e mandare un saluto a tutti coloro che mi seguono. Dopo le gare i tifosi mi riconoscono, si complimentano con me ed a Kitzbuhel mi ha fatto molto piacere quando una famiglia austriaca è venuta da me e papà mamma e bambini mi hanno stretto la mano e mi hanno detto che nonostante tutto gli piace come scio e per questo fanno il tifo per me.

    I mondiali di Sci Alpino a Beaver Creek iniziano il 2 febbraio e si concluderanno il 15, proprio con lo slalom speciale maschile. L'indomani, il 16 febbraio, lo sciatore russo compirà 30 anni.

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